Madonna col Bambino

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ca. 1476

Bellini Giovanni (1430 ca./ 1516)

Tipo di oggetto
dipinto
Soggetto
Madonna col Bambino
Materia e tecnica
tavola (pittura a tempera)
Misure
altezza 47.4 cm; larghezza 33.8 cm
Acquisizione
legato, Lochis Guglielmo, 1866
Collezione
Collezione Guglielmo Lochis
Edificio
Accademia Carrara
Settore/Area
Esposizione permanente
Piano
2
Sala
4
Numero di inventario
81LC00140
Bibliografia
Lochis G., La Pinacoteca e la Villa Lochis alla Crocetta di Mozzo presso Bergamo: con notizie biografiche degli autori dei quadri, (Milano: 1846), n. 40; Lochis G., La Pinacoteca e la Villa Lochis alla Crocetta di Mozzo presso Bergamo con notizie biografiche degli autori dei quadri, (Bergamo: 1858), n. 47; Crowe J. A./ Cavalcaselle G. B., A history of Painting in north Italy : Venice, Padua, Vicenza, Verona, Fer rara, Milan, Friuli, Brescia, from the fourteenth to the sixteenth century, (London: 1871), v. I p. 152; [Lochis C./ Baglioni F.], Catalogo dei quadri esistenti nelle Gallerie della Accademia Carrara di Be lle Arti in Bergamo, (Bergamo: 1881), p. 80; Lermolieff I., Kunstkritische Studien uber italienische Malerei. Die Galerien Borghese un d Doria Panfili in Rom, (Leipzig: 1890), p. 342; Frizzoni G., L'arte in Bergamo e l'Accademia Carrara, (Bergamo: 1897), p. 61; Venturi L., Le origini della pittura veneziana, (Venezia: 1907), pp. 369-370; Frizzoni G., Le Gallerie dell'Accademia Carrara in Bergamo, (Bergamo: 1907), pp. 43, 44, 150; Gronau G., Die Kunstlerfamilie Bellini, (Leipzig: 1909), p. 88; Ricci C., Elenco dei quadri dell'Accademia Carrara in Bergamo, (Bergamo: 1912), p. 44; Ricci C., Accademia Carrara in Bergamo. Elenco dei quadri, (Bergamo: 1930), p. 112; Balniel/ Clark K./ Modigliani E., Exhibition of italian Art 1200-1900, (London: 1930), p. 168 n. 279; Morassi A., Itinerari dei Musei e Monumenti d'Italia. La Galleria dell'Accademia Carra ra in Bergamo, (Roma: 1934), p. 29; Marle van R., The development of the Italian schoolsof painting. 17. [The Renaissance pa inters of Venice. 1. Ant. Vivarini, the Bellini, Cima, Basaiti], (The Hague-L'Aja: 1935), p. 245; Gamba C., Giovanni Bellini, (Milano: 1937), p. 71; Moschini V., Giambellino, (Bergamo: 1943), p. 19; Baroni C./ Dell'Acqua G. A., Kunstschatze der Lombardei, (Zurich: 1948), n. 685; Pallucchini R., Giovanni Bellini, (Venezia: 1949), p. 82 n. 47; Dussler L., Giovanni Bellini, (Wien: 1949), p. 32; Zucchelli N., Capolavori d'arte in Bergamo, (Bergamo: 1954), tavole/figure: tav. VIII; Ottino Della Chiesa A., Accademia Carrara, (Bergamo: 1955), p. 88; Pignatti T., Pittura veneziana del Quattrocento, (Bergamo: 1961), p. 56; Heinemann F., Giovanni Bellini e Belliniani, (Vicenza: 1962), p. 4; Bottari S., Tutta la pittura di Giovanni Bellini, (Milano: 1963), v. I, pp. 14, 30-31; Ottino Della Chiesa A., La Galleria dell'Accademia Carrara in Bergamo: con l'elenco delle opere, (Milano: 1964), p. 70; Quintavalle C., Giovanni Bellini, (Milano: 1965), p. 5; Russoli F., Accademia Carrara. Catalogo, (Bergamo: 1967), p. 28; Ottino Della Chiesa A., Accademia Carrara, (Bergamo: 1967), p. 60; Robertson G., Giovanni Bellini, (Oxford: 1968), p. 78; Pignatti T., L'opera completa di Giovanni Bellini, (Milano: 1969), p. 89 n. 36; Wilde J., Venetian Art from Bellini to Titian, (Oxford: 1974), pp. 33-34; Russoli F., Accademia Carrara. Catalogo provvisorio della Pinacoteca, (Bergamo: 1976), p. 28; Longhi R., Ricerche sulla pittura veneta, (Firenze: 1978), p. 104; Rossi F., Accademia Carrara. Catalogo generale dei dipinti, (Bergamo: 1979), p. 61; Paolini M. G., Antonello e la sua scuola, Storia della Sicilia, 1979, p. 32; Rossi F., Guida della Pinacoteca. Accademia Carrara di belle arti, (Bergamo: 1981), p. 13; Steinberg L., The sexuality of Christ in Renaissance art and in modern oblivion, (New York: 1983), pp. 40-41; Del Bravo C., Giovanni Bellini in relazione al Valla, Annali della Scuola Normale Superiore di Pisa. Classe di Lettere e Filosof ia, 1983, pp. 697-698; Rossi F., Accademia Carrara di Belle Arti. Guida della Pinacoteca, (Bergamo: 1984), p. 17; Raphael et la second main. Raphael dans la gravure du XVIe siècle. Simulac res et prolifération. Genève et Raphael. Cabinet des estampes et Musée d'a rt et d'histoire, Genève, (Genève: 1984), p. 113; Rossi F., La Galleria dell'Accademia Carrara in Bergamo, (Roma: 1987), p. 56; Rossi F., Catalogo dei dipinti sec. 15.-16., (Bergamo: 1988), p. 45; Huse N./ Wolters W., Venezia l'arte del Rinascimento. Architettura, scultura, pittura 1460-1590, (Venezia: 1989), pp. 221-265; Goffen R., Giovanni Bellini, (Milano: 1990), pp. 45-49; Rossi F., Accademia Carrara di Belle Arti. Guida della Pinacoteca, (Bergamo: 1991), p. 17; Tempestini A., Giovanni Bellini. Catalogo completo dei dipinti, (Firenze: 1992), pp. 90-91; Pallucchini R., La pittura veneziana del Seicento, (Milano: 1993), v. I p. 207; Valcanover F., L'evoluzione di un'iconografia, Giovanni Bellini a Milano, 1995, p. 7; Aurenhammer H. H., Das Christuskind als tragischer Held? Eine antike Pathosformel in Giovanni Bellinis 'Lochis Madonna', Fremde Zeiten. Festschrift fur Jurgen Borchhardt zum sechzisten Geburtstag, 1996; Rossi F., Accademia Carrara. Itinerario didattico, (Bergamo: 1998), p. 6; Ferrari C., Donne e Madonne. Le Sacre Maternità di Giovanni Bellini, (Milano: 2000), p. 35; Tempestini A., Giovanni Bellini, (Milano: 2000), pp. 70-71; Armiraglio F., Bellini, (Milano: 2004), p. 102; Pacht O., La pittura veneziana del Quattrocento. I Bellini e Andrea Mantegna, (Torino: 2005), pp. 161-162; Brambilla Ranise G., La raccolta dimezzata. Storia della dispersione della pinacoteca di Guglie lmo Lochis (1789-1859), (Bergamo: 2007), p. 338; Pittura italiana dal Rinascimento al XVIII secolo. Capolavori dell'Accadem ia Carrara di Bergamo, (Cinisello Balsamo: 2008), pp. 80-81; Villa G. C. F., Giovanni Bellini, (Cinisello Balsamo: 2008), pp. 204-205; Villa G. C. F., Giovanni Bellini, (Cinisello Balsamo: 2008), pp. 204-205; I grandi veneti. Da Pisanello a Tiziano, da Tintoretto a Tiepolo. Capolavo ri dall'Accademia Carrara di Bergamo, (Cinisello Balsamo: 2010), pp. 50-53; AA VV, Accademia Carrara Bergamo. Dipinti italiani del Trecento e del Quattrocento., (Milano: Officina Libraria 2018), pp. 278-282, n. III.15 (scheda di G. Valagussa)
Mostre
1929, London, Royal Academy, Exhibition of Italian Art 1200-1900; 1948, Zurich, Kunsthaus Zurich, Kunstschätze der Lombardei; 1949, Venezia, Palazzo Ducale, Mostra di Giovanni Bellini; 2008, Losanna, Fondation de l'Ermitage, Pittura italiana dal Rinascimento al XVIII secolo. Capolavori dell'Accademia Carrara di Bergamo; 2008-2009, Roma, Scuderie del Quirinale, Giovanni Bellini; 2010, Roma, Chiostri del Bramante, I grandi veneti. Da Pisanello a Tiziano, da Tintoretto a Tiepolo. Capolavori dell'Accademia Carrara di Bergamo

La tavola appartiene a quell’esiguo gruppo di dipinti che si possono riferire senza dubbio alla mano del maestro. Maria e Gesù sono colti in un momento di tenerezza, con la Madre che cerca di tenere fermo il Bambino, la cui posa ardita rammenta le opere di Mantegna. Lo sguardo della Vergine, tuttavia, è malinconico e meditativo, quasi prevedesse il futuro sacrificio del Figlio, che si muove irrequieto su una balaustra di marmo rosa, forse anticipazione della pietra dell’unzione sulla quale verrà deposto prima della sepoltura. La luminosità tersa che bagna le due figure fa pensare alle opere veneziane di Antonello da Messina, ma l’esecuzione preziosa, con l’oro usato per lumeggiare il blu di lapislazzuli della veste di Maria, ricorda le origini bizantine della tradizione pittorica veneziana.

Madonna col Bambino | Bellini Giovanni (1430 ca./ 1516) | 81LC00140

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Note storiche

La tavola appartiene a quell’esiguo gruppo di dipinti che si possono riferire senza dubbio alla mano del maestro. Maria e Gesù sono colti in un momento di tenerezza, con la Madre che cerca di tenere fermo il Bambino, la cui posa ardita rammenta le opere di Mantegna. Lo sguardo della Vergine, tuttavia, è malinconico e meditativo, quasi prevedesse il futuro sacrificio del Figlio, che si muove irrequieto su una balaustra di marmo rosa, forse anticipazione della pietra dell’unzione sulla quale verrà deposto prima della sepoltura. La luminosità tersa che bagna le due figure fa pensare alle opere veneziane di Antonello da Messina, ma l’esecuzione preziosa, con l’oro usato per lumeggiare il blu di lapislazzuli della veste di Maria, ricorda le origini bizantine della tradizione pittorica veneziana.