Bartolomeo Colleoni. Immagine e fortuna
A chiusura della mostra COLLEONI 550. L’immagine del condottiero e del ciclo di celebrazioni per il 550° anniversario, la terza giornata di studio – organizzata dal Luogo Pio della Pietà – Istituto Bartolomeo Colleoni – propone un affascinante percorso attraverso medaglistica, miniatura, pittura, scultura e architettura, tra celebrazione encomiastica e ricerca della vera immagine.
Programma
9.30 – 13.00
Sessione mattutina
Coordina: Maria Luisa Pacelli (Direttrice Accademia Carrara)
Saluto del Luogo Pio Colleoni
1.
Giulia Zaccariotto (Università Ca’ Foscari, Venezia)
Pionieri della medaglia: prima e dopo Marco Guidizani
Il contributo vuole tornare a riflettere sulla medaglia che Marco Guidizani, scultore poco noto e privo di occorrenze documentarie, fuse e firmò per Bartolomeo Colleoni nella prima metà degli anni Cinquanta del Quattrocento. Un momento, questo, nel quale la medaglistica rinascimentale era ai suoi albori, ma soprattutto nelle corti degli stati territoriali e non certo in una Repubblica come quella di Venezia. La produzione di Guidizani sarà osservata nel suo insieme e in rapporto a quella degli artisti di area emiliano-romagnola come Giovanni Boldù, Matteo de’ Pasti e Sperandio Savelli, per meglio definire l’importanza dell’artista scelto dal condottiero per la realizzazione della sua effige metallica in piccolo formato.
2.
Mario Marubbi (Pinacoteca Civica Ala Ponzone, Cremona)
Bartolomeo Colleoni e il ritratto all’antica nella miniatura lombarda
Tra i monimenta che in vita o in morte celebrarono il Colleoni, ve n’è uno che il condottiero stesso contribuì a creare: si tratta della sua biografia scritta dal poeta piacentino Antonio Cornazzano (Commentariorum liber de vita et gestis Bartholomei Colei). La Biblioteca Angelo Mai conserva un esemplare di lusso di questo testo che si può a ragione definire uno dei codici rinascimentali più belli tra quelli confezionati in Lombardia. In particolare, alla carta 7v Giovan Pietro Birago realizzò una splendida miniatura a piena pagina in cui il condottiero appare a cavallo in armatura con la berretta da capitano e il bastone di comando secondo la condotta affidatagli fin dal 1445 dalla Repubblica di Venezia. La miniatura del Birago è probabilmente la più antica immagine eroica del Colleoni, concepita, e forse da lui stesso voluta, ben prima che la Repubblica gli erigesse il proprio tributo in Campo San Zanipolo e la città di Bergamo il più antico simulacro nella Cappella sulla piazza.
3.
Paolo Plebani (Fondazione Accademia Carrara, Bergamo)
L’immagine di Bartolomeo Colleoni. Il ritratto di Giovan Battista Moroni e la sua fortuna iconografica
L’intervento prende in esame il Ritratto di Bartolomeo Colleoni conservato presso il Luogo Pio Colleoni di Bergamo eseguito da Giovan Battista Moroni, approfondendone la genesi, la cronologia e il significato nell’ambito della costruzione dell’immagine pubblica del celebre condottiero. Attraverso il confronto con le più antiche effigi di Colleoni – dipinti votivi, medaglie, ritratti cinquecenteschi e incisioni – viene ricostruita l’evoluzione dell’iconografia del personaggio e individuato il ruolo svolto dal dipinto moroniano nella definizione di un modello destinato a larga fortuna. L’analisi mette in evidenza i rapporti tra il ritratto del Luogo Pio e la versione oggi al Castello Sforzesco di Milano, soffermandosi sui problemi di derivazione e di datazione delle diverse redazioni. La conferenza propone inoltre una riflessione sul valore storico e memoriale dell’opera, considerata come uno degli strumenti attraverso cui la memoria di Bartolomeo Colleoni venne trasmessa e rinnovata nella cultura figurativa bergamasca tra XVI e XIX secolo.
14.30 – 18.00
Sessione pomeridiana
Coordina: Maria Elisabetta Manca (Ateneo di scienze, lettere ed arti di Bergamo)
4.
Paolo Parmiggiani (Scuola Normale Superiore, Pisa)
Il linguaggio ornamentale della Cappella Colleoni
Il contributo prende in esame la Cappella Colleoni di Bergamo come uno degli episodi più significativi del linguaggio ornamentale lombardo del secondo Quattrocento. Attraverso la figura di Giovanni Antonio Amadeo, architetto e scultore, la Cappella sarà considerata come un organismo nel quale architettura scultura concorrono alla costruzione di un’immagine di forte densità visiva e rappresentativa. Il ricco apparato decorativo, fondato su marmi policromi, rilievi, motivi all’antica e soluzioni figurative di grande raffinatezza, sarà letto in rapporto alla vitalità della scultura lombarda e alla sua attenzione per la superficie, il dettaglio e gli effetti dei materiali. In questa prospettiva, il confronto con l’arte fiorentina offre molteplici elementi di riflessione, suggerendo affinità e possibili risonanze all’interno di un quadro della scultura italiana che aspetta di essere meglio definito.
5.
Giovanni Carlo Federico Villa (Palazzo Madama – Museo Civico d’arte Antica, Torino)
L’autore invisibile. Alessandro Leopardi e il monumento equestre a Bartolomeo Colleoni
Il monumento equestre a Bartolomeo Colleoni costituisce uno dei vertici della scultura rinascimentale e, al tempo stesso, uno dei casi più complessi di attribuzione nella storia dell’arte italiana. Tradizionalmente ricondotto all’invenzione di Andrea del Verrocchio, il gruppo bronzeo fu portato a compimento, dopo la morte del maestro fiorentino nel 1488, da Alessandro Leopardi, cui la Repubblica affidò la difficile fusione e la realizzazione del basamento. Muovendo dalle fonti documentarie, dalla firma apposta sulla cinghia del cavallo (Alexander Leopardus V. F. Opus) e dalle più recenti acquisizioni critiche, l’intervento propone una rilettura del rapporto tra ideazione, esecuzione e autorialità nel cantiere veneziano. L’eccezionalità del Colleoni non risiede soltanto nella straordinaria invenzione formale di Verrocchio, ma anche nelle soluzioni tecniche e strutturali elaborate da Leopardi, la cui competenza di fonditore rese possibile tradurre il modello in una delle più ardite fusioni monumentali del Rinascimento. Il monumento emerge così come il risultato di una paternità condivisa, nella quale invenzione artistica e sapere tecnico concorrono in modo inscindibile alla costruzione del capolavoro.
6.
Lorenzo Mascheretti (Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano)
Antonio Boselli alla tomba di Bartolomeo Colleoni: una proposta per le pitture murali
Nel registro superiore della tomba di Bartolomeo Colleoni, dietro alle sculture in marmo e al monumento equestre in legno dorato del condottiero, si riconoscono pitture murali rappresentanti un personaggio maschile e altre figure a grisaglia. Qui si propone di attribuirle al pittore bergamasco Antonio Boselli, già attivo per il Luogo Pio Colleoni (1513) e per la basilica di Santa Maria Maggiore (1514). Il contributo esamina i dipinti, precoci testimonianze della campagna decorativa che interessò la Cappella nel Cinquecento, e si interroga sul loro rapporto con le evidenze scultoree cui fanno da sfondo.
Giorni e orari
venerdì 09 ottobre 2026ore 9.30 – 18.00
Location
Biglietti e Prenotazioni
Partecipazione gratuita
I partecipanti potranno visitare la collezione permanente dell’Accademia Carrara prima dell’evento al prezzo speciale di €5 (anziché €10)
Prenotazione obbligatoria
Telefonando/scrivendo a +39 328 1721727 o scrivendo a prenotazioni@lacarrara.it