- Tipo di oggetto
- medaglia
- Soggetto
- Enrico IV di Francia e Maria de’ Medici
- Materia e tecnica
- lega di rame (fusione)
- Misure
- diametro 189 mm; peso 430 gr
- Acquisizione
- donazione, Scaglia Mario, 2022
- Dipartimento/Sezione
- Scultura e arti decorative
- Collezione
- Collezione Mario Scaglia
- Edificio
- Accademia Carrara
- Settore/Area
- Esposizione permanente
- Piano
- 2 piano
- Sala
- Sala 05
- Numero di inventario
- 22SCM0456
- Bibliografia
- G. Zaccariotto, La collezione di medaglie Mario Scaglia. Catalogo., (Bologna/Cinisello Balsamo: Fondazione Zeri/Silvana editoriale 2020), pp. 485-87, n. 459
Questo medaglione di grandissimo modulo è uno dei più spettacolari prodotti della bottega parigina di Guillaume Dupré, scultore ufficiale del re di Francia, Enrico IV, che vi è ritratto assieme alla moglie, l’italiana Maria de’ Medici. Firmato da Duprè il doppio ritratto dei sovrani di Francia fu disegnato per una medaglia di modulo più piccolo nel 1603 e piacque così tanto al re che concesse allo scultore il privilegio esclusivo di poterlo riprodurre nella propria bottega almeno fino al 1607. In questa particolare e maestosa versione del 1605 Duprè non rappresentò entrambi i coniugi di profilo, ma immortalò Enrico con lo sguardo dritto verso l’osservatore, per renderlo vivido e presente.
Enrico IV di Francia e Maria de’ Medici | Dupré Guillaume, Sissonne 1576 – Parigi 1643 | 22SCM0456
Note storiche
Questo medaglione di grandissimo modulo è uno dei più spettacolari prodotti della bottega parigina di Guillaume Dupré, scultore ufficiale del re di Francia, Enrico IV, che vi è ritratto assieme alla moglie, l’italiana Maria de’ Medici. Firmato da Duprè il doppio ritratto dei sovrani di Francia fu disegnato per una medaglia di modulo più piccolo nel 1603 e piacque così tanto al re che concesse allo scultore il privilegio esclusivo di poterlo riprodurre nella propria bottega almeno fino al 1607. In questa particolare e maestosa versione del 1605 Duprè non rappresentò entrambi i coniugi di profilo, ma immortalò Enrico con lo sguardo dritto verso l’osservatore, per renderlo vivido e presente.