Filippo II di Spagna / Apollo in cielo su una quadriga

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1555

Jacopo da Trezzo (Jacopo Nizzola)

Tipo di oggetto
medaglia
Soggetto
Filippo II di Spagna; Apollo in cielo su un carro
Materia e tecnica
argento, doratura (fusione)
Misure
diametro 69,1 mm; peso 97,9 gr
Acquisizione
donazione, Scaglia Mario, 2022
Dipartimento/Sezione
Scultura e arti decorative
Collezione
Collezione Mario Scaglia
Collocazione
Non esposto
Numero di inventario
22SCM0218
Bibliografia
G. Zaccariotto, La collezione di medaglie Mario Scaglia. Catalogo., (Bologna/Cinisello Balsamo: Fondazione Zeri/Silvana editoriale 2020), p. 236, n. 220

Nel 1555, data indicata sulla medaglia, l’imperatore Carlo V d’Asburgo cominciò a cedere progressivamente al figlio Filippo II, tutti i suoi titoli e i suoi domini sui territori europei a del Nuovo Mondo. La medaglia raffigura Filippo fiero, all’età di ventotto anni, abbigliato con una raffinata armatura, mentre al rovescio è raffigurata una metafora del suo regno. Al di sopra di un paesaggio che va dalle aspre montagne, al mare, fino alla costa urbanizzata sulla quale si distingue una città turrita, il dio Apollo attraversa il cielo sereno su di un cocchio trainato da quattro cavalli rampanti. Il dio greco è nudo, con solo un mantello leggero che gli copre le spalle, e possente guida la quadriga che transita dominante sopra il suo regno. Apollo diviene così allegoria di Filippo, che da quel momento avrebbe guidato l’impero reso grande dal padre Carlo, e con fermezza lo avrebbe traghettato da una stagione più aspra, come le montagne sulla sinistra, a un sereno momento di civiltà, alluso dalla rappresentazione della città sulla destra.

Filippo II di Spagna / Apollo in cielo su una quadriga | Jacopo da Trezzo (Jacopo Nizzola), Trezzo d’Adda (Milano), 1510-Madrid, 1589 | 22SCM0218

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Note storiche

Nel 1555, data indicata sulla medaglia, l’imperatore Carlo V d’Asburgo cominciò a cedere progressivamente al figlio Filippo II, tutti i suoi titoli e i suoi domini sui territori europei a del Nuovo Mondo. La medaglia raffigura Filippo fiero, all’età di ventotto anni, abbigliato con una raffinata armatura, mentre al rovescio è raffigurata una metafora del suo regno. Al di sopra di un paesaggio che va dalle aspre montagne, al mare, fino alla costa urbanizzata sulla quale si distingue una città turrita, il dio Apollo attraversa il cielo sereno su di un cocchio trainato da quattro cavalli rampanti. Il dio greco è nudo, con solo un mantello leggero che gli copre le spalle, e possente guida la quadriga che transita dominante sopra il suo regno. Apollo diviene così allegoria di Filippo, che da quel momento avrebbe guidato l’impero reso grande dal padre Carlo, e con fermezza lo avrebbe traghettato da una stagione più aspra, come le montagne sulla sinistra, a un sereno momento di civiltà, alluso dalla rappresentazione della città sulla destra.