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Le tavole in origine erano nella parrocchiale di Scanzo, in provincia di Bergamo, e formavano un polittico, una pala d’altare composta da più pannelli inseriti in una struttura lignea decorata. Alla fine del Quattrocento, la committenza bergamasca guardava soprattutto a Milano, mentre fuori città, dove resisteva il gusto per i preziosi fondi oro, gli artisti si cercavano a Venezia. Vivarini era tra i più richiesti e nel cartiglio sul trono di Maria si firma orgogliosamente originario di Murano.
Madonna col Bambino in trono; Trinità; san Pietro; san Michele arcangelo (Polittico di Scanzo) | Vivarini Bartolomeo, 1430 ca./ 1491 post | 58AC00029-34
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Le tre tavole componevano il registro superiore di un polittico originariamente collocato sull’altare maggiore della chiesa di San Pietro a Cornalba, in Val Serina, vicino a Bergamo, dove sono ricordate come “iconam magnam inauratam” nella visita pastorale di san Carlo Borromeo nel settembre del 1575. Su un cielo azzurro brillante, percorso da nubi bianche sfilacciate, si stagliano al centro la Madonna con il Bambino, a sinistra San Giovanni Battista e Santa Caterina d’Alessandria (con il frammento di ruota nelle mani) e a destra l’anziano San Giacomo Maggiore con Santa Maria Maddalena, abbigliata con un prezioso vestito trapunto di gemme e perle. Al centro del grande polittico si trovava un San Pietro recante la firma “Christophorus Parmensis P(ictor)”, corrispondente al pittore Cristoforo Caselli.
Madonna col Bambino; Santi Giovanni Battista e Caterina d’Alessandria; Santi Maddalena e Giacomo Maggiore | Caselli Cristoforo detto Cristoforo de’ Temperelli, 1460 ca./ 1521 | 58AC00196,197,199
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Le tavole che compongono l’articolato polittico sono ancora conservate all’interno della cornice originale, intagliata in legno e dorata. Nella tavola centrale è raffigurata la Madonna, che prega guardando il Bambino, adagiato sulle sue ginocchia. Attorno a loro, nel cielo, si scorgono sei angeli, due dei quali intenti a reggere la sontuosa corona sul capo della Vergine; ai piedi dei protagonisti, invece, due figurette di san Domenico e di una monaca domenicana, che suggeriscono una provenienza del polittivo proprio da un contesto monastico. In alto, ai lati di un tondo con il volto di Dio Padre, il momento dell’Annunciazione. Nelle tavole laterali sono rappresentate le scene della Passione di Cristo, dalla Crocifissione, alla Deposizione nel sepolcro, fino al Noli me Tangere. In chiusura, in basso a destra, fuori contesto, un’Adorazione dei pastori. La temperatura stilistica del dipinto è quella della pittura veneziana della prima metà del Quattrocento, ancora fortemente agganciata ai bagliori tardogotici, ma con le prime aperture verso il Rinascimento.
Madonna col Bambino adorata da san Domenico e da una monaca domenicana; Storie della vita di Cristo | Lorenzo da Venezia detto Maestro di Ceneda (notizie 1429-1460 circa) | 81LC00021
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Cristo in pietà sorretto dalle donne | Ambrogio da Fossano detto Bergognone, 1451-1456/ 1525 | 58AC00043,170-171,273-274
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Cristo morto con la Madonna e Santi | Previtali Andrea, 1470-1480/ 1528 | 58AC00049-58AC00056
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Santi | Boselli Antonio, 1470-1480/ 1518 | 58AC00426,428,446,448
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Matrimonio mistico di Santa Caterina d’Alessandria | Marinoni Antonio, notizie dal 1493/ 1533 ante | 58AC00307-311,362,443,458,459