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Seduta su una roccia, questa bambina cerca, con il tipico gesto della mano appoggiata alla fronte, dei pesci da catturare con il suo retino, appoggiato lungo la gamba destra. Nonostante le apparenze, non è sicura la nascita in pendant con il Giovane cacciatore, anch’esso esposto all’Accademia Carrara, alla quale le due sculture sono pervenute come doni di Federico Zeri, che le acquistò sul mercato come opere provenienti da una villa romana. Firmata sul bordo inferiore, la scultura rappresenta un’eccezione nella produzione dello scultore americano Randolph Rogers, quasi interamente destinata al mercato americano.
Indian Fisher Girl (Giovane pescatrice indiana d’America) | Rogers Randolph, 1825/ 1892 | 98ZR00046
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La scultura raffigura un bambino nell’atto di caricare la freccia di un piccolo arco tenuto in basso e, dalla cinta sull’addome, da cui pende una pelle di animale che ricopre il pube, è appesa una bisaccia; la capigliatura è riunita in alto, secondo la moda degli indiani d’America. Nonostante le apparenze, non è sicura la nascita in pendant con la Giovane pescatrice, anch’essa esposta all’Accademia Carrara, alla quale le due sculture sono pervenute come doni di Federico Zeri, che le acquistò sul mercato come opere provenienti da una villa romana. Firmata sul bordo inferiore, la scultura rappresenta un’eccezione nella produzione dello scultore americano Randolph Rogers, quasi interamente destinata al mercato americano.
Indian Hunter Boy (Giovane cacciatore indiano d’America) | Rogers Randolph, 1825/ 1892 | 98ZR00045
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Giunto nelle raccolte dell’Accademia Carrara nel 1900 per legato della contessa Emilia Woyna Piazzoni, questo ritratto marmoreo di Antonio Canova va probabilmente identificato con il busto richiesto nel 1808 dal nobile bergamasco Antonio Pezzoli ad Antonio d’Este. Si tratta del quarto busto dedicato dallo scultore veneziano al Canova, cui era legato non solo da una profonda amicizia, che risaliva agli anni della giovinezza, ma anche da rapporti lavorativi. Infatti, nonostante avesse un proprio studio dove svolgeva soprattutto attività di copista dall’antico e di restauratore, dal 1799 D’Este assunse la direzione dello studio del Canova. Nel busto in Accademia Carrara, che presenta strettissime analogie con il busto firmato e datato 1810 eseguito da D’Este per Gioacchino Murat (Napoli, Museo Nazionale di San Martino), Canova è ritratto in una dimensione più intima e quotidiana: il volto ha un atteggiamento naturale, l’espressione è intensa e la bocca è semiaperta, quasi in atto di proferire parola.
Busto di Antonio Canova | D’Este Antonio, 1755/ 1837 | 58SC00007
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Busto del professore Giuseppe Diotti | Manfredini Gaetano, 1800-1870 | 58SC00009
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Busto del conte Guglielmo Lochis | Giovanni Maria Benzoni, 1809/ 1873 | 58SC00017
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Profilo di San Luca | Bonazza Giovanni, 1654/ 1736 | 98ZR00026
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Profilo di san Marco | Bonazza Giovanni, 1654/ 1736 | 98ZR00027
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Pietro Bernini è uno dei protagonisti di spicco della scultura romana tardo-manierista, ma la sua figura è stata messa in ombra per molto tempo dalla personalità del figlio Gian Lorenzo, scultore, pittore e architetto tra i più noti dell’epoca barocca. La statua di Andromeda è entrata in Accademia Carrara grazie al legato di Federico Zeri, uno dei fautori della riscoperta dell’artista. La figlia di Cefeo e di Cassiopea, sovrani d’Etiopia, è rappresentata nel momento in cui, ancora incatenata alla roccia, volge lo sguardo verso Perseo, in procinto di liberarla dal drago, secondo quanto racconta Ovidio nelle Metamorfosi. Il marmo proviene dalla decorazione di una fontana, probabilmente quella del giardino del cardinale Scipione Borghese sul colle del Quirinale, nel cuore di Roma.
Andromeda | Bernini Pietro, 1562/ 1629 | 98ZR00008
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Busto di Bacco | Cavaceppi Bartolomeo, 1716/ 1799 | 98ZR00042
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Papa Paolo V Borghese è ritratto a capo scoperto, abbigliato con un prezioso piviale minuziosamente decorato con le figure dei santi Pietro e Paolo, e chiuso sul petto da un fermaglio con gemma centrale. Questo piccolo busto marmoreo deve ad Andrea Bacchi l’attribuzione a Nicolas Cordier, scultore lorenese molto affermato in ambiente romano prima dell’arrivo del giovane Bernini. Proveniente da Spoleto, dove fino al 1980 circa si trovava a palazzo Pucci della Genga, l’opera di Federico Zeri, donata all’Accademia Carrara, è un capolavoro della maturità di Cordier, probabilmente realizzato tra il 1610 e il 1612 circa, in ogni caso dopo il 1605, data dell’elezione a pontefice del Borghese.
Busto di Paolo V Borghese | Cordier Nicolas (1567 ca./ 1612) | 98ZR00007