San Giovanni evangelista

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1480 - ca. 1481

Costa Lorenzo

Tipo di oggetto
dipinto
Soggetto
San Giovanni evangelista
Materia e tecnica
tela (pittura a olio, applicazione su tavola)
Misure
altezza 81.3 cm; larghezza 54.8 cm
Acquisizione
immissione, Comune di Bergamo, 1958
Collezione
Collezione Giovanni Morelli
Edificio
Accademia Carrara
Settore/Area
Esposizione permanente
Piano
2
Sala
4
Numero di inventario
58MR00023
Bibliografia
Frizzoni G., Catalogo delle opere d'arte del senatore Giovanni Morelli legate a questa Accademia e costituenti la Galleria Morelli, (Bergamo: 1892), p. 13 n. 31; Ricci C., Elenco dei quadri dell'Accademia Carrara in Bergamo, (Bergamo: 1912), p. 102 n. 533; Ricci C., Accademia Carrara in Bergamo. Elenco dei quadri, (Bergamo: 1930), p. 89; Morassi A., La Galleria dell'Accademia Carrara in Bergamo, (Roma: 1934), pp. 17, 44; Wittgens F., Galleria dell'Accademia Carrara Bergamo. Elenco delle opere esposte, (Bergamo: 1954), p. 9; Immissione del Comune di Bergamo nella titolarietà della Accademia Carrara . Atti e documenti, (Bergamo: 1958), p. 3 n. M 23; Ottino della Chiesa A., La Galleria dell'Accademia Carrara in Bergamo: con l'elenco delle opere, (Milano: 1966), p. 73; Russoli F., Accademia Carrara: galleria di belle arti in Bergamo: catalogo ufficiale, (Bergamo: 1967), p. 32; Rossi F., Accademia Carrara Bergamo. Catalogo dei dipinti, (Bergamo: 1979), p. 74; Rossi F., Accademia Carrara di Belle Arti. Guida della Pinacoteca, (Bergamo: 1982), p. 16; Rossi F., Accademia Carrara di Belle Arti. Guida della Pinacoteca, (Bergamo: 1984), p. 20; Rossi F., La Galleria dell'Accademia Carrara in Bergamo, (Roma: 1987), p. 64; Rossi F., Catalogo dei dipinti sec. 15.-16., (Bergamo: 1988), p. 121; Rossi F., Accademia Carrara di Belle Arti. Guida della Pinacoteca, (Bergamo: 1991), p. 20; Zeri F./ Rossi F., La raccolta Morelli nell'Accademia Carrara, (Milano: 1986), pp. 210-212; Lermolieff I., Le opere dei maestri italiani nelle Gallerie di Monaco, Dresda e Berlino, (Bologna: 1886), p. 112; Harck von F., Archivio Storico Italiano, (1888), p. 17; Venturi A., La scoperta di un ritratto estense del Pisanello, Archivio Storico dell'Arte, 1889, p. 359; Lermolieff I., Kunstkritische Studen uber italienisce Malerei. Die Galerien zu Munchen un d Dresden, (Leipzig: 1891), p. 182; Frizzoni G., La Galleria Morelli in Bergamo, (Bergamo: 1892), p. 16; Frizzoni G., La raccolta del senatore Giovanni Morelli in Bergamo, Archivio storico dell'arte, 1892, p. 122; A. M., La Galleria...1892, Archivio Storico dell'Arte, 1893, p. 148; Frizzoni G., Cenni biografici intorno a Giovanni Morelli, Della pittura italiana, 1897, p. 86; Gruyer G., L'art ferrarais à l'époque des Princes d'Este, (Paris: 1897), pp. 164, 171; Berenson B., North italian Painters of the Renaissance, (New York-London: 1907), p. 166; Frizzoni G., Le Gallerie dell'Accademia Carrara in Bergamo, (Bergamo: 1907), p. 64; Venturi A., Le opere dei pittori ferraresi del '400, L'Arte, 1908, p. 426; Venturi A., La pittura del Quattrocento, Storia dell'arte italiana, 1914, p. 666; Marle van R., The development of the italian Schools of Painting, (The Hauge: 1929), pp. 94, 396; Venturi A., La pittura del '400 in Emilia, (Bologna: 1931), p. 48; Berenson B., Italian Pictures of the Renaissance, (Oxford: 1932), p. 484; Barbantini N., Catalogo dell'Esposizione della pittura ferrarese del Rinascimento, (Ferrara: 1933), p. 110; Gamba C., Filippino Lippi e l'Amico di Sandro, Miscellanea di Storia dell'arte in onore di I. B. Supino, 1933, p. 148; Gronau G., Roberti Ercole, Allgemeines Lexikon der bildenden Kunstler, 1934, p. 427; Longhi R., Officina ferrarese, (Roma: 1934), p. 89; Marle van R., The development of the italian Schools of Painting, (The Hauge: 1934), p. 118; Berenson B., Pitture italiane del Rinascimento, (Milano: 1936), p. 416; Mostra del Cinquecento toscano, (Firenze: 1940), p. 4; Ortolani S., Cosmè Tura, Francesco del Cossa, Ercole de Roberti, (Milano: 1941), p. 196; Baroni C./ Dell'Acqua G. A., Kunstschatze der Lombardei, (Zurich: 1948), p. 256; Ottino della Chiesa A., Accademia Carrara, (Bergamo: 1955), p. 106; Salmi M., Ercole de Roberti, (Milano: 1960), p. 49; Salmi M., Schifanoia e la miniatura ferrarese, Commenti, 1961, p. 51; Novelli A. M., Costa Lorenzo, Le Muse, 1965, p. 464; Ottino Della Chiesa A., Accademia Carrara, (Bergamo: 1967), p. 76; Varese R., Lorenzo Costa, (Milano: 1967), pp. 15, 63; Berenson B., Italian Pictures of the Renaissance. Central italian and North italian Sch ools, (London: 1968), pp. 95, 120; Longhi R., Opere complete. Officina ferrarese, (Firenze: 1968), pp. 51, 72; Panzeri M., La raccolta Morelli nell'Accademia Carrara: un'ipotesi ricostruttiva del p rimo allestimento, Archivio Storico Bergamasco, 1985, p. 64; AA VV, Accademia Carrara Bergamo. Dipinti italiani del Trecento e del Quattrocento., (Milano: Officina Libraria 2018), pp. 73-75, n. I.22 (scheda di G. Valagussa)
Mostre
1933, Ferrara, Palazzo dei Diamanti, Pittura ferrarese del Rinascimento; 1948, Zurich, Kunsthaus Zurich, Kunstschätze der Lombardei; 2001, Genova, Palazzo Ducale, Viaggio in Italia; 2014, Mosca, Museo Poushkin; 12/8/2021-3/1/2022, Shangai, Bund One Art Museum, Maestri. Dal Rinascimento all’Ottocento

Nato e formatosi a Ferrara, Lorenzo Costa lavora prima a Bologna, presso i Bentivoglio, poi a Mantova, dove sostituisce Mantegna come pittore di corte dei Gonzaga. Il dipinto appartiene alla sua stagione giovanile ed è il solo frammento superstite di una pala d’altare di cui non si conoscono né l’aspetto complessivo né la collocazione. Il santo, elegantissimo, regge una coppa – allusione a quella offertagli da un pagano per tentare di avvelenarlo – e un ramo di palma, affidatogli dalla Vergine morente per guidarla al luogo di sepoltura. La rigorosa impostazione prospettica e la nitida definizione della figura del santo suggeriscono di collocare l’opera all’inizio degli anni ottanta del Quattrocento, quando l’artista risente ancora della lezione della scuola ferrarese e in particolare di Francesco del Cossa, da poco scomparso.

San Giovanni evangelista | Costa Lorenzo, 1460 ca./ 1535 | 58MR00023

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Note storiche

Nato e formatosi a Ferrara, Lorenzo Costa lavora prima a Bologna, presso i Bentivoglio, poi a Mantova, dove sostituisce Mantegna come pittore di corte dei Gonzaga. Il dipinto appartiene alla sua stagione giovanile ed è il solo frammento superstite di una pala d’altare di cui non si conoscono né l’aspetto complessivo né la collocazione. Il santo, elegantissimo, regge una coppa – allusione a quella offertagli da un pagano per tentare di avvelenarlo – e un ramo di palma, affidatogli dalla Vergine morente per guidarla al luogo di sepoltura. La rigorosa impostazione prospettica e la nitida definizione della figura del santo suggeriscono di collocare l’opera all’inizio degli anni ottanta del Quattrocento, quando l’artista risente ancora della lezione della scuola ferrarese e in particolare di Francesco del Cossa, da poco scomparso.