Madonna col Bambino adorata da san Domenico e da una monaca domenicana; Storie della vita di Cristo

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1450 - 1460

Lorenzo da Venezia detto Maestro di Ceneda (notizie 1429-1460 circa)

Tipo di oggetto
polittico
Soggetto
Madonna con Bambino in trono con storie della passione di Cristo
Materia e tecnica
tavola (pittura a tempera), oro
Misure
altezza 129.4 cm; larghezza 136 cm; altezza 127.5 cm; larghezza 57.7 cm; altezza 127.5 cm; larghezza 36.1 cm; altezza 127.5 cm; larghezza 36.1 cm
Acquisizione
legato, Lochis Guglielmo, 1866
Collezione
Collezione Guglielmo Lochis
Edificio
Accademia Carrara
Settore/Area
Esposizione permanente
Piano
2
Sala
2
Numero di inventario
81LC00021
Bibliografia
Lochis G., La Pinacoteca e la Villa Lochis alla Crocetta di Mozzo presso Bergamo con notizie biografiche degli autori dei quadri, (Bergamo: 1858), p. 207 n. 32; Crowe J. A./ Cavalcaselle G. B., A history of Painting in north Italy : Venice, Padua, Vicenza, Verona, Fer rara, Milan, Friuli, Brescia, from the fourteenth to the sixteenth century, (London: 1871), p. 9; [Lochis C./ Baglioni F.], Catalogo dei quadri esistenti nelle Gallerie della Accademia Carrara di Be lle Arti in Bergamo, (Bergamo: 1881), p. 62; Bock E., Florentinische und venezianische Bilderrahmen aus der zeit der Gotik und R enaissance, (Munchen: 1902), pp. 86-87; Frizzoni G., Le Gallerie dell'Accademia Carrara in Bergamo, (Bergamo: 1907), p. 41; Venturi L., Le origini della pittura veneziana, (Venezia: 1907), p. 85; Venturi L., Recensione a Testi Laudadeo, Storia della pittura veneziana, L'Arte, 1909; Angelini L., Il riordinamento delle Gallerie della Accademia Carrara di Bergamo, Emporium, 1911; Ricci C., Elenco dei quadri dell'Accademia Carrara in Bergamo, (Bergamo: 1912), p. 47; Crowe J. A./ Cavalcaselle G. B., An history of Painting in North Italy, (London: 1912); Gronau G., Fiore Jacobello, Allgemeines Lexikon der bildenden Kunstler, 1914, p. 596; Marle van R., The development of the italian Schools of Painting, (The Hague: 1926), v. VII p. 354; Ricci C., Accademia Carrara in Bergamo. Elenco dei quadri, (Bergamo: 1930), p. 116; Testi L., La cattedrale di Parma, (Bergamo: 1934), p. 412; Morassi A., Itinerari dei Musei e Monumenti d'Italia. La Galleria dell'Accademia Carra ra in Bergamo, (Roma: 1934), p. 38; Pallucchini R., Veneti alle Mostre svizzere, Arte Veneta, 1948, p. 168; Baroni C./ Dell'Acqua G. A., Kunstschatze der Lombardei, (Zurich: 1948), p. 227 n. 635; Ottino Della Chiesa A., Accademia Carrara, (Bergamo: 1955), pp. 41-44; Ottino Della Chiesa A., La Galleria dell'Accademia Carrara in Bergamo: con l'elenco delle opere, (Milano: 1964), p. 76; Russoli F., Accademia Carrara. Catalogo, (Bergamo: 1967), p. 23; Ottino Della Chiesa A., Accademia Carrara, (Bergamo: 1967), pp. 28-29; Huter C., The Ceneda Master, Arte veneta, 1973, pp. 33-34; Vitalini Sacconi G., Pittura veneta nelle Marche: due dipinti, Notizie da Palazzo Albani, 1974, p. 16; Russoli F., Accademia Carrara. Catalogo provvisorio della Pinacoteca, (Bergamo: 1976), p. 23; Rossi F., Accademia Carrara. Catalogo generale dei dipinti, (Bergamo: 1979), p. 26; Rossi F., Guida della Pinacoteca. Accademia Carrara di belle arti, (Bergamo: 1981), p. 9; Rossi F., Accademia Carrara di Belle Arti. Guida della Pinacoteca, (Bergamo: 1984), p. 13; Rossi F., La Galleria dell'Accademia Carrara in Bergamo, (Roma: 1987), p. 74; Rossi F., Catalogo dei dipinti sec. 15.-16., (Bergamo: 1988), p. 134; Rossi F., Notiziario. Restauri, Osservatorio delle Arti, 1990, pp. 127-128; Rossi F., Accademia Carrara di Belle Arti. Guida della Pinacoteca, (Bergamo: 1991), p. 13; Rossi F., Accademia Carrara. Itinerario didattico, (Bergamo: 1998), p. 3; Lucco M., Lorenzo di Giacomo ("Maestro di Ceneda"), Fioritura tardogotica nelle Marche, 1998, p. 222; Brambilla Ranise G., La raccolta dimezzata. Storia della dispersione della pinacoteca di Guglie lmo Lochis (1789-1859), (Bergamo: 2007), p. 358
Mostre
1937, Roma, Circo Massimo, Mostra dell'Antico Tessuto d'Arte Italiana; 1948, Zurich, Kunsthaus Zurich, Kunstschätze der Lombardei

Le tavole che compongono l’articolato polittico sono ancora conservate all’interno della cornice originale, intagliata in legno e dorata. Nella tavola centrale è raffigurata la Madonna, che prega guardando il Bambino, adagiato sulle sue ginocchia. Attorno a loro, nel cielo, si scorgono sei angeli, due dei quali intenti a reggere la sontuosa corona sul capo della Vergine; ai piedi dei protagonisti, invece, due figurette di san Domenico e di una monaca domenicana, che suggeriscono una provenienza del polittivo proprio da un contesto monastico. In alto, ai lati di un tondo con il volto di Dio Padre, il momento dell’Annunciazione. Nelle tavole laterali sono rappresentate le scene della Passione di Cristo, dalla Crocifissione, alla Deposizione nel sepolcro, fino al Noli me Tangere. In chiusura, in basso a destra, fuori contesto, un’Adorazione dei pastori. La temperatura stilistica del dipinto è quella della pittura veneziana della prima metà del Quattrocento, ancora fortemente agganciata ai bagliori tardogotici, ma con le prime aperture verso il Rinascimento.

Madonna col Bambino adorata da san Domenico e da una monaca domenicana; Storie della vita di Cristo | Lorenzo da Venezia detto Maestro di Ceneda (notizie 1429-1460 circa) | 81LC00021

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Note storiche

Le tavole che compongono l'articolato polittico sono ancora conservate all'interno della cornice originale, intagliata in legno e dorata. Nella tavola centrale è raffigurata la Madonna, che prega guardando il Bambino, adagiato sulle sue ginocchia. Attorno a loro, nel cielo, si scorgono sei angeli, due dei quali intenti a reggere la sontuosa corona sul capo della Vergine; ai piedi dei protagonisti, invece, due figurette di san Domenico e di una monaca domenicana, che suggeriscono una provenienza del polittivo proprio da un contesto monastico. In alto, ai lati di un tondo con il volto di Dio Padre, il momento dell'Annunciazione. Nelle tavole laterali sono rappresentate le scene della Passione di Cristo, dalla Crocifissione, alla Deposizione nel sepolcro, fino al Noli me Tangere. In chiusura, in basso a destra, fuori contesto, un'Adorazione dei pastori. La temperatura stilistica del dipinto è quella della pittura veneziana della prima metà del Quattrocento, ancora fortemente agganciata ai bagliori tardogotici, ma con le prime aperture verso il Rinascimento.