Ritratto d’uomo

Il piccolo ed enigmatico ritratto su tavola immortala un giovane con la zazzera di capelli castani, ammantato in un drappo verde all’antica, che fissa il suo spettatore con penetranti occhi marroni e labbra serrate. Al rovescio della tavola, dipinta di scuro, si leggono le lettere “IA”, in elegante calligrafia maiuscola. Facente parte della raccolta di Guglielmo Lochis, questo dipinto ha visto susseguirsi diverse attribuzioni: Hans Holbein, Antonello da Messina, Alvise Vivarini, Jacopo de Barbari, Jacopo da Valenza e Giovanni Bellini, al quale oggi si ascrive, seppur dubitativamente.

Ritratto d’uomo | Bellini Giovanni (?) (1430 ca./ 1516) | 81LC00148

Madonna col Bambino

La tavola appartiene a quell’esiguo gruppo di dipinti che si possono riferire senza dubbio alla mano del maestro. Maria e Gesù sono colti in un momento di tenerezza, con la Madre che cerca di tenere fermo il Bambino, la cui posa ardita rammenta le opere di Mantegna. Lo sguardo della Vergine, tuttavia, è malinconico e meditativo, quasi prevedesse il futuro sacrificio del Figlio, che si muove irrequieto su una balaustra di marmo rosa, forse anticipazione della pietra dell’unzione sulla quale verrà deposto prima della sepoltura. La luminosità tersa che bagna le due figure fa pensare alle opere veneziane di Antonello da Messina, ma l’esecuzione preziosa, con l’oro usato per lumeggiare il blu di lapislazzuli della veste di Maria, ricorda le origini bizantine della tradizione pittorica veneziana.

Madonna col Bambino | Bellini Giovanni (1430 ca./ 1516) | 81LC00140

Madonna col Bambino

Il dipinto è una sintesi dello stile di Carlo Crivelli, fatto di eleganza lineare, colori smaltati e brillanti, incarnati di avorio levigato e inserti lavorati a pastiglia dorata. Sullo sfondo di un paesaggio fiabesco, davanti a un drappo rosso, Maria e il Bambino sono circondati da un ricco repertorio di elementi naturali simili a quelli che Crivelli aveva potuto ammirare da giovane a Padova nella bottega di Francesco Squarcione. Il pomo richiama il peccato originale, la ciliegia rossa il sangue versato da Gesù sulla croce; il cetriolo, invece, è simbolo di resurrezione, essendo un riferimento al risveglio di Giona sotto una pergola di cetrioli dopo i tre giorni passati nel ventre della balena. Infine il garofano, segno dell’amore nuziale, è riferito a Maria, qui identificata con la Chiesa, sposa di Cristo.

Madonna col Bambino | Crivelli Carlo, 1430-1435 ca. / 1494-1495 | 81LC00129

Madonna col Bambino in trono tra i santi Sebastiano e Rocco

Nella piccola tavola quadrata vediamo al centro, su un alto trono, la Vergine con il Bambino e, ai suoi lati, i santi Rocco e Sebastiano, il primo mentre indica la piaga sulla gamba, il secondo legato alla colonna e trafitto dalle frecce. Firmata da Bartolomeo Montagna al centro dello scalino del podium dove vediamo i santi, l’opera reca anche un’iscrizione al rovescio che la dice eseguita nel 1487 per un certo “Hieronymo Roberto” di Brescia, il committente del dipinto. Oltre al delicato sfondato paesistico, dove acque e montagne si alternano ad alberi ed edifici, spicca in questo piccola opera da devozione privata la preziosità delle pietre del trono della Vergine (tra cui un bellissimo basalto rosso), le finiture gioiellate della sua veste e i suoi penetranti occhi chiari.

Madonna col Bambino in trono tra i santi Sebastiano e Rocco | Cincani Bartolomeo detto Bartolomeo Montagna (1449 ca./ 1523) | 81LC00128

Deposizione di Cristo nel sepolcro

Educato nella bottega di Bernard van Orley a Bruxelles, Pieter de Kempeneer soggiornò per circa un decennio in Italia, toccando le città di Bologna, Venezia e Roma, per poi trasferirsi nel 1537 a Siviglia, dove aprì una bottega, ispanizzando il suo nome. Eseguita probabilmente poco prima di lasciare l’Italia, la Deposizione è una sintesi delle esperienze condotte dall’artista nella penisola, un dipinto di esecuzione raffinatissima e di intensa espressività.

Deposizione di Cristo nel sepolcro | Kempeneer Pieter de detto Pedro de Campaña (1503/ 1580) | 81LC00031

Resurrezione di Cristo

Gesù emerge dal sepolcro con il vessillo della resurrezione. I soldati assopiti sono risvegliati dall’evento miracoloso mentre le prime luci del giorno tingono il cielo. In basso, al centro dell’arco di roccia, si nota una piccola croce, che ha permesso recentemente di individuare l’altra metà del dipinto, conservata in collezione privata e raffigurante la discesa al Limbo. Le tavole in origine erano un’unica opera alta e stretta che, insieme ad altre, forse decorava la cappella del Castello di San Giorgio a Mantova.

Resurrezione di Cristo | scuola di Mantegna Andrea, 1431/ 1506 | 81LC00169