Madonna col Bambino tra i santi Giovanni Battista e Maddalena | Negretti Jacopo detto Palma il Vecchio, 1480 ca./ 1528 | 81LC00183
Madonna col Bambino tra i santi Giovanni Battista e Maddalena | Negretti Jacopo detto Palma il Vecchio, 1480 ca./ 1528 | 81LC00183
Ritratto di gentiluomo ventinovenne | Moroni Giovan Battista (1521-1524/ 1579-1580) | 81LC00174
Madonna col Bambino in un paesaggio | Vecellio Tiziano detto Tiziano (1489 ca./ 1576) | 81LC00232
Originario di Urbino e attivo inizialmente nella bottega di Perugino, Raffaello lavora a Siena, forse come collaboratore di Pinturicchio, per poi affermarsi definitivamente a Firenze nei primi anni del Cinquecento. Il San Sebastiano fu dipinto quando Raffaello non aveva nemmeno vent’anni, ma si impone per una straordinaria finezza esecutiva e per la capacità quasi miracolosa di gradazione della luce, che avvolge la figura in un’atmosfera dolce e sognante. L’opera fu realizzata per la devozione personale di un raffinato committente; questo spiega perché un santo come Sebastiano, solitamente associato alla pietà popolare, venga raffigurato in vesti aristocratiche mentre tiene in mano la freccia simbolo del martirio, anziché nudo e trafitto dai dardi, come prevedeva l’iconografia tradizionale.
San Sebastiano | Sanzio Raffaello, 1483/ 1520 | 81LC00207
In un paesaggio pianeggiante aperto, punteggiato da alberi e concluso, sulla sinistra, da una città turrita, la Sacra Famiglia, composta da Giuseppe, Maria e dal neonato Gesù, è raffigurata al centro della scena. Ai lati sono giunti i pastori, che si inginocchiano e al centro del dipinto, sotto una struttura in legno retta da quattro colonne, il bue e l’asino, completano il racconto. Pietro Perugino dipinge in questa opera un’atmosfera serena e una delicata rappresentazione dei sentimenti. La tavola era probabilmente la predella si un complesso più grande, ora smembrato.
Natività di Gesù | bottega di Vannucci Pietro detto Perugino (1450 ca./ 1523) | 81LC00208
Ritratto di una bambina di casa Redetti | Moroni Giovan Battista (1521-1524/ 1579-1580) | 81LC00175
Cristo portacroce | Busi Giovanni detto Cariani (1485 ca./ post 1547) | 81LC00172
Seduta a terra su un cuscino, la Madonna sorregge il Bambino, che con affetto l’accarezza. L’atmosfera è così raccolta e preziosa che sembra di guardare all’interno di uno scrigno: gli abiti sono sfarzosi, le aureole scintillano, il drappo dorato è regale. L’artista riprende gli esempi del suo maestro Beato Angelico, ma è meno interessato alla prospettiva: i personaggi fluttuano sul pavimento dipinto come marmo policromo e la fitta cortina di piante fiorite delimita uno spazio dal sapore ancora gotico.
Madonna con il Bambino, due angeli reggicortina e due angeli musicanti | Benozzo di Lese detto Benozzo Gozzoli, 1420/ 1497 | 81LC00202
San Girolamo | Foppa Vincenzo (1427-1430/ 1515-1516) | 81LC00225
La tavola apparteneva alla predella della pala di Sant’Agostino a Cesena, ora a Milano, a Brera. Architetto e pittore originario di Urbino, dove fu allievo di Signorelli, Genga si trasferì nel centro romagnolo per realizzare l’opera. Gli iniziati alla fede cristiana si svestono ed entrano nel fonte battesimale: il movimento dei corpi muscolosi e dall’aspetto michelangiolesco è regolato dal disegno prospettico del pavimento, che indirizza al centro della scena, dove il santo celebra il battesimo.
Sant’Agostino che battezza i catecumeni | Genga Girolamo (1476/ 1551) | 81LC00238