Ritratto di giovane ventiduenne

Questo ritratto non ha ancora trovato attribuzione certa e nemmeno dell’effigiato è certa l’identità. Per il primo caso era stata proposta di far rientrare la tavola nel catalogo del ferrarese Baltassarre d’Este, pittore attivo presso la corte estense fino ai primi anni del Cinquecento, che fu anche medaglista. E proprio una medaglia è dipinta al rovescio della tavola, dove all’interno di un disco dorato compare l’età del misterioso effigiato: ventidue anni. Quanto all’identità del ritrattato, è davvero suggestivo il confronto con la medaglia di grande modulo di Sperandio Savelli con il busto di Giovanni II Bentivoglio, signore di Bologna, fusa all’inizio degli anni sessanta del Quattrocento. Che il volto nel dipinto sia davvero quello del Bentivoglio?

Ritratto di giovane ventiduenne | Pittore ferrarese (seconda metà del XV secolo) | 58MR00027

Storia di Virginia Romana

Botticelli incarna il clima colto e antichizzante che si respirava nella Firenze di Lorenzo il Magnifico. Il dipinto, che si situa nell’ultima fase del suo percorso, fungeva in origine da spalliera e si inseriva in un rivestimento che ricopriva le pareti di un ambiente privato. Botticelli raffigura i diversi momenti di una vicenda narrata da Tito Livio che celebra l’onore e la castità femminili come virtù da difendere a prezzo della vita. Il decemviro Appio Claudio, invaghitosi della giovane Virginia, incarica Marco Claudio di rapirla. Difesa dagli astanti, la fanciulla è condotta davanti a un tribunale, presieduto da Appio, che la dichiara schiava di Marco. Il padre, per difendere il suo onore, la colpisce a morte, tra il dolore dei familiari e dei cittadini, che scacciano i decemviri da Roma.

Storia di Virginia Romana | Filipepi Alessandro detto Botticelli Sandro (1445 ca./ 1510) | 58MR00002

San Giovanni evangelista

Nato e formatosi a Ferrara, Lorenzo Costa lavora prima a Bologna, presso i Bentivoglio, poi a Mantova, dove sostituisce Mantegna come pittore di corte dei Gonzaga. Il dipinto appartiene alla sua stagione giovanile ed è il solo frammento superstite di una pala d’altare di cui non si conoscono né l’aspetto complessivo né la collocazione. Il santo, elegantissimo, regge una coppa – allusione a quella offertagli da un pagano per tentare di avvelenarlo – e un ramo di palma, affidatogli dalla Vergine morente per guidarla al luogo di sepoltura. La rigorosa impostazione prospettica e la nitida definizione della figura del santo suggeriscono di collocare l’opera all’inizio degli anni ottanta del Quattrocento, quando l’artista risente ancora della lezione della scuola ferrarese e in particolare di Francesco del Cossa, da poco scomparso.

San Giovanni evangelista | Costa Lorenzo, 1460 ca./ 1535 | 58MR00023