Giovanni Antonio Vincenzo Dolce / Genio

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1539

Giovanni da Cavino

Tipo di oggetto
medaglia
Soggetto
Giovanni Antonio Vincenzo Dolce; Genio
Materia e tecnica
lega di rame (coniazione)
Misure
diametro 38 mm; peso 27,9 gr
Acquisizione
donazione, Scaglia Mario, 2022
Dipartimento/Sezione
Scultura e arti decorative
Collezione
Collezione Mario Scaglia
Edificio
Accademia Carrara
Settore/Area
Esposizione permanente
Piano
2 piano
Sala
Sala 05
Numero di inventario
22SCM0065
Bibliografia
G. Zaccariotto, La collezione di medaglie Mario Scaglia. Catalogo., (Bologna/Cinisello Balsamo: Fondazione Zeri/Silvana editoriale 2020), p. 160 n. 135

Il medaglista padovano Giovanni da Cavino divenne celebre per la sua capacità di realizzare ‘false’ monete romane, all’epoca ambite dagli eruditi collezionisti, ma nella sua carriera creò con la tecnica del conio anche incisivi ritratti di suoi contemporanei. Giovanni Antonio Vincenzo Dolce fu un eminente giurista dell’ateneo patavino, nonché protonotario apostolico e colto collezionista di antichità. Proprio a una moneta romana, più precisamente un sesterzio coniato sotto l’imperatore Nerone, si ispira il rovescio di questa medaglia, nel quale una figura maschile muscolosa, coperta solo da un panneggio, tiene nella mano sinistra un delfino e con la destra rovescia il contenuto di una patera nel fuoco che arde sopra un altare sacrificale.

Giovanni Antonio Vincenzo Dolce / Genio | Giovanni da Cavino, Padova, 1500-1570 | 22SCM0065

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Note storiche

Il medaglista padovano Giovanni da Cavino divenne celebre per la sua capacità di realizzare ‘false’ monete romane, all’epoca ambite dagli eruditi collezionisti, ma nella sua carriera creò con la tecnica del conio anche incisivi ritratti di suoi contemporanei. Giovanni Antonio Vincenzo Dolce fu un eminente giurista dell’ateneo patavino, nonché protonotario apostolico e colto collezionista di antichità. Proprio a una moneta romana, più precisamente un sesterzio coniato sotto l’imperatore Nerone, si ispira il rovescio di questa medaglia, nel quale una figura maschile muscolosa, coperta solo da un panneggio, tiene nella mano sinistra un delfino e con la destra rovescia il contenuto di una patera nel fuoco che arde sopra un altare sacrificale.