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Il trentino Antonio Abondio fu uno dei più prolifici medaglisti e incisori di cristalli attivi presso la corte imperiale nel secondo Cinquecento. In questo micro-ritratto il volto di Rodolfo II d’Asburgo, figlio del defunto imperatore Massimiliano II, è contrapposto ad un’iconografia che celebra il primo anno di regno di Rodolfo. In basso l’aquila imperiale, che tiene tra gli artigli uno scettro, volge lo sguardo verso l’alto, dove sopra di lei si scorge una corona di alloro. Sta per spiccare il volo verso l’alto, dove le nubi si diradano e filtra la luce divina che benedice metaforicamente il nuovo regno.
Rodolfo II d’Asburgo / Aquila in volo | Antonio Abondio, Riva del Garda (Trento), 1538-Vienna, 1591 | 22SCM0331
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Un medaglista che ritrae un altro medaglista. In questo ritratto metallico il trentino Antonio Abondio immortala Jacopo Nizzola da Trezzo, ormai trasferito a Madrid, dove lavorava come scultore di corte per i sovrani di Spagna. La medaglia fu realizzata proprio durante il soggiorno spagnolo di Abondio, che raggiunse il collega tra il 1571 e il 1572. Al rovescio troviamo gli dei Minerva e Vulcano, personificazioni di ingenium (ingegno) e labor (lavoro), peculiarità dell’artista effigiato al diritto, ritratto di profilo verso sinistra, con una ricca veste bordata di pelliccia e con in volto i segni dell’età, dato che all’epoca aveva già 62 anni.
Jacopo Nizzola da Trezzo / Minerva e Vulcano | Antonio Abondio, Riva del Garda (Trento), 1538-Vienna, 1591 | 22SCM0215