Home » medaglia » Pagina 4
Questo medaglione di grandissimo modulo è uno dei più spettacolari prodotti della bottega parigina di Guillaume Dupré, scultore ufficiale del re di Francia, Enrico IV, che vi è ritratto assieme alla moglie, l’italiana Maria de’ Medici. Firmato da Duprè il doppio ritratto dei sovrani di Francia fu disegnato per una medaglia di modulo più piccolo nel 1603 e piacque così tanto al re che concesse allo scultore il privilegio esclusivo di poterlo riprodurre nella propria bottega almeno fino al 1607. In questa particolare e maestosa versione del 1605 Duprè non rappresentò entrambi i coniugi di profilo, ma immortalò Enrico con lo sguardo dritto verso l’osservatore, per renderlo vivido e presente.
Enrico IV di Francia e Maria de’ Medici | Dupré Guillaume, Sissonne 1576 – Parigi 1643 | 22SCM0456
Home » medaglia » Pagina 4
Questa raffinatissima medaglia spicca per la tecnica particolare con la quale fu realizzata: fusa in bronzo, fu poi dorata a mercurio solo in alcuni particolari (a risparmio), per mettere in risalto le figure e farle emergere dal fondo bruno. Inoltre, questa risulta l’unica medaglia della collezione Mario Scaglia ad essere fusa da una donna, Beatrice Hamerani, esponente di spicco della più celebre famiglia romana di incisori di monete, medaglie e sigilli per i pontefici. La Hamerani realizzò la medaglia a soli 17 anni e la donò personalmente al papa per dimostrargli le sue grandi doti di scultrice.
In questa piccolo e prezioso ritratto il busto del pontefice pugliese Innocenzo XII è contrapposto all’emblema cristiano del pellicano mistico, l’uccello che si squarcia il petto per nutrire i suoi piccoli, simbolo di amore e carità per il prossimo.
Papa Innocenzo XII / Pellicano mistico | Beatrice Hamerani, Roma, 1677-1704 | 22SCM0253
Home » medaglia » Pagina 4
In questo potente micro-ritratto papa Alessandro VII Chigi è presentato di profilo, verso sinistra, abbigliato con i più raffinati paramenti sacri. Sul capo svetta il triregno, il copricapo in stoffa, oro e pietre preziose destinato solo ai pontefici, dal quale scende un’infula, svolazzante, che termina con un disegno a croce. La veste, il piviale, è sormontato da un prezioso stolone decorato da un’edicola contenente un’immagine di san Paolo che stringe la spada. Al centro del petto, infine, si staglia un grande fermaglio gemmato montato in una raffinata cornice barocca. La medaglia non è dotata di rovescio.
Papa Alessandro VII | Gioacchino Francesco Travani, Roma 1605 ca.-1675 | 22SCM0257
Home » medaglia » Pagina 4
Il medaglione in argento dorato è dedicato a papa Alessandro VII Chigi, ritratto al diritto con il camauro e la mozzetta circondato da una legenda che ne ricorda l’origine senese, i titoli e la data del 1659.
La genesi di questa si segue passo passo nei documenti dell’epoca, che testimoniano il diretto coinvolgimento di Gian Lorenzo Bernini per il disegno del rilievo, di Gioacchino Francesco Travani per la modellazione della cera tratta da questo e, infine, dello stesso papa per l’approvazione del primo esemplare in argento, in data 25 marzo 1659. Al rovescio, dove si vede il soldato romano Androclo nell’arena affollata nel momento in cui il leone si accovaccia mansueto ai suoi piedi, è presente anche il nome di colui che commissionò la medaglia da donare al papa, ovvero il Maestro delle strade vaticano Domenico Jacobacci, che la fece realizzare per ringraziare il papa per l’impegno profuso durante la pestilenza che aveva afflitto Roma negli anni precedenti.
Papa Alessandro VII / Androclo e il leone | Gioacchino Francesco Travani, Roma 1605 ca.-1675; Gian Lorenzo Bernini, Napoli 1598-Roma 1680 | 22SCM0389
Home » medaglia » Pagina 4
Il piacentino Cornelio Musso compì studi umanistici presso l’ateneo di Padova e presto divenne vescovo, prima di Bertinoro (vicino Ravenna), poi di Bitonto, in Puglia, pur conservando stretti legami con l’ambiente veneto e gli artisti che vi operavano. Danese Cattaneo era giunto a Venezia da Roma dopo il sacco, nel 1527, orientandosi presto verso il contesto padovano, dove ricevette molte commissioni. Proprio a Cattaneo è stata recentemente attribuita questa raffinata medaglia, nella quale un vivido ritratto di Musso, con caratteristici barba e capelli ricci, è contrapposto, al rovescio, a una figura maschile togata seduta su uno scranno, attorniata da tutti quegli oggetti che componevano gli studioli degli eruditi, come libri, calamai e candelieri. In questa figura è probabilmente da riconoscere Cornelio Musso stesso, colto prelato che diede alle stampe molte delle sue prediche.
Cornelio Musso / Musso nel suo studio | Danese Cattaneo, Colonnata (Carrara) 1512-Venezia 1572 (?) | 22SCM0473
Home » medaglia » Pagina 4
Il medaglista padovano Giovanni da Cavino divenne celebre per la sua capacità di realizzare ‘false’ monete romane, all’epoca ambite dagli eruditi collezionisti, ma nella sua carriera creò con la tecnica del conio anche incisivi ritratti di suoi contemporanei. Giovanni Antonio Vincenzo Dolce fu un eminente giurista dell’ateneo patavino, nonché protonotario apostolico e colto collezionista di antichità. Proprio a una moneta romana, più precisamente un sesterzio coniato sotto l’imperatore Nerone, si ispira il rovescio di questa medaglia, nel quale una figura maschile muscolosa, coperta solo da un panneggio, tiene nella mano sinistra un delfino e con la destra rovescia il contenuto di una patera nel fuoco che arde sopra un altare sacrificale.
Giovanni Antonio Vincenzo Dolce / Genio | Giovanni da Cavino, Padova, 1500-1570 | 22SCM0065
Home » medaglia » Pagina 4
Attribuita al toscano Danese Cattaneo nei primi anni del Novecento, questa medaglia raffigura il busto del celebre cardinale e umanista veneziano Pietro Bembo, immortalato con la barba lunga fino al petto, avvolto nella mozzetta (la mantella cardinalizia), chiusa sul petto da tre bottoni. Lo stesso scultore nel 1547, alla morte di Bembo, aveva anche realizzato in marmo il busto del prelato per la tomba costruita all’interno della chiesa del Santo di Padova.
Il potente rovescio della medaglia raffigura Pegaso, il mitologico cavallo alato, mentre con gli zoccoli colpisce una roccia sul monte Elicona, in Beozia, e da questo contatto scaturisce la fonte Ippocrene. Attorno a questa fonte si riuniranno, per cantare e danzare, le Muse, che nella cultura dell’antica Grecia rappresentavano l’ideale massimo delle arti.
Pietro Bembo / Pegaso rampante | Danese Cattaneo, Colonnata (Carrara) 1512-Venezia 1572 | 22SCM0111
Home » medaglia » Pagina 4
Simone Ruffini era un ricchissimo mercante ferrarese che fu anche committente del pittore Baldassarre d’Este, al quale è probabilmente da ascrivere il disegno per il misterioso rovescio che Sperandio Savelli modella per questa medaglia. Al diritto Ruffini appare di profilo, serio, con il volto ammorbidito dall’età e con un grande naso, mentre al rovescio una figura maschile in vesti da mercante, forse proprio lo stesso Ruffini, sta in piedi sopra un pavone accasciato al suolo, mentre stringe nelle mani una pergamena srotolata e la sua saccoccia con le monete. Grazie al Picatrix, un trattato magico diffuso nel Rinascimento, è possibile sciogliere questa iconografia come il talismano di Mercurio, protettore dei commerci e dei mercanti e quindi strettamente legato al ruolo sociale di Ruffini.
Simone Ruffini / Uomo sopra un pavone | Sperandio Savelli, Mantova, 1426/1428-Venezia, post 1504 | 22SCM0055
Home » medaglia » Pagina 4
Il ravennate Tommaso Giannotti Rangoni fu uno dei medici più noti del Cinquecento e lavorò sia a Roma che a Venezia al servizio di importanti famiglie nobili, come quella dei Grimani. Fu anche un importante astrologo e a questa sua attività si riferisce il rovescio di questa medaglia, modellata dal veneziano Matteo Pagano, detto Matteo della Fede. Nel dischetto metallico, infatti, si vede il dio Giove, in forma di aquila, che porta il piccolo Ercole a Giunone perché ella lo allatti, mentre attorno a lei gli schizzi di latte si tramutano in stelle che vanno a comporre la Via Lattea. In basso, sulla terra, crescono dei gigli, da sempre simbolo di nobiltà e purezza. Il potente ritratto di Rangoni, al diritto, riprende quello modellato da Alessandro Vittoria per il medico in una medaglia firmata risalente anch’essa al 1562.
Tommaso Rangoni / Origine della Via Lattea | Matteo Della Fede (Matteo Pagano), Venezia, doc. 1543-1562 | 22SCM0418
Home » medaglia » Pagina 4
Fusa dall’eclettico scultore mantovano Sperandio Savelli, questa medaglia è dedicata al ferrarese Bartolomeo Pendaglia, amministratore generale delle finanze, a partire dal 1434, del marchese di Ferrara Borso d’Este. Il vigoroso ritratto presente al diritto, dove Pendaglia compare di profilo con una ricca veste e una berretta cilindrica rigida, si contrappone, al rovescio, con un’iconografia ancora in parte misteriosa: una figura maschile, nuda, seduta su un cumulo d’armi e reggente con la mano destra una perla.
Sembra che in occasione del matrimonio di Pendaglia con Margherita Costabili, nel 1452, l’imperatore Federico III avesse preso parte al ricevimento di nozze e regalato agli sposi una perla e a Bartolomeo il titolo di cavaliere. A questo dono alluderebbe proprio la “generosità” citata nella legenda del rovescio.
Bartolomeo Pendaglia / Nudo maschile seduto | Sperandio Savelli, Mantova, 1426/1428-Venezia, post 1504 | 22SCM0359