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Isabella Capua Gonzaga, principessa di Molfetta, era la moglie di Ferrante Gonzaga, il governatore di Milano durante il dominio spagnolo. Era anche la madre di Ippolita Gonzaga, fanciulla più volte effigiata in medaglia da Jacopo Nizzola da Trezzo, uno dei più prolifici medaglisti ed incisori di cristalli del panorama milanese della metà del Cinquecento. In questo micro-ritratto, firmato da Nizzola, la vediamo contrapposta ad una scena di sacrificio, nella quale una donna riccamente abbigliata con una lunga veste e un copricapo è raffigurata vicino ad un’ara sulla quale arde il fuoco sacro. Potrebbe essere la stessa Isabella, circondata da parole traducibili con “umilmente casta”, in riferimento alla condotta morale della donna.
Isabella Capua Gonzaga / Scena di sacrificio | Jacopo da Trezzo (Jacopo Nizzola), Trezzo d’Adda (Milano), 1510-Madrid, 1589 | 22SCM0197
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Nel 1555, data indicata sulla medaglia, l’imperatore Carlo V d’Asburgo cominciò a cedere progressivamente al figlio Filippo II, tutti i suoi titoli e i suoi domini sui territori europei a del Nuovo Mondo. La medaglia raffigura Filippo fiero, all’età di ventotto anni, abbigliato con una raffinata armatura, mentre al rovescio è raffigurata una metafora del suo regno. Al di sopra di un paesaggio che va dalle aspre montagne, al mare, fino alla costa urbanizzata sulla quale si distingue una città turrita, il dio Apollo attraversa il cielo sereno su di un cocchio trainato da quattro cavalli rampanti. Il dio greco è nudo, con solo un mantello leggero che gli copre le spalle, e possente guida la quadriga che transita dominante sopra il suo regno. Apollo diviene così allegoria di Filippo, che da quel momento avrebbe guidato l’impero reso grande dal padre Carlo, e con fermezza lo avrebbe traghettato da una stagione più aspra, come le montagne sulla sinistra, a un sereno momento di civiltà, alluso dalla rappresentazione della città sulla destra.
Filippo II di Spagna / Apollo in cielo su una quadriga | Jacopo da Trezzo (Jacopo Nizzola), Trezzo d’Adda (Milano), 1510-Madrid, 1589 | 22SCM0218
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L’inglese Maria I Tudor, nota anche come Maria la Sanguinaria, sposò Filippo II di Spagna il 25 luglio 1554, anno nel quale venne inventata e fusa in molti esemplari questa medaglia. L’iconografia del rovescio, una Pace che brucia delle armi, è metafora della restaurazione del cattolicesimo in Inghilterra da parte di Maria, suggellato dal matrimonio con il cattolico re di Spagna. La storia però non fu dalla parte di Maria e la sorella Elisabetta I, che le succedette, riportò il regno nel solco della religione anglicana.
Il ritratto al diritto non è una schietta invenzione del medaglista milanese Jacopo da Trezzo, ma traspone in rilievo un ritratto del pittore di corte Anthonis Mor (conservato in due diversi esemplari, al Prado di Madrid e all’Isabella Stewart-Gardner Museum di Boston).
Maria I Tudor / La Pace | Jacopo da Trezzo (Jacopo Nizzola), Trezzo d’Adda (Milano), 1510-Madrid, 1589 | 22SCM0392
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In questa medaglia firmata dal milanese Jacopo Nizzola compare al diritto il busto di Maria d’Asburgo, figlia dell’imperatore Carlo V e di Isabella d’Aviz di Portogallo, che sposò nel 1548 Massimiliano II, suo cugino, divenendo così archiduchessa d’Austria (ecco perché è nota con il nome di Maria d’Austria). Al rovescio compare la personificazione dell’Unione, in ricordo del ricongiungimento tra i due rami della famiglia Asburgo grazie al matrimonio di Maria e Massimiliano. L’Unione, brandendo un ramo d’ulivo, uno di alloro e un giunco, cammina sopra un cumulo di armi dismesse, che divengono così un simbolo di pace.
Maria d’Austria / L’Unione | Jacopo da Trezzo (Jacopo Nizzola), Trezzo d’Adda (Milano), 1510-Madrid, 1589 | 22SCM0201