Granchio

Tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento si diffuse in tutto il Veneto la moda di realizzare piccoli oggetti in bronzo a partire da piccoli rettili, anfibi o crostacei. Questo piccolo bronzetto, infatti, fu quasi certamente realizzato utilizzando come stampo un vero esemplare di granchio. Opere come questa servivano come curiosi suppellettili, ma talvolta anche come strumenti da studiolo, tanto che alcuni esempi di granchi simili a questo presentano il carapace apribile a nascondere un vano, utilizzato per l’inchiostro o, più probabilmente come ‘polverino’, ovvero per contenere la sabbia sottile che serviva per assorbire l’inchiostro in eccesso sul foglio appena scritto.

Granchio | Bottega padovana | 58SP00021

Erma con i ritratti di Anton Raphael Mengs e José Nicolás de Azara

Formatosi presso la stamperia Remondini a Bassano del Grappa, Volpato si afferma a Venezia come uno dei principali protagonisti della grafica di traduzione. Nel 1771 si trasferisce a Roma, dove prosegue la sua attività di incisore, si dedica agli scavi archeologici e apre nel 1785 una fiorente fabbrica di prodotti in biscuit, la porcellana bianca opaca, specializzandosi nella riproduzione in piccole dimensioni della statuaria classica. L’erma con i ritratti del pittore tedesco Anton Raphael Mengs e del suo biografo, l’ambasciatore spagnolo José Nicolás de Azara, è un caso unico tra i biscuit di Volpato. De Azara sostenne il bassanese nelle sue prime sperimentazioni con la porcellana ed è probabile che proprio il diplomatico sia il committente dell’opera, immagine indimenticabile di una fraterna amicizia e manifesto del gusto neoclassico.

Erma con i ritratti di Anton Raphael Mengs e José Nicolás de Azara | Volpato Giovanni (1735/ 1803) | 98ZR00041

Madonna col Bambino

Madonna col Bambino | copia da Nanni di Banco, 1380/90-1421; bottega di della Quercia Jacopo, 1374/ 1438 | 58MR00019