Madonna col Bambino

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ca. 1480

Mantegna Andrea

Tipo di oggetto
dipinto
Soggetto
Madonna con Bambino
Materia e tecnica
tela (pittura a tempera)
Misure
altezza 43 cm; larghezza 31 cm
Acquisizione
immissione, Accademia Carrara, 1958
Collezione
Collezione Giacomo Carrara
Edificio
Accademia Carrara
Settore/Area
Esposizione permanente
Piano
2
Sala
3
Numero di inventario
58AC00024
Bibliografia
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Die Galerien zu Munchen un d Dresden, (Leipzig: 1891), p. 227; Frizzoni G., Catalogo delle opere d'arte del senatore Giovanni Morelli legate a questa Accademia e costituenti la Galleria Morelli, (Bergamo: 1892), p. 217; Frizzoni G., L'arte in Bergamo e l'Accademia Carrara, (Bergamo: 1897), p. 38; Kristeller P., Andrea Mantegna, (London: 1901), pp. 129, 145, 438; Fry R., Andrea Mantegna, Quarterly Review, 1902; Fry R., Mantegna as a mystic, The Burlinghton Magazine, 1905, p. 91; Frizzoni G., Le Gallerie dell'Accademia Carrara in Bergamo, (Bergamo: 1907), pp. 24, 96; Venturi L., Le origini della pittura veneziana, (Venezia: 1907), p. 360; Knapp F., Andrea Mantegna: des Meisters Gemalde und Kupferstiche in 200 Abbildungen, (Stuttgart: 1910), p. 175; Angelini L., Il riordinamento delle Gallerie della Accademia Carrara di Bergamo, Emporium, 1911, pp. 353, 355; Ricci C., Elenco dei quadri dell'Accademia Carrara in Bergamo, (Bergamo: 1912), n. 170; Venturi A., La pittura del Quattrocento, Storia dell'arte italiana, 1914, v. VII/3 p. 228; Berenson B., Una versione tedesca di un dipinto perduto del Mantegna, Rassegna d'Arte, 1915, p. 73; Franceschini G., Un quadro attribuito al Mantegna, Emporium, 1924, p. 459; Fiocco G., L'arte di Andrea Mategna, (Venezia: 1927); Pacchioni G., Andrea Mantegna, (Firenze: 1928), tavole/figure: tav. 41; Ricci C., Accademia Carrara in Bergamo. Elenco dei quadri, (Bergamo: 1930), p. 117 n. 170; Morassi A., La Mostra d'arte italiana a Londra, Emporium, 1930, p. 141; Balniel/ Clark K./ Modigliani E., Exhibition of italian Art 1200-1900, (London: 1930), p. 101; Berenson B., Italian Pictures of the Renaissance, (Oxford: 1932), p. 326; Morassi A., Itinerari dei Musei e Monumenti d'Italia. La Galleria dell'Accademia Carra ra in Bergamo, (Roma: 1934), pp. 22, 39; Berenson B., Pitture italiane del Rinascimento, (Milano: 1936), p. 290; Fiocco G., Mantegna, (Milano: 1937), p. 49; D'Ancona P./ Gengaro M. L., Umanesimo e Rinascimento, (Torino: 1948), p. 356; Baroni C./ Dell'Acqua G. 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Central italian and North italian Sch ools, (London: 1968), p. 239; Zampetti P., A Dictionnary of Venetian Painters. I. 14th and 15th centuries, (Leigh-on-Sea: 1969), v. I p. 72; Pignatti T., L'opera completa di Giovanni Bellini, (Milano: 1969), p. 89; Russoli F., Accademia Carrara. Catalogo provvisorio della Pinacoteca, (Bergamo: 1976), p. 28; Longhi R., Ricerche sulla pittura veneta, (Firenze: 1978), p. 154; Rossi F., Accademia Carrara. Catalogo generale dei dipinti, (Bergamo: 1979), p. 46; Rossi F., Guida della Pinacoteca. Accademia Carrara di belle arti, (Bergamo: 1981), p. 13; Natale M., Museo Poldi Pezzoli. Dipinti, (Milano: 1982), pp. 76, 113; Marenzi G., Guida di Bergamo, 1824, (Bergamo: 1985), p. 90; Rossi F., Accademia Carrara: duecento anni, I Grandi Disegni italiani della Accademia Carrara, 1985, pp. 22, 24; Rossi F., La Galleria dell'Accademia Carrara in Bergamo, (Roma: 1987), p. 75; Rossi F., Catalogo dei dipinti sec. 15.-16., (Bergamo: 1988), p. 195; Rossi F., Accademia Carrara di Belle Arti. Guida della Pinacoteca, (Bergamo: 1991), p. 17; Christiansen K., Devotional works: Mantua, Andrea Mantegna, 1992, p. 154; Rothe A., Mantegna's painting in distemper, Andrea Mantegna, 1992, pp. 80-81; Indagini e conservazione. La Madonna con il Bambino di Andrea Mantegna del l'Accademia Carrara di Bergamo, OPD Restauro, 1994; Rossi F., Accademia Carrara. Itinerario didattico, (Bergamo: 1998), p. 5; Rossi F., Collezioni e collezionisti d'arte a Bergamo all'epoca del conte Carrara, Giacomo Carrara e il collezionismo d'arte a Bergamo, 1999, p. 60; De Nicolò Salmazo A., Andrea Mantegna, (Milano: 2004), p. 161; Agosti G., Su Mantegna I. La storia dell'arte libera la testa, (Milano: 2005), p. 4; Mantegna a Mantova 1460-1506, (Ginevra-Milano: 2006), p. 68; Puppi L., Alla scoperta di Mantegna, Un Mantegna da scoprire. La Madonna della tenerezza, 2006, p. 16; Mantegna 1431-1506, (Milano: 2008), pp. 44, 211, 212; Riscoprire la Carrara. Mantegna, Bellini, Raffaello e Moroni. Restauro e c apolavori in dialogo, (Milano: 2014), pp. 22-27
Mostre
1929, London, Royal Academy, Exhibition of Italian Art 1200-1900; 1948, Zurich, Kunsthaus, Kunstschätze der Lombardei; 1961, Mantova, Palazzo Ducale, Andrea Mantegna

Giovane promettente nella Padova di Donatello e di Squarcione, Andrea Mantegna divenne ben presto uno dei più celebri artisti del proprio tempo, predominio sancito dal suo definitivo trasferimento a Mantova alla corte dei Gonzaga. La Madonna col Bambino è opera della maturità dell’artista, eseguita probabilmente negli anni in cui il pittore lavorava ai Trionfi di Cesare. Questa austera e al tempo stesso commovente immagine della maternità prefigura il futuro sacrificio di Cristo sulla croce: ad esso alludono il braccialetto di corallo rosso indossato dal Bambino e lo sguardo distante, velato di malinconia, della Vergine. I colori smorzati dell’opera sono il risultato dell’adozione da parte di Mantegna della prediletta tecnica della tempera, che utilizza stendendo sottili velature su una finissima tela di lino.

Madonna col Bambino | Mantegna Andrea, 1431/ 1506 | 58AC00024

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Note storiche

Giovane promettente nella Padova di Donatello e di Squarcione, Andrea Mantegna divenne ben presto uno dei più celebri artisti del proprio tempo, predominio sancito dal suo definitivo trasferimento a Mantova alla corte dei Gonzaga. La Madonna col Bambino è opera della maturità dell’artista, eseguita probabilmente negli anni in cui il pittore lavorava ai Trionfi di Cesare. Questa austera e al tempo stesso commovente immagine della maternità prefigura il futuro sacrificio di Cristo sulla croce: ad esso alludono il braccialetto di corallo rosso indossato dal Bambino e lo sguardo distante, velato di malinconia, della Vergine. I colori smorzati dell’opera sono il risultato dell’adozione da parte di Mantegna della prediletta tecnica della tempera, che utilizza stendendo sottili velature su una finissima tela di lino.