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La piccola Crocifissione con la Madonna e san Giovanni dolenti è incisa in un unico blocco di avorio e può essere confrontata con i maestri francesi che lavoravano questo materiale attorno alla metà del XIV secolo. Il rilievo era quasi certamente parte di un complesso più ampio, un polittico in avorio a più valve, spesso dotate di cerniere che consentivano ai fedeli di chiuderli e renderli così più trasportabili o adatti a particolari esigenze di culto. La montatura in bronzo dorato, infatti, è successiva e atta a rendere il rilievo in avorio una Pace oppure un altarolo per la devozione privata.
Crocifissione con Madonna e san Giovanni | Scultore francese | 22SCP0457
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Negli anni quaranta del Cinquecento Michelangelo Buonarroti consegnò alla sua cara amica poetessa Vittoria Colonna un raffinato disegno con la Madonna accovacciata ai piedi della croce, mentre alza le braccia e gli occhi al cielo in segno di disperazione, e con il corpo esanime di Cristo adagiato sulle sue ginocchia, sorretto a fatica da due angeli senz’ali.
L’invenzione michelangiolesca ebbe grande fortuna e fu copiata, negli anni a seguire, in stampe, dipinti, sculture e soprattutto placchette. Questi rilievi metallici venivano spesso inseriti in elaborate cornici dotate di maniglie, che fungevano da osculatoria (o instrumenta pacis), oggetti che venivano baciati dai fedeli durante la liturgia. Proprio a causa dell’usura dovuta a questa tradizione religiosa, questo esemplare ha perso la doratura in corrispondenza del corpo di Cristo.
Pietà con due angeli | Scultore veneto; Michelangelo Buonarroti, Arezzo, 1475-Roma, 1564 | 06SP00221