Carlo V d’Asburgo

Leone Leoni fu per diversi decenni lo scultore della corte imperiale e i primi lavori che fece per Carlo V furono proprio delle medaglie. Questa medaglia, in particolare, non fu un’invenzione solo di Leoni, ma lo scultore modellò il ritratto dell’imperatore partendo da un dipinto di Tiziano Vecellio. Il dipinto, oggi perduto a causa di un incendio, ritraeva Carlo con la moglie, Isabella d’Aviz di Portogallo e siamo fortunatamente in grado di conoscerlo grazie a una copia che di questo dipinto fece Peter Paul Rubens (oggi conservata al Palacio de Liria di Madrid). L’atmosfera privata del dipinto, e quindi della medaglia, mostra Carlo non in armatura, ma in abiti civili, con una berretta piatta e una veste, che lascia comunque intravvedere il collare dell’ordine del Toson d’oro.

Carlo V d’Asburgo | Leone Leoni, Arezzo, 1509-Milano, 1590; Vecellio Tiziano | 22SCM0511

Carlo V / Giove in lotta contro i Giganti

In questa grande medaglia di bronzo l’imperatore Carlo V è raffigurato al massimo della sua gloria bellica. Indossa una raffinatissima armatura decorata sul petto da racemi vegetali, tra i quali spunta una protome ferina, porta una fascia trasversale di tessuto e il collare dell’ordine del Toson d’oro, il più importante ordine cavalleresco del Cinquecento. Il capo dell’imperatore è anche cinto da una corona di alloro, come era d’uso tra gli imperatori della Roma antica. Al rovescio si legge una metafora del suo regno, ovvero la battaglia di Giove contro i Giganti, per la modellazione della quale Leone Leoni si ispirò alla stessa scena dipinta da Perin del Vaga nel palazzo Doria di Genova.

Carlo V / Giove in lotta contro i Giganti | Leone Leoni, Arezzo, 1509-Milano, 1590 | 22SCM0533

Carlo V e Filippo II / Colonne d’Ercole

Il diritto di questa medaglia mostra i busti accollati (il termine numismatico che significa accoppiati) dell’imperatore Carlo V e di suo figlio Filippo II. Al rovescio entro una cornice particolare, ovvero quella del collare dell’ordine del Toson d’oro, formata da acciarini alternati a pietre focaie, sorgiamo tra i flutti del mare due colonne, sopra le quali sta in bilico la corona imperiale e attorno alle quali, quasi a collegarle, si attorciglia un cartiglio sul quale sono scritte le parole PLVS OVLTRE, letteralmente ‘andare oltre’. Esse sono uno degli emblemi di Carlo V e ricorrono nelle immagini del sovrano.

Carlo V e Filippo II / Colonne d’Ercole | Leone Leoni, Arezzo, 1509-Milano, 1590 | 22SCM0213

Autoritratto / Andrea Doria

Realizzata in piombo e tramite la tecnica del conio, questa medaglia fu donata da Leone Leoni al signore di Genova, Andrea Doria. L’artista coniò questa medaglia proprio nel capoluogo ligure, dove era appena stato recrutato come incisore di conii presso la Zecca da Doria, e la donò al suo mecenate in segno di ringraziamento, perché egli, assumendolo, lo aveva salvato dalle galere pontificie, dove era condannato a scontare una lunga pena a causa di un reato commesso a Roma. Leoni, infatti, lavorava come incisore per la Zecca pontificia quando sfregiò un uomo, perdette l’incarico e venne condannato. A questa liberazione allude la catena da prigioniero che circonda il suo volto nella medaglia.

Autoritratto / Andrea Doria | Leone Leoni, Arezzo, 1509-Milano, 1590 | 22SCM0190