NEWS | Un capolavoro di Fra Galgario entra nelle collezioni della Carrara
Il MiBACT ha recentemente acquistato il dipinto (presente nella storica Mostra del ritratto italiano dalla fine del sec XVI al 1861 a Firenze nel 1911 e vincolato dieci anni più tardi dal Ministero della Istruzione Pubblica), e lo ha affidato alla Direzione Regionale Musei Lombardia. Da qui, la scelta di dare il capolavoro in comodato all’Accademia Carrara, che ha formalmente accettato di esporlo subito e in permanenza per almeno cinque anni.
Un circuito virtuoso che dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo arriva all’Accademia Carrara tramite la Direzione Regionale Musei Lombardia: Ritratto di giovane gentiluomo di Fra Galgario (Giuseppe Ghislandi, 1655-1743), appartenuto ai conti Marenzi Pacciani, entra a far parte delle collezioni del museo.
Esposto da oggi nella sala dedicata al pittore bergamasco, Ritratto di giovane gentiluomo (1730-1735) rappresenta una delle testimonianze più emblematiche della ritrattistica di Fra Galgario, per equilibrio, esecuzione e capacità di fissare sulla tela con forza icastica la personalità del modello.
Per approfondire leggi l’analisi storico-vestimentaria “Uno sguardo sulla moda del primo Settecento nel Ritratto di giovane gentiluomo di Fra’ Galgario”
L’ingresso per comodato da parte della Direzione Regionale Musei Lombardia del magnifico Fra Galgario, acquistato dallo Stato italiano per assicurarlo per sempre al patrimonio pubblico, riceve l’entusiastico favore dell’Accademia Carrara.
Il museo dispone di trenta opere del maestro di origine bergamasca che in città, dopo una formazione veneziana, trascorse la maggior parte della sua vita.
L’allestimento del dipinto accanto agli altri Galgario esposti trova la sua collocazione ideale arricchendo la rassegna di ritratti che mette in scena la società dell’epoca con acume realistico e alta maestria di decoro.
Fra Galgario nel ritratto è stato un vero maestro, interprete oltremodo sensibile di un campionario umano di rara pluralità.
Individuare la Carrara come sede per la conservazione e l’esposizione del dipinto riveste inoltre un preciso valore per la storia del collezionismo, forte tratto identitario del museo: l’importante ritratto nasce a Bergamo e qui è stato conservato per secoli.
Le due coordinate dell’origine dell’artista e della luminosa storia del collezionismo di cui la città di Bergamo è espressione, hanno l’occasione di saldarsi meravigliosamente in questa circostanza.
M. Cristina Rodeschini