- Tipo di oggetto
- placchetta
- Soggetto
- San Gerolamo
- Materia e tecnica
- lega di rame (fusione)
- Misure
- altezza 142 mm; larghezza 107,5 mm; peso 760 gr
- Acquisizione
- donazione, Scaglia Mario, 2022
- Dipartimento/Sezione
- Scultura e arti decorative
- Collezione
- Collezione Mario Scaglia
- Edificio
- Accademia Carrara
- Settore/Area
- Esposizione permanente
- Piano
- 2 piano
- Sala
- Sala 04
- Numero di inventario
- 22SCP0461
- Bibliografia
- F. Rossi, La collezione Mario Scaglia: placchette, (Bergamo: Lubrina 2011), pp. 109-110, n. III.6
L’elevata qualità di questa scultura è evidente sia nella longilinea figura del santo dalla lunga barba colto di scorcio, mentre con una mano si tiene pudicamente il perizoma e con l’altra tiene il sasso con il quale si flagellerà, sia anche per la straordinaria resa del paesaggio che lo circonda. La natura cede il passo ad un paesaggio trasformato dall’uomo, dove spicca la facciata di una grande chiesa con tanto di portale decorato e alto campanile, e perfino la grotta dove appare il crocifisso sembra un’edicola costruita con la roccia. Non mancano alberi, cespugli ed erbe, tutti minuziosamente modellati. Grazie al confronto con altri suoi bronzi, la placca è stata attribuita a Bartolomeo Bellano, allievo padovano di Donatello.
San Gerolamo | Bellano Bartolomeo, 1434 ca./ 1496 o 1497 | 22SCP0461
Note storiche
L’elevata qualità di questa scultura è evidente sia nella longilinea figura del santo dalla lunga barba colto di scorcio, mentre con una mano si tiene pudicamente il perizoma e con l’altra tiene il sasso con il quale si flagellerà, sia anche per la straordinaria resa del paesaggio che lo circonda. La natura cede il passo ad un paesaggio trasformato dall’uomo, dove spicca la facciata di una grande chiesa con tanto di portale decorato e alto campanile, e perfino la grotta dove appare il crocifisso sembra un’edicola costruita con la roccia. Non mancano alberi, cespugli ed erbe, tutti minuziosamente modellati. Grazie al confronto con altri suoi bronzi, la placca è stata attribuita a Bartolomeo Bellano, allievo padovano di Donatello.