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Nella Milano napoleonica, la vicenda di Giovanni Battista Sommariva è per molti versi straordinaria. Nato da una famiglia di umili origini, Sommariva fu protagonista di una folgorante carriera politica, ricoprendo incarichi di primo piano durante la Repubblica Cisalpina. Ritiratosi a vita privata, condusse un’esistenza sfarzosa, dividendosi tra la residenza parigina e la villa di Tremezzo, sul lago di Como, luoghi nei quali allestì una favolosa collezione d’arte. In questo dipinto, eseguito da Andrea Appiani, figura di spicco in ambito artistico della Milano napoleonica, lo vediamo raffigurato con grande naturalezza, in un’immagine privata che ha tutte le caratteristiche del ritratto amicale: i capelli bianchi, il volto pingue e le labbra carnose, nelle vesti di semplice cittadino e di borghese.
Ritratto del conte Giovanni Battista Sommariva | Andrea Appiani, 1754/ 1817 | 81LC00103
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Madonna col Bambino | Giovenone Girolamo, 1490 ca./ 1555 | 81LC00160A
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San Michele, santa e devoto | Giovenone Girolamo, 1490 ca./ 1555 | 81LC00160B
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Santa Lucia, Sant’Alberto e devota | Giovenone Girolamo, 1490 ca./ 1555 | 81LC00160C
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Assunzione e gloria di Maria | attribuito a Stefano de’ Fedeli (?) (notizie 1463-1482) | 81LC00167
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Ritratto di Giovanni Benedetto Caravaggi | Busi Giovanni detto Cariani (1485 ca./ post 1547) | 81LC00184
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Ritratto di Francesco Maria Bruntino | Ghislandi Vittore detto Fra’ Galgario, 1655-1743 | 81LC00079
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Madonna che allatta il Bambino | Ambrogio da Fossano detto Bergognone (1453 ca./ 1523) | 81LC00131
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Sacra famiglia con Santa Caterina d’Alessandria | Lotto Lorenzo (1480/ 1556-1557) | 81LC00185
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La vita di Guglielmo Lochis si divide fra privato e pubblico, fra passione collezionistica e i numerosi incarichi che ne fecero un protagonista della vita politica e culturale della Bergamo austriaca. L’ascesa del conte Lochis, membro della Guardia Lombardo-Veneta sin dal 1816, è scandita dalle numerose nomine ricevute: dall’ammissione all’Imperial Regia Corte (1838) sino al conferimento del titolo di Ciambellano (1854). A questi privilegi si accompagnavano le cariche cittadine, in particolare quella prestigiosissima di Podestà di Bergamo (1842-1848). La sua morte, avvenuta nel 1859, a ridosso del processo finale di unificazione italiana (1861), segna la fine del suo sogno di collezionista, ma al tempo stesso apre nuovi scenari per l’Accademia Carrara, nella quale confluisce una selezione significativa della sua raccolta. Il ritratto eseguito dal Piccio presenta una impostazione tradizionale: su uno sfondo neutro e volutamente non definito si staglia la figura del Lochis. L’attenzione dell’artista si concentra sui dettagli dell’abbigliamento e nella restituzione dei tratti del volto, che tradisce un’espressione di malcelata astuzia e uno sguardo acuto e indagatore nei confronti dell’osservatore.
Ritratto del conte Guglielmo Lochis | Carnovali Giovanni detto Piccio, 1804/ 1873 | 81LC00194