San Martino e il povero, san Giovanni Battista, san Sebastiano (Trittico di Torre Boldone)

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1491

Vivarini Bartolomeo

Tipo di oggetto
trittico
Soggetto
San Martino dona parte del mantello al povero; San Giovanni Battista; San Sebastiano
Materia e tecnica
tavola (pittura a tempera), oro (punzonatura)
Misure
altezza 118 cm; larghezza 232 cm; altezza 130 cm; larghezza 144,3 cm; spessore 7 cm
Acquisizione
immissione, Accademia Carrara, 1958
Collocazione
Non esposto
Numero di inventario
58AC00021
Bibliografia
AA VV, Accademia Carrara Bergamo. Dipinti italiani del Trecento e del Quattrocento., (Milano: Officina Libraria 2018), pp. 352-355, n. III.34 (scheda di G. Valagussa)

Proveniente dall’altare maggiore della chiesa di San Martino a Torre Boldone, questo trittico è firmato e datato 1491 dallo pittore stesso, il muranese Bartolomeo Vivarini. Nonostante la perdita quasi totale della doratura che copriva i cieli, il dipinto permette di apprezzare la la maniera tarda di Bartolomeo: le scene sono costruite su diversi livelli di natura arida e rocciosa, dove la vegetazione cresce rada, e dove i santi poggiano i loro piedi nodosi, mentre i corpi dalla muscolatura netta e definita sono coperti da panneggi metallici, delineati attraverso colori acidi e abbaglianti. Sembra un paesaggio lunare e inospitale quello in cui si stagliano i santi di Vivarini, dove, come unico rappresentante del mondo animale compare in primo piano un cardellino, simbolo della passione di Cristo, che tiene con le zampe un rametto della corona di spine, con la quale si è macchiato di rosso sangue le piume attorno al becco.

San Martino e il povero, san Giovanni Battista, san Sebastiano (Trittico di Torre Boldone) | Vivarini Bartolomeo, 1430 ca./ 1498 | 58AC00021

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Note storiche

Proveniente dall'altare maggiore della chiesa di San Martino a Torre Boldone, questo trittico è firmato e datato 1491 dallo pittore stesso, il muranese Bartolomeo Vivarini. Nonostante la perdita quasi totale della doratura che copriva i cieli, il dipinto permette di apprezzare la la maniera tarda di Bartolomeo: le scene sono costruite su diversi livelli di natura arida e rocciosa, dove la vegetazione cresce rada, e dove i santi poggiano i loro piedi nodosi, mentre i corpi dalla muscolatura netta e definita sono coperti da panneggi metallici, delineati attraverso colori acidi e abbaglianti. Sembra un paesaggio lunare e inospitale quello in cui si stagliano i santi di Vivarini, dove, come unico rappresentante del mondo animale compare in primo piano un cardellino, simbolo della passione di Cristo, che tiene con le zampe un rametto della corona di spine, con la quale si è macchiato di rosso sangue le piume attorno al becco.