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La piccola e spessa tavola raffigurante la Crocifissione sembrerebbe la parte centrale di un polittico, forse un trittico ad ante mobili per la devozione privata. Donato al museo dalla milanese Maria Volpi Bassani d’Amico nel 1996, il dipinto è stato riconosciuto come una delicata opera toscana di Grifo di Tancredi, un pittore aggiornato sulle novità di Giotto e Duccio. Davanti alle mura di Gerusalemme si stagliano Cristo crocifisso e la Madonna e San Giovanni piangenti avvolti da morbidi panneggi con colori a contrasto e sottili lumeggiature rese con la biacca.
Crocifissione tra Maria e San Giovanni dolenti | Grifo di Tancredi, notizie 1271-1312 | 06AC00957
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La tavola era parte di un ampio polittico formato dal almeno altre 5 tavole, oggi conservate nei musei di tutto il mondo. San Francesco è raffigurato mentre riceve le stigmate, all’interno di un paesaggio rarefatto, ascetico, dove il cielo sparisce in un fondo oro omogeneo, e il suolo è ricoperto da un prato verde trapunto di erbe. Di fronte al santo il pittore ha raffigurato un altro francescano che osserva la scena, affacciandosi da un piccolo edificio religioso. L’opera è giunta all’Accademia Carrara grazie al legato di Carlo Ceresa nel 1924.
San Francesco riceve le stigmate | Bembo Bonifacio, notizie 1444-1477 | 58AC00013
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Lapidazione di Santo Stefano | Lotto Lorenzo, 1480 ca./ 1556-1557 | 58AC00072
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Deposizione di Cristo nel sepolcro | Lotto Lorenzo, 1480 ca./ 1556-1557 | 58AC00071
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San Domenico resuscita Napoleone Orsini | Lotto Lorenzo, 1480 ca./ 1556-1557 | 58AC00070
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La tavola apparteneva alla predella della pala di Sant’Agostino a Cesena, ora a Milano, a Brera. Architetto e pittore originario di Urbino, dove fu allievo di Signorelli, Genga si trasferì nel centro romagnolo per realizzare l’opera. Gli iniziati alla fede cristiana si svestono ed entrano nel fonte battesimale: il movimento dei corpi muscolosi e dall’aspetto michelangiolesco è regolato dal disegno prospettico del pavimento, che indirizza al centro della scena, dove il santo celebra il battesimo.
Sant’Agostino che battezza i catecumeni | Genga Girolamo (1476/ 1551) | 81LC00238
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La piccola tavola con andamento orizzontale doveva essere lo scomparto centrale della predella di un grande complesso pittorico smembrato, del quale si conservano altri frammenti in collezione Mattioli a Milano. Lo sposalizio della Vergine, dipinto dal cosiddetto Maestro di Santa Verdiana, un pittore fiorentino attivo nell’ultima parte del Trecento, è reso con forme allungate ed eleganti e i personaggi sono avvolti in manti colorati e decorati da particolari dorati, che rendono la tavola un piccolo ma prezioso capolavoro.
Sposalizio della Vergine | Maestro di Santa Verdiana (Tommaso del Mazza?) (notizie 1377-1392) | 81LC00189
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Incontro di sant’Ambrogio con l’imperatore Teodosio | Ambrogio da Fossano detto Bergognone (1453 ca./ 1523) | 81LC00219
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L’artista ferrarese si riconosce nel disegno nervoso delle figure, nei volumi scivolosi dei corpi, negli incarnati color di pietra, mentre non si sa nulla sull’origine dell’opera. È nata così come la vediamo? Era parte di una composizione più ampia? Gli studiosi si interrogano ancora. Di certo il fondo oro è stato ripreso in un secondo momento. In questo spazio dai confini indefiniti, la Madonna e il Bambino benedicente sono assorti in un dialogo tutto loro, solidi e scultorei sul trono decorato da gemme. La tavola faceva probabilmente parte di un polittico più ampio, sul quale sono state fatte diverse ipotesi, ma senza riuscire ad arrivare a una conclusione univoca.
Madonna con Bambino in trono | Tura Cosme’ (1433 ca./ 1495) | 81LC00233
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Questa grande tavola, cui fa da pendant quella con il Sant’Alessio, faceva parte di un più ampio polittico dipinto dall’artista croato Giorgio Chiulinovich, detto Schiavone, attivo a Padova tra gli allievi di Francesco Squarcione, maestro anche di Andrea Mantegna. Il santo è in piedi, sotto l’arco di di un edificio classicheggiante e si staglia contro un paesaggio dal cielo percorso da sottili nubi e, in basso, un paesaggio collinare con alberi e arbusti. Il santo stringe con la mano destra un libro con una vistosa coperta rossa (probabilmente la vulgata, la sua traduzione della Bibbia) e un rosario di perle nere; nella sinistra tiene un crocifisso, che guarda intensamente.
San Girolamo | Chiulinovich Giorgio detto Schiavone (1433-1436/ 1504) | 81LC00161