Madonna col Bambino e San Giovannino

Altobello Melone fu “uno dei giovani più moderni ed audaci che contasse nei primi decenni del Cinquecento la pittura dell’Italia settentrionale” (R. Longhi). Era originario di Cremona, all’epoca era contesa tra Venezia e Milano, e gli artisti della città padana guardavano soprattutto verso la Serenissima per aggiornarsi dal punto di vista stilistico. Il dipinto risulta essere il più antico dell’artista giunto fino a noi e racconta molto bene questo momento: vi convivono le esperienze lombarde e i segni di un primo decisivo incontro con la cultura artistica lagunare, osservata però nelle sue tendenze più eccentriche. La Madonna è raffigurata al centro della tavola, mentre allatta il Bambino, e poco di lato si scorge il piccolo Giovanni Battista con in braccio l’agnello.

Madonna col Bambino e San Giovannino | Melone Altobello (1490-1491/ ante 1543) | 58AC00204

Ricordo di un dolore

Pellizza da Volpedo è noto specialmente come autore de Il Quarto Stato, quadro simbolo della pittura italiana di fine Ottocento e icona della modernità. Sintesi delle esperienze formative del pittore è invece Ricordo di un dolore. La tela fu eseguita poche settimane dopo la morte repentina della sorella Antonietta nel ottobre 1889 quando l’artista si trovava a Parigi per visitare l’Esposizione universale. Appresa la notizia, Pellizza rientrò immediatamente a Volpedo e volle rappresentare la sua sofferenza raffigurando una giovane donna (la modella Santina Negri) che, leggendo una lettera ricorda un fatto doloroso. Solo in un secondo momento il pittore aggiunse la rappresentazione di una viola del pensiero essiccata tra le pagine aperte in mano alla ragazza, come testimonia la fotografia scattata dall’amico Davide Cicala nello studio del pittore nel 1892, prima dell’aggiunta. Il fiore è il riassunto emotivo e cromatico dell’intera composizione fondendo in sé il beige della parete, l’azzurro della gonna e il giallo della fusciacca. Lo stesso Pellizza scriverà nel 1900 all’amico e critico Vittorio Pica ricordando l’episodio: “di ritorno, colpito dalla morte di una sorella, volli ricordare il mio dolore con una mezza figura intitolata appunto il ‘ricordo di un dolore’, il quale fu il primo di una serie di altri lavori”. Alla chiusura della “Mostra di belle arti” che si tenne in Accademia Carrara nel 1897, Pellizza donò all’istituzione l’opera, presente in quell’esposizione, come ringraziamento per gli insegnamenti ricevuti nel 1888-1890 da Cesare Tallone a Bergamo. L’impostazione e la monumentalità del ritratto derivano da Tallone, mentre la costruzione dello spazio per piani di colore luminoso, steso a grandi campiture, rammenta la pittura dei macchiaioli, in particolare quella di un altro maestro di Pellizza, Giovanni Fattori.

Ricordo di un dolore | Pellizza Giuseppe detto Pellizza da Volpedo, 1868/ 1907 | 58AC00702

Nozze mistiche di Santa Caterina d’Alessandria con angeli e i Santi Giacomo maggiore, Antonio abate e Giustina; Dio Padre in trono; Angelo annunciante; Santi Giovanni Battista e Pietro; Vergine annunciata; Santi Paolo e Giovanni Evangelista

Altari e tabernacoli portatili erano usati dal celebrante durante la messa, oppure in casa per la devozione personale. Le dimensioni ridotte consentivano di trasportare facilmente questi oggetti, di aprirli e chiuderli all’occorrenza, utilizzando le immagini per stimolare la preghiera. Fei era specializzato nella realizzazione di questi altari in miniatura, nei quali trionfa il gusto senese per l’oro accanto a brani di pungentenaturalismo, come il trono di morbide nuvole su cui siede Dio Padre.

Nozze mistiche di Santa Caterina d’Alessandria con angeli e i Santi Giacomo maggiore, Antonio abate e Giustina; Dio Padre in trono; Angelo annunciante; Santi Giovanni Battista e Pietro; Vergine annunciata; Santi Paolo e Giovanni Evangelista | Fei Paolo di Giovanni, notizie 1369-1411 | 58AC00011

San Gerolamo penitente

Tra la metà del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento l’immagine di san Gerolamo conobbe grande diffusione nelle pratiche di devozione privata, come testimonia la sua frequente presenza nei dipinti e nelle sculture di quel periodo. In questa tavola donata al museo da Francesco Baglioni nel 1900, il santo è raffigurato inginocchiato, mentre con la mano destra tiene il sasso con il quale si percuoterà il petto, e nella sinistra il crocifisso, verso il quale rivolge il suo sguardo. In raffinatissimo paesaggio percorso da acque, che si apre in un cielo rosa, la grotta nella quale il santo si trova, con il suo leone, si staglia incombente al centro del quadro.

San Gerolamo penitente | Vivarini Alvise, notizie 1457-1504 | 58AC00039

San Gerolamo

San Gerolamo | Ambrogio da Fossano detto Bergognone (1453 ca./ 1523) | 58AC00275

Ritratto di giovane ventiduenne

Questo ritratto non ha ancora trovato attribuzione certa e nemmeno dell’effigiato è certa l’identità. Per il primo caso era stata proposta di far rientrare la tavola nel catalogo del ferrarese Baltassarre d’Este, pittore attivo presso la corte estense fino ai primi anni del Cinquecento, che fu anche medaglista. E proprio una medaglia è dipinta al rovescio della tavola, dove all’interno di un disco dorato compare l’età del misterioso effigiato: ventidue anni. Quanto all’identità del ritrattato, è davvero suggestivo il confronto con la medaglia di grande modulo di Sperandio Savelli con il busto di Giovanni II Bentivoglio, signore di Bologna, fusa all’inizio degli anni sessanta del Quattrocento. Che il volto nel dipinto sia davvero quello del Bentivoglio?

Ritratto di giovane ventiduenne | Pittore ferrarese (seconda metà del XV secolo) | 58MR00027

Santa Marta

Santa Marta | Ambrogio da Fossano detto Bergognone (1453 ca./ 1523) | 58MR00025