Diomede con il Palladio

Secondo il mito greco Diomede, re di Argo, arrivò fino a Troia per rubare il Palladio. Si trattava di una statuetta di Atena che, secondo la leggenda, proteggeva la città che la deteneva. Tuttavia, l’ignaro Diomede rubò solo una copia della statua, non riuscendo così a garantire la salvezza alla sua città. Questa placchetta è la riproduzione in bronzo di un calcedonio inciso e firmato da Dioskourides rinvenuto a Roma nel 1437 e, da quel momento, parte delle pià importanti collezioni di gemme antiche, come quella di papa Paolo II, al secolo Pietro Barbo.

Diomede con il Palladio | Officine medicee, Firenze, XV secolo | 22SCP0035

Apollo e Marsia (Sigillo di Nerone)

Questa placchetta è la replica in bronzo della più celebre gemma antica incisa e nota nel Rinascimento: il Sigillo di Nerone, una corniola incisa e firmata da Dioskourides oggi conservata presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli. La gemma ebbe una storia collezionistica straordinaria perché inizialmente di proprietà dei Medici, fu montata in argento da Lorenzo Ghiberti, per poi entrare nella raccolta del cardinale Alvise Trevisan e poi di papa Paolo II Barbo, a Roma. Infine, dal 1471, di nuovo a Firenze, tra i beni di Lorenzo il Magnifico, che la fece marchiare con il suo nome. Questa replica precede quel momento, perché non vi si trovano le iniziali di Lorenzo.

Apollo e Marsia (Sigillo di Nerone) | Officine medicee, Firenze, XV secolo | 22SCP0061