San Procolo, vescovo di Verona, visita i santi Fermo e Rustico | Tiepolo Giovanni Battista, 1696/ 1770 | 81LC00074
San Procolo, vescovo di Verona, visita i santi Fermo e Rustico | Tiepolo Giovanni Battista, 1696/ 1770 | 81LC00074
Il Rio dei Mendicanti | Francesco Guardi, 1712/ 1793 | 81LC00107
Il Canal Grande da Ca’ Foscari verso il ponte di Rialto | Canal Giovanni Antonio detto Canaletto, 1697/ 1768 | 81LC00094
Orfeo ed Euridice | Vecellio Tiziano detto Tiziano, 1488 ca./ 1576 | 81LC00179
Il Ridotto | Falca Pietro detto Longhi (1701/ 1785) | 81LC00060
Il baciamano | Falca Pietro detto Longhi (1701/ 1785) | 81LC00061
Maria sostiene delicatamente Gesù, che cammina sul davanzale con l’andamento incerto di chi muove i primi passi. L’intimità e la naturalezza dei gesti è mitigata dal disegno nitido di figure e architetture, mentre i colori lattei e luminosi addolciscono i volumi. Lo spazio è angusto, effetto dovuto anche alla rifilatura della tavola. Il frate domenicano dalla biografia lacunosa è una figura cruciale nella storia della pittura marchigiana, associato a Filippo Lippi, del quale fu allievo a Firenze.
Madonna con il Bambino | Corradini Bartolomeo detto Fra Carnevale, ante 1418/ 1484 ca. | 81LC00231
Madonna che allatta il Bambino | Zenale Bernardo, 1464 ca./ 1526 | 81LC00135
Le tavole che compongono l’articolato polittico sono ancora conservate all’interno della cornice originale, intagliata in legno e dorata. Nella tavola centrale è raffigurata la Madonna, che prega guardando il Bambino, adagiato sulle sue ginocchia. Attorno a loro, nel cielo, si scorgono sei angeli, due dei quali intenti a reggere la sontuosa corona sul capo della Vergine; ai piedi dei protagonisti, invece, due figurette di san Domenico e di una monaca domenicana, che suggeriscono una provenienza del polittivo proprio da un contesto monastico. In alto, ai lati di un tondo con il volto di Dio Padre, il momento dell’Annunciazione. Nelle tavole laterali sono rappresentate le scene della Passione di Cristo, dalla Crocifissione, alla Deposizione nel sepolcro, fino al Noli me Tangere. In chiusura, in basso a destra, fuori contesto, un’Adorazione dei pastori. La temperatura stilistica del dipinto è quella della pittura veneziana della prima metà del Quattrocento, ancora fortemente agganciata ai bagliori tardogotici, ma con le prime aperture verso il Rinascimento.
Madonna col Bambino adorata da san Domenico e da una monaca domenicana; Storie della vita di Cristo | Lorenzo da Venezia detto Maestro di Ceneda (notizie 1429-1460 circa) | 81LC00021
L’artista ferrarese si riconosce nel disegno nervoso delle figure, nei volumi scivolosi dei corpi, negli incarnati color di pietra, mentre non si sa nulla sull’origine dell’opera. È nata così come la vediamo? Era parte di una composizione più ampia? Gli studiosi si interrogano ancora. Di certo il fondo oro è stato ripreso in un secondo momento. In questo spazio dai confini indefiniti, la Madonna e il Bambino benedicente sono assorti in un dialogo tutto loro, solidi e scultorei sul trono decorato da gemme. La tavola faceva probabilmente parte di un polittico più ampio, sul quale sono state fatte diverse ipotesi, ma senza riuscire ad arrivare a una conclusione univoca.
Madonna con Bambino in trono | Tura Cosme’ (1433 ca./ 1495) | 81LC00233