La Forza

La Forza | Camoni Chiara | FAC26001

Crocifisso

Lo scultore comasco Guglielmo Della Porta si trasferì presto nella Roma di papa Paolo III Farnese, dove divenne uno dei più prolifici creatori, tra le altre cose, anche di piccoli oggetti in bronzo, come placchette e crocifissi, tanto che alla sua morte, nel 1577 l’inventario della sua bottega contava decine e decine di crocifissi come questo della collezione Mario Scaglia. Della Porta aveva produttiva officina dove lavoravano diversi maestri, dalla quale uscivano repliche dei suoi modelli rifinite e meticolosamente rinettate (come questa).

Crocifisso | Guglielmo Della Porta, Porlezza (Como), 1515-Roma, 1577 | 22SCS0107

Crocifisso

Questo Crocifisso è una derivazione, in piccolo formato, dell’opera monumentale che il carrarese Pietro Tacca realizzò in bronzo dorato tra 1611 e 1616 per Filippo III di Spagna, ancora oggi collocato nel monastero dell’Escorial, a Madrid.

La grande fortuna di questo Crocifisso spagnolo portò il maestro a crearne svariate repliche in formato medio (come l’esemplare per la chiesa mantovana di Santa Barbara, del 1626) e piccolo, opere che Tacca produceva nella sua bottega fiorentina con la tecnica della fusione indiretta e che riscontrarono enorme successo come oggetti per la devozione privata.

Particolari come la pelle dei piedi tirata dai chiodi, le costole del corpo magrissimo e gli occhi ormai chiusi, ne fanno un grande esempio di naturalismo e rappresentazione del dolore.

Crocifisso | Pietro Tacca, Carrara, 1577-Firenze, 1640 | 22SCS0014

Autoritratto

Autoritratto | Peterzano Simone, 1535 ca./ 1599 | 06AC01051

Crocifisso

Questo piccolo Cristo crocifisso realizzato probabilmente in ambito lombardo, o nord-italiano, attorno al XII secolo, rientra nella categoria del Christus triumphans, ovvero del Cristo vincitore sulla morte perché ancora vivo e rappresentato con gli occhi aperti. Questa piccola scultura era fissata su una croce, come suggeriscono i fori sulle mani e sulla mensola sulla quale poggiano i piedi, uniti e non incrociati. Il Cristo è modellato con uno stile ruvido, popolare e con particolari marcati, come l’ombelico estroflesso o le costole sottolineate.

Crocifisso | Scultore lombardo | 22SCS0102

Crocifisso

Questo crocifisso di epoca romanica, probabilmente modellato e fuso in ambito lombardo, reca ancoratracce di una doratura che originariamente doveva ricoprirlo interamente. L’iconografia è quella del Christus triumphans, ovvero del Cristo vincitore sulla morte perché ancora vivo e rappresentato con gli occhi aperti. I fori sulle mani e tra i due piedi, affiancati, servivano per fissarlo ad una croce in rame (con incisioni), che ancora si conserva e che era fissata su una base per darle stabilità. Il Cristo è modellato con uno stile rustico e popolare, con particolari che attirano lo sguardo, come il nodo che stringe in vita il perizoma, oppure le costole che dividono il petto dal ventre.

Crocifisso | Scultore lombardo | 22SCS0106

Crocifisso

Crocifisso | Scultore toscano | 22SCS0100