- Tipo di oggetto
- scultura
- Materia e tecnica
- biscuit di porcellana
- Misure
- altezza 28,1 cm; larghezza 17 cm; profonditu00e0 14 cm
- Acquisizione
- legato, Zeri Federico, 1998
- Collezione
- Collezione Federico Zeri
- Edificio
- Accademia Carrara
- Settore/Area
- Esposizione permanente
- Piano
- 2
- Sala
- 6
- Numero di inventario
- 98ZR00041
- Bibliografia
- González-Palacios Á., in The Age of Neo-Classicism, (London: The Arts Council of Great Britain 1972), pp. 692-693, n. 1474; Dania L., in Fortunato Duranti, (Milano: Libri Scheiwiller 1984), pp. 24-25, n. 2; González-Palacios Á., Un mosaico appartenuto al d'Azara, in Il tempio del gusto. Le arti decorative in Italia fra classicismi e barocco. Roma e il Regno delle Due Sicilie, 1984, vol. I, p. 127; vol. II, p. 107, fig. 224; Bacchi A., in Il conoscitore d'arte: Sculture dal XV al XIX secolo della collezione di Federico Zeri, (Milano: Electa 1989), pp. 62-63, n. 24; Faldi I., In famiglia. Le statue di Zeri, in FMR, 1989, XIV, 70, pp. 70, 74-75, 80; Cacciotti B., La collezione di José Nicolás de Azara: studi preliminari, in Bollettino d'arte, 1993, LXXVIII, s. VI, 78, p. 40 nota 19, fig. 77; Roettgen S., Anton Raphael Mengs 1728-1779, (München: Hirmer Verlag 1999-2003), vol. I, p. 263; vol. II, p. 429, fig. VII-17; Bacchi A., Rossi F., in La donazione Federico Zeri. Cinquanta sculture per Bergamo, (Bergamo: Accademia Carrara di Belle Arti 2000), pp. 78-79; De Urríes y de la Colína J.J., El diplomático José Nicolás de Azara, protector de las bellas artes y las letras, in Boletín del Museo e Instituto "Camón Aznar", 2000, LXXXI, pp. 72, 84, fig. 7; Santuccio G., Le catalogue "Tatham" de la fabrique de Giovanni Volpato à Rome, in Sèvres. Revue de la Société des Amis du musée national de Céramique, 2000, 9, p. 44 nota 3; Roettgen S., Epp S., Kretschmer H., in Mengs. Die Erfindung des Klassizismus, (München: Hirmer Verlag 2001), pp. 118-119, n. 11; Roettgen S., Epp S., Kretschmer H., in Mengs. La scoperta del Neoclassico, (Venezia: Marsilio 2001), pp. 118-119, n. 11; Accademia Carrara di Belle Arti. Guida alla visita e catalogo delle opere esposte, (Bergamo: Bolis 2003), p. 106; Teolato C., La manifattura romana di Giovanni Volpato, in I trionfi di Volpato. Il centro tavola del Museo di Bassano del Grappa e il biscuit neoclassico, 2003, pp. 69-70, fig. 4, 110-111 nota 56; Anton Raphael Mengs 1728-1779, (Madrid: Museo Nacional del Prado 2025), pp. 313-315, n. 79
- Mostre
- 9/9/1972-19/11/1972, Londra, The Royal Academy of Arts / The Victoria and Albert Museum, The Age of Neo-Classicism; 1984, Sanseverino Marche, Palazzo Franchi Servanzi, Fortunato Duranti; 10/3/1989-14/5/1989, Milano, Museo Poldi Pezzoli, Il conoscitore d'arte. Sculture dal XV al XIX secolo della collezione di Federico Zeri; 3/6/1989-23/7/1989, Bergamo, Accademia Carrara, Il conoscitore d'arte. Sculture dal XV al XIX secolo della collezione di Federico Zeri; 30/3/2000-25/6/2000, Bergamo, Palazzo della Ragione, La donazione Federico Zeri. Cinquanta sculture per Bergamo; 3/3/2001-11/6/2001, Padova, Palazzo Zabarella, Mengs. La scoperta del Neoclassico; 23/6/2001-3/9/2001, Dresda, Staatliche Kunstsammlungen Dresden, Schloß, Mengs. Die Erfindung des Klassizismus; 2/10/2006-9/1/2007, Parigi, Grand Palais, Portraits publics. Portraits privés 1770-1830; 3/2/2007-20/4/2007, Londra, The Royal Academy of Arts, Citizens and Kings. Portraits in the Age of Revolution 1760-1830; 18/5/2007-10/9/2007, New York, The Solomon R. Guggenheim Museum, Citizens and Kings. Portraits in the Age of Revolution 1760-1830; 13/5/2011-28/8/2011, Bressanone, Museo Diocesano / Palazzo Vescovile, Il capolavoro non esiste. L'universo Zeri dall'Accademia Carrara di Bergamo al presente; 28/6/2012-8/12/2012, Roma, Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo, I papi della memoria. La storia di alcuni grandi Pontefici che hanno segnato il cammino della Chiesa e dell'Umanità; 5/10/2013-12/1/2014, Parma, Palazzo della Pilotta / Biblioteca Palatina / Teatro Farnese / Galleria Nazionale, Bodoni (1740-1813). Principe dei tipografi nell'Europa dei Lumi e di Napoleone; 7/2/2014-4/5/2014, Bergamo, GAMeC, Il classico nell'arte. Modernità della Memoria dall'Arte Greca a Bernini, Paolini e Pistoletto; 1/8/2014-9/11/2014, Fermo, Palazzo dei Priori, La mente mia s'invola. Fortunato Duranti artista visionario fra le Marche e Roma (1787-1863); 25/11/2025-1/3/2026, Madrid, Museo del Prado, Anton Raphael Mengs 1728-1779; 12/11/2026-4/7/2027, Bergamo, Accademia Carrara, Federico Zeri. Un diario personale
Formatosi presso la stamperia Remondini a Bassano del Grappa, Volpato si afferma a Venezia come uno dei principali protagonisti della grafica di traduzione. Nel 1771 si trasferisce a Roma, dove prosegue la sua attività di incisore, si dedica agli scavi archeologici e apre nel 1785 una fiorente fabbrica di prodotti in biscuit, la porcellana bianca opaca, specializzandosi nella riproduzione in piccole dimensioni della statuaria classica. L’erma con i ritratti del pittore tedesco Anton Raphael Mengs e del suo biografo, l’ambasciatore spagnolo José Nicolás de Azara, è un caso unico tra i biscuit di Volpato. De Azara sostenne il bassanese nelle sue prime sperimentazioni con la porcellana ed è probabile che proprio il diplomatico sia il committente dell’opera, immagine indimenticabile di una fraterna amicizia e manifesto del gusto neoclassico.
Erma con i ritratti di Anton Raphael Mengs e José Nicolás de Azara | Volpato Giovanni (1735/ 1803) | 98ZR00041
Note storiche
Formatosi presso la stamperia Remondini a Bassano del Grappa, Volpato si afferma a Venezia come uno dei principali protagonisti della grafica di traduzione. Nel 1771 si trasferisce a Roma, dove prosegue la sua attività di incisore, si dedica agli scavi archeologici e apre nel 1785 una fiorente fabbrica di prodotti in biscuit, la porcellana bianca opaca, specializzandosi nella riproduzione in piccole dimensioni della statuaria classica. L’erma con i ritratti del pittore tedesco Anton Raphael Mengs e del suo biografo, l’ambasciatore spagnolo José Nicolás de Azara, è un caso unico tra i biscuit di Volpato. De Azara sostenne il bassanese nelle sue prime sperimentazioni con la porcellana ed è probabile che proprio il diplomatico sia il committente dell’opera, immagine indimenticabile di una fraterna amicizia e manifesto del gusto neoclassico.