Home » Opere » Pagina 29
Il dipinto venne acquistato dal museo nel 1850 da Caterina Lochis Pezzoli, nella cui raccolta era allestito in pendant con l’Autoritratto di Pietro Benvenuti. Reca la firma del pittore e la data 1806 in basso a sinistra, come un secondo esemplare ora alla Galleria Borghese di Roma. Landi, artista di origine piacentina visse e lavorò a lungo a Roma, dove strinse una solida amicizia con lo scultore Canova e dove divenne presidente dell’Accademia di San Luca.
Ritratto di Antonio Canova | Gaspare Landi, 1756/ 1830 | 58AC00532
Home » Opere » Pagina 29
Giovane promettente nella Padova di Donatello e di Squarcione, Andrea Mantegna divenne ben presto uno dei più celebri artisti del proprio tempo, predominio sancito dal suo definitivo trasferimento a Mantova alla corte dei Gonzaga. La Madonna col Bambino è opera della maturità dell’artista, eseguita probabilmente negli anni in cui il pittore lavorava ai Trionfi di Cesare. Questa austera e al tempo stesso commovente immagine della maternità prefigura il futuro sacrificio di Cristo sulla croce: ad esso alludono il braccialetto di corallo rosso indossato dal Bambino e lo sguardo distante, velato di malinconia, della Vergine. I colori smorzati dell’opera sono il risultato dell’adozione da parte di Mantegna della prediletta tecnica della tempera, che utilizza stendendo sottili velature su una finissima tela di lino.
Madonna col Bambino | Mantegna Andrea, 1431/ 1506 | 58AC00024
Home » Opere » Pagina 29
La grande tavola con l’immagine di san Paolo, assieme alla gemella con san Pietro, faceva parte di un polittico posto sull’altare maggiore della chiesa di Sant’Agostino a Bergamo, oggi smembrato tra l’Accademia Carrara, la Pinacoteca Malaspina di Pavia e una collezione privata (ma già Fondazione Cini). Grazie alla presenza nelle due tavole di elementi lombardi ma anche stilemi veneti, Roberto Longhi ha ricostruito il corpus pittorico di questo anonimo maestro che Aldo Galli ha battezzato come “Maestro dei Cartellini”, in riferimento a tasselli di carta, recanti i nomi dei santi, incollati sulla superficie di alcuni altri dipinti a lui attribuiti.
San Paolo | Maestro dei cartellini, metà del XV secolo | 58AC00016
Home » Opere » Pagina 29
La grande tavola con l’immagine di san Pietro, assieme alla gemella con san Paolo, faceva parte di un polittico posto sull’altare maggiore della chiesa di Sant’Agostino a Bergamo, oggi smembrato tra l’Accademia Carrara, la Pinacoteca Malaspina di Pavia e una collezione privata (ma già Fondazione Cini). Grazie alla presenza nelle due tavole di elementi lombardi ma anche stilemi veneti, Roberto Longhi ha ricostruito il corpus pittorico di questo anonimo maestro che Aldo Galli ha battezzato come “Maestro dei Cartellini”, in riferimento a tasselli di carta, recanti i nomi dei santi, incollati sulla superficie di alcuni altri dipinti a lui attribuiti.
San Pietro | Maestro dei cartellini, metà del XV secolo | 58AC00020
Home » Opere » Pagina 29
Ritratto del conte Giacomo Carrara | Ghislandi Vittore detto Fra’ Galgario, 1655/ 1743 | 58AC00114
Home » Opere » Pagina 29
Bacco e Arianna (copia da Tiziano) | Varotari Alessandro detto Padovanino, 1588/ 1649 | 58AC00003
Home » Opere » Pagina 29
Offerta a Venere (copia da Tiziano) | Varotari Alessandro detto Padovanino, 1588/ 1649 | 58AC00004
Home » Opere » Pagina 29
Gli Andrii (copia da Tiziano) | Varotari Alessandro detto Padovanino, 1588/ 1648 | 58AC00005
Home » Opere » Pagina 29
Autoritratto | Ghislandi Vittore detto Fra’ Galgario, 1655/ 1743 | 58AC00348
Home » Opere » Pagina 29
Ritratto di vecchio seduto | Moroni Giovan Battista (1521-1524/ 1579-1580) | 58AC00084