Flora con mazzolino di rose

Il dipinto appartiene ad un gruppo di tele di analogo soggetto riconducibili all’ultima produzione dell’artista e databili verosimilmente intorno al 1868. Progressivamente, in una continua ricerca sulle potenzialità espressive del colore, Piccio giunge ad immagini che non sono ritratti di modelle ma piuttosto meditazioni su un tipo di bellezza morbida e fiorente. La definizione anatomica e fisionomica perde valore rispetto al gioco libero dei colori, sfrangiati e intrisi di luce, così da fornire un esempio di ricerca ai protagonisti della Scapigliatura italiana, a Tranquillo Cremona e Daniele Ranzoni in particolare.

Flora con mazzolino di rose | Carnovali Giovanni detto Piccio, 1804/ 1873 | 06AC00929

Caterina Cornaro riceve l’annuncio della sua deposizione dal Regno di Cipro

Hayez è il maggior esponente della pittura del Romanticismo in Italia. La sua fama è affidata ai dipinti di soggetto storico, spesso carichi di significati patriottici o allusivi alla situazione politica italiana, ma grande entusiasmo suscitarono anche i suoi ritratti e le sue sensuali figure femminili. La tela — commissionata da Antonio Frizzoni, esponente di una famiglia attiva a Bergamo nel settore tessile — raffigura l’episodio culminante di una vicenda molto popolare nel primo Ottocento. Giorgio Cornaro informa la sorella Caterina, regina di Cipro, che la Repubblica di Venezia ha deciso di destituirla e le annuncia il futuro confino nel castello di Asolo. La scena, costruita attraverso uno studio calibrato della luce e delle pose dei personaggi, ha un tono fortemente teatrale, tipico della pittura di Hayez.

Caterina Cornaro riceve l’annuncio della sua deposizione dal Regno di Cipro | Francesco Hayez, 1791/ 1882 | 58AC00704

Ritratto del colonnello Vittore Tasca

Nel 1885 Tallone vince il concorso per la cattedra di pittura all’Accademia Carrara. Si inserisce subito nell’ambiente borghese dei professionisti e degli intellettuali cittadini, molti dei quali poseranno nel suo studio. Fra questi Vittore Tasca, suo amico, come testimonia la scritta in basso e la spontanea familiarità con cui l’artista ritrae l’anziano garibaldino. La sua figura monumentale è restituita con una stesura vibrante, capace di cogliere anche lo sfuggente tratto caratteriale.

Ritratto del colonnello Vittore Tasca | Cesare Tallone, 1853/ 1919 | 58AC00735

La maledizione della madre

Allievo di Enrico Scuri presso la Scuola di Pittura dell’Accademia Carrara, a oltre cinquant’anni Loverini divenne egli stesso Direttore dell’istituto, incarico che conservò fino al 1926. La grande tela venne presentata dall’artista all’Esposizione Nazionale di Brera del 1886 e testimonia il suo impegno nell’ambito della pittura di storia. Le protagoniste della scena sono una madre e la figlia e la narrazione si ispira chiaramente alla Traviata di Verdi o alla Signora delle camelie di Alexandre Dumas. In un ambiente di estrema modestia, vediamo un anziana donna, la madre, seduta su una panca mentre scaccia con un gesto plateale e perentorio la figlia, vestita con un abito di vistosa eleganza. Tra le due figure, a terra, vi sono dei denari, evidentemente offerti dalla giovane alla madre e da quest’ultima rifiutati. Alla vita opulenta scelta dalla figlia si oppone così quella onesta e stoica della madre. La scena ha un tono volutamente teatrale ed è arricchita da dettagli d’ambiente, come l’angolo con il letto, il crocifisso, il ramo d’olivo e l’arcolaio, che sembrano quasi sfociare nella pittura di genere.

La maledizione della madre | Ponziano Loverini, 1845/ 1929 | 58AC00700

Ritratto di Maria Gallavresi con la madre Alma Carminati

Artista dalla solida formazione accademica, Tallone si impone come uno degli ultimi grandi interpreti del ritratto, prima che questo genere fosse sostituito dalla fotografia. Nel 1884 vince il concorso per la cattedra di pittura all’Accademia Carrara, incarico che ricopre sino al 1899, avviando un profondo rinnovamento dei metodi di insegnamento. Agli anni bergamaschi appartiene questo dipinto, che raffigura la moglie e la figlia di Emilio Gallavresi, avvocato e uomo politico originario di Caravaggio, sostenitore delle idee socialiste. Maria e la madre Alma sono rappresentate a figura intera e a grandezza naturale, dinanzi a una parete ricoperta da una tappezzeria damascata. Realizzato dal vero, nello studio dell’artista, il doppio ritratto è eseguito con una pittura robusta, corposa e di intensa forza espressiva.

Ritratto di Maria Gallavresi con la madre Alma Carminati | Cesare Tallone, 1853/ 1919 | 58AC00736