San Gerolamo

Torna ai risultati

inizio sec. XVI

Scultore veneziano

Tipo di oggetto
placchetta
Soggetto
San Gerolamo
Materia e tecnica
rame (sbalzo)
Misure
altezza 166 mm; larghezza 141 mm; peso 295 gr
Acquisizione
donazione, Scaglia Mario, 2022
Dipartimento/Sezione
Scultura e arti decorative
Collezione
Collezione Mario Scaglia
Edificio
Accademia Carrara
Settore/Area
Esposizione permanente
Piano
2 piano
Sala
Sala 04
Numero di inventario
22SCP0271
Bibliografia
F. Rossi, La collezione Mario Scaglia: placchette, (Bergamo: Lubrina 2011), p. 111, n. III.7

La placca è realizzata sbalzando una lastra di rame, poi brunito e dorato per rendere coloristicamente le diverse figure che la abitano. San Gerolamo è qui ritratto a mezzo busto, con due pietre in mano, mentre piangente guarda il Crocifisso davanti a lui. Dietro di lui il grande galero, il cappello cardinalizio, è appeso quasi fuori dalla scena, mentre un fitto bosco fa da quinta e riempie tutto lo spazio disponibile. È un pezzo unico, non se ne conoscono repliche e frutto del lavoro di un artista abituato a lavorare con gli strumenti degli orefici. Su base stilistica, per confronto con le opere dei Lombardo, o del Maestro dell’altare Barbarigo, è possibile accostarlo alla scuola veneziana dell’inizio del Cinquecento.

San Gerolamo | Scultore veneziano, Venezia XVI secolo | 22SCP0271

Condividi

Note storiche

La placca è realizzata sbalzando una lastra di rame, poi brunito e dorato per rendere coloristicamente le diverse figure che la abitano. San Gerolamo è qui ritratto a mezzo busto, con due pietre in mano, mentre piangente guarda il Crocifisso davanti a lui. Dietro di lui il grande galero, il cappello cardinalizio, è appeso quasi fuori dalla scena, mentre un fitto bosco fa da quinta e riempie tutto lo spazio disponibile. È un pezzo unico, non se ne conoscono repliche e frutto del lavoro di un artista abituato a lavorare con gli strumenti degli orefici. Su base stilistica, per confronto con le opere dei Lombardo, o del Maestro dell’altare Barbarigo, è possibile accostarlo alla scuola veneziana dell’inizio del Cinquecento.