Paolo e Francesca

Gaetano Previati è con Giovanni Segantini e Pellizza da Volpedo uno dei protagonisti del divisionismo italiano e dei più sensibili interpreti dei temi simbolisti. Il dipinto appartiene alla prima stagione del pittore, legata al gusto tardoromantico e alla Scapigliatura, che precede la conversione alla tecnica della divisione del colore. La storia di Paolo e Francesca — raccontata da Dante e ampiamente sfruttata dal repertorio figurativo ottocentesco — non è raffigurata didascalicamente: Previati aspira a dipingere emozioni e idee. Dal claustrofobico formato orizzontale, occupato dalle figure dei due infelici amanti, riversi sul loro letto di morte e trafitti dalla medesima spada, scaturisce un’immagine vigorosa e cupa, che si distingue per l’enfasi melodrammatica e per l’esasperato naturalismo.

Paolo e Francesca | Gaetano Previati, 1852/ 1920 | 58AC00732

Sant’Apollonia privata dei denti

La tavoletta faceva parte, assieme alla gemella con la santa accecata, di un più ampio polittico, del quale altri pezzi si conservano in un musei italiano (Bassano del Grappa, Museo Civico) e in uno americano (Washington, DC, National Gallery of Art). I due dipinti invitano a essere osservati da vicino per apprezzare i colori, la varietà degli abiti, i dettagli delle architetture. L’autore di queste opere è Giovanni d’Alemagna, un artista tedesco che lavorava a venezia nella bottega del muranese Antonio Vivarini, del quale sposò la sorella. La scena brulica di personaggi abbigliati con sfarzosi abiti e fantasiosi cappelli: in primo piano i protagonisti della scena, in secondo piano, sopra ballatoi di costruzioni tra il realistico e l’inventato, una folla di astanti osserva curiosa.

Sant’Apollonia privata dei denti | Giovanni d’Alemagna (notizie 1441-1450) | 58AC00015

Sant’Apollonia accecata

La tavoletta faceva parte, assieme alla gemella con la santa accecata, di un più ampio polittico, del quale altri pezzi si conservano in un musei italiano (Bassano del Grappa, Museo Civico) e in uno americano (Washington, DC, National Gallery of Art). I due dipinti invitano a essere osservati da vicino per apprezzare i colori, la varietà degli abiti, i dettagli delle architetture. L’autore di queste opere è Giovanni d’Alemagna, un artista tedesco che lavorava a venezia nella bottega del muranese Antonio Vivarini, del quale sposò la sorella. La scena brulica di personaggi abbigliati con sfarzosi abiti e fantasiosi cappelli: in primo piano i protagonisti della scena, in secondo piano, sopra ballatoi di costruzioni tra il realistico e l’inventato, una folla di astanti osserva curiosa.

Sant’Apollonia accecata | Giovanni d’Alemagna (notizie 1441-1450) | 58AC00014

Ritratto di Beatrice (Bice) Presti Tasca

Di umili origini, Giacomo Trécourt studia all’Accademia Carrara sotto la guida di Giuseppe Diotti, diventando nel 1842 direttore della Civica Scuola di Pittura di Pavia. Il dipinto ritrae la poco più che ventenne Bice, figlia del poeta e patriota bergamasco Ottavio Tasca e da pochi mesi sposa di Giovanni Presti, committente dell’opera. La giovane indossa un abito verde smeraldo che fa risaltare il suo eburneo incarnato, mentre l’elegante profilo della figura sembra misurarsi con quello ancor più perfetto del vaso orientale posto sulla consolle. Il dipinto, immagine di algida bellezza, sancisce la momentanea adesione del pittore a un raffinato purismo formale che mescola la lezione classicista di Diotti e l’influsso di Francesco Coghetti, che due anni prima aveva eseguito il ritratto di Giovanni, marito di Beatrice.

Ritratto di Beatrice (Bice) Presti Tasca | Giacomo Trécourt, 1812/ 1882 | 58AC00727

Ritratto di Giovanni Presti

Francesco Coghetti si forma a Bergamo con Giuseppe Diotti, per far poi fortuna a Roma, dove trascorre gran parte della sua vita. Il ritratto di Giovanni Presti si discosta dai toni pomposi e ufficiali delle opere romane in favore di una maggior naturalezza. Il giovane borghese, abbigliato alla moda, è raffigurato in piedi, con una mano in tasca, in una posa spavalda e naturale allo stesso tempo. Non c’è alcuna ambientazione, ma solo un fondo di colore verde: così il pittore può concentrarsi sui dettagli del vestiario, come il bellissimo panciotto steso con pennellate spigliate e luminose, o su quelli del viso altero del protagonista. Il ritratto, inoltre, forma uno straordinario pendant con quello eseguito da Giacomo Trécourt che raffigura Beatrice Presti, moglie di Giovanni.

Ritratto di Giovanni Presti | Francesco Coghetti, 1801/ 1875 | 58AC00728