Home » OPERE_OGGETTI_ARTE » Pagina 7
Di origine toscana, il pittore Bernardino Fungai rappresenta quella raffinata stagione dell’arte senese a cavallo tra Quattro e Cinquecento, fatta di ori, lineamenti delicati e forme aggraziate. Questo dipinto, raffigurante la Madonna con il Bambino e due angeli, si trova in deposito all’Accademia Carrara dalla chiesa di Sant’Alessandro della Croce di Bergamo. La cornice modanata, dorata, incollata con raccordi stuccati e originariamente dorati, è originale.
Madonna col Bambino e angeli | attribuito a Fungai Bernardino, 1460 ca./ 1516 | 58ACDP013
Home » OPERE_OGGETTI_ARTE » Pagina 7
Strumenti musicali e tendone rosso | Baschenis Evaristo, 1617/ 1677 | 06CB00108
Home » OPERE_OGGETTI_ARTE » Pagina 7
Ritratto di Giovan Crisostomo Zanchi | Moroni Giovan Battista (1521-1524/ 1579-1580) | 06CB00061
Home » OPERE_OGGETTI_ARTE » Pagina 7
Madonna col Bambino e San Giovannino | Da Ponte Jacopo detto Bassano Jacopo, 1510 ca./ 1592 | 06AC00913
Home » OPERE_OGGETTI_ARTE » Pagina 7
Pietro Andrea Spini (1783-1855), era il figlio di Giovanni Spini di Albino, primo protettore del Piccio, e fratello di Anastasia, a sua volta immortalata dal pittore. In famiglia rivestiva un ruolo importante e dopo la morte del padre divenne l’amministratore del patrimonio degli Spini. Il pittore, che lo conosceva bene, lo ritrae in abito da mattina, insieme al suo cane, in un paesaggio arioso in cui si scorge il santuario della Madonna del Pianto. Nella mano esibisce l’attestato della medaglia d’oro vinta nel 1832 ad un concorso di sperimentazione agronomica.
Ritratto del conte Pietro Andrea Spini | Carnovali Giovanni detto Piccio, 1804/ 1873 | 06AC00924
Home » OPERE_OGGETTI_ARTE » Pagina 7
Allievo di Giuseppe Diotti alla Scuola di pittura dell’Accademia Carrara, Piccio era noto tra i contemporanei per il temperamento ribelle e irrequieto e la sua esistenza ritirata. Egli si dedicò con alterne fortune alla pittura di storia e di paesaggio, ma fu soprattutto uno straordinario ritrattista. La contessa Spini apparteneva a una famiglia della piccola nobiltà di provincia particolarmente legata a Piccio e l’artista la immortala in una immagine memorabile. Nel ritratto Anastasia siede comodamente su una poltroncina rivestita in pelle e tiene tra le dita una presa di tabacco da fiuto; sembra avere abbandonato la lettura del libro di preghiere appoggiato sul tavolo e ci osserva con uno sguardo rassegnato e mite che il pittore ritrae con un’impudenza disarmante.
Ritratto della contessa Anastasia Spini | Carnovali Giovanni detto Piccio, 1804/ 1873 | 06AC00925
Home » OPERE_OGGETTI_ARTE » Pagina 7
Il dipinto appartiene ad un gruppo di tele di analogo soggetto riconducibili all’ultima produzione dell’artista e databili verosimilmente intorno al 1868. Progressivamente, in una continua ricerca sulle potenzialità espressive del colore, Piccio giunge ad immagini che non sono ritratti di modelle ma piuttosto meditazioni su un tipo di bellezza morbida e fiorente. La definizione anatomica e fisionomica perde valore rispetto al gioco libero dei colori, sfrangiati e intrisi di luce, così da fornire un esempio di ricerca ai protagonisti della Scapigliatura italiana, a Tranquillo Cremona e Daniele Ranzoni in particolare.
Flora con mazzolino di rose | Carnovali Giovanni detto Piccio, 1804-1873 | 06AC00927
Home » OPERE_OGGETTI_ARTE » Pagina 7
Il dipinto appartiene ad un gruppo di tele di analogo soggetto riconducibili all’ultima produzione dell’artista e databili verosimilmente intorno al 1868. Progressivamente, in una continua ricerca sulle potenzialità espressive del colore, Piccio giunge ad immagini che non sono ritratti di modelle ma piuttosto meditazioni su un tipo di bellezza morbida e fiorente. La definizione anatomica e fisionomica perde valore rispetto al gioco libero dei colori, sfrangiati e intrisi di luce, così da fornire un esempio di ricerca ai protagonisti della Scapigliatura italiana, a Tranquillo Cremona e Daniele Ranzoni in particolare.
Flora con mazzolino di rose | Carnovali Giovanni detto Piccio, 1804/ 1873 | 06AC00929
Home » OPERE_OGGETTI_ARTE » Pagina 7
La piccola e spessa tavola raffigurante la Crocifissione sembrerebbe la parte centrale di un polittico, forse un trittico ad ante mobili per la devozione privata. Donato al museo dalla milanese Maria Volpi Bassani d’Amico nel 1996, il dipinto è stato riconosciuto come una delicata opera toscana di Grifo di Tancredi, un pittore aggiornato sulle novità di Giotto e Duccio. Davanti alle mura di Gerusalemme si stagliano Cristo crocifisso e la Madonna e San Giovanni piangenti avvolti da morbidi panneggi con colori a contrasto e sottili lumeggiature rese con la biacca.
Crocifissione tra Maria e San Giovanni dolenti | Grifo di Tancredi, notizie 1271-1312 | 06AC00957
Home » OPERE_OGGETTI_ARTE » Pagina 7
La tavola era parte di un ampio polittico formato dal almeno altre 5 tavole, oggi conservate nei musei di tutto il mondo. San Francesco è raffigurato mentre riceve le stigmate, all’interno di un paesaggio rarefatto, ascetico, dove il cielo sparisce in un fondo oro omogeneo, e il suolo è ricoperto da un prato verde trapunto di erbe. Di fronte al santo il pittore ha raffigurato un altro francescano che osserva la scena, affacciandosi da un piccolo edificio religioso. L’opera è giunta all’Accademia Carrara grazie al legato di Carlo Ceresa nel 1924.
San Francesco riceve le stigmate | Bembo Bonifacio, notizie 1444-1477 | 58AC00013