Madonna col Bambino

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1480

Jacopo (o Jacobello) di Antonello

Tipo di oggetto
dipinto
Soggetto
Madonna con Bambino
Materia e tecnica
tavola (pittura a tempera)
Misure
altezza 64,2 cm; larghezza 44,8 cm; altezza 76 cm; larghezza 58 cm; spessore 6 cm
Acquisizione
immissione, Accademia Carrara, 1958
Collezione
Collezione Giacomo Carrara
Edificio
Accademia Carrara
Settore/Area
Esposizione permanente
Piano
2
Sala
4
Numero di inventario
58AC00184
Bibliografia
[Lochis C./ Baglioni F.], Catalogo dei quadri esistenti nelle Gallerie della Accademia Carrara di Be lle Arti in Bergamo, (Bergamo: 1881), p. 28; Toesca P., Un dipinto di Jacobello di Antonello da Messina, Rassegna d'arte, 1911, p. 16; Traini G., Un grande artista del '400 dimenticato. Quattro dipinti di Jacopo d'Antone llo da Messina, La Sicilia Illustrata, 1911, p. 16; Borenius T., La mostra dei dipinti veneziani primitivi al Burlington Fine Artts Club, Rassegna d'arte, 1912, p. 89; Ricci C., Elenco dei quadri dell'Accademia Carrara in Bergamo, (Bergamo: 1912), p. 71 n. 329; Crowe J. A./ Cavalcaselle G. B., An history of Painting in North Italy, (London: 1912), p. 453; Scalia N., Antonello da Messina e la pittura in Sicilia. II. Antonello degli Antoni, Rassegna d'arte, 1913, pp. 201-202; Scalia N., Vita di Antonello da Messina del Vasari, (Firenze: 1914), pp. 32-33; Scalia N., Antonello da Messina e la pittura siciliana, (Milano: 1914), p. 32; Venturi A., La pittura del Quattrocento, Storia dell'Arte italiana, 1915, pp. 90-92; Berenson B., The study and criticism of italian art, (London: 1916), p. 108; Berenson B., Dipinti veneziani in America, (Milano: 1919), p. 47; Pinetti A., Il conte Giacomo Carrara e la sua Galleria: secondo il catalogo del 1796, (Bergamo: 1922), p. 128; Mauceri E., Antonello da Messina, (Messina: 1923); Gronau G., Jacopo di Antonello, Thieme-Becker, Allgemeines Kunstler Lexikon, 1924, v. XVIII p. 270; Sandberg Vavalà E., Un dipinto sconosciuto di Antonello de Saliba nel Museo di Verona, Bollettino d'arte, 1927, p. 562; De Francovich G., Un gruppo di sculture in legno umbro-marchigiane, Bollettino d'arte, 1928, p. 509; Ricci C., Accademia Carrara in Bergamo. Elenco dei quadri, (Bergamo: 1930), p. 67 n. 329; Bottari S., Ricerche intorno agli Antonelliani, Bollettino d'arte, 1931, p. 303; Morassi A., Itinerari dei Musei e Monumenti d'Italia. La Galleria dell'Accademia Carra ra in Bergamo, (Roma: 1934), p. 64; Marle van R., The development of the italian Schools of Painting, (The Hauge: 1934), pp. 331, 550; Berenson B., Metodo e attribuzioni, (Firenze: 1947), p. 157; D'Ancona P./ Gengaro M. L., Umanesimo e Rinascimento, (Torino: 1948), p. 364; Vigni G./ Carandente G., La pittura a Messina dopo Antonello, Antonello da Messina e la pittura del Quattrocento in Sicilia, 1953, pp. 31, 79; Longhi R., Frammento siciliano, Paragone, 1953, pp. 38-39; Bottari S., La pittura del Quattrocento in Sicilia, (Messina: 1954), p. 59; Ottino Della Chiesa A., Accademia Carrara, (Bergamo: 1955), p. 85; Berenson B., Italian Pictures of the Renaissance. 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Accademia Carrara di belle arti, (Bergamo: 1981), p. 13; Barbera G., Madonna col Bambino, Antonello da Messina, 1982, p. 214; Campagna Cicala F., Jacobello di Antonello, Antonello da Messina, 1982, p. 212; Marabottini A., Antonello: la vita e le opere, Antonello da Messina, 1982, p. 49; Marenzi G., Guida di Bergamo, 1824, (Bergamo: 1985), p. 136; Rossi F., Accademia Carrara: duecento anni, I Grandi Disegni italiani della Accademia Carrara, 1985, pp. 10, 13; Sricchia Santoro F., Antonello e l'Europa, (Milano: 1986), pp. 140, 170; Rossi F., La Galleria dell'Accademia Carrara in Bergamo, (Roma: 1987), p. 71; Campagna Cicala E., Jacobello di Antonello, La pittura in Italia. Il Quattrocento, 1987, v. II p. 655; Navarro F., La pittura a Napoli e nel Meridione nel Quattrocento, La pittura in Italia. Il Quattrocento, 1987, v. I pp. 458, 484; Sricchia Santoro F., De Antonio, Antonello (Antonello da Messina), Dizionario Biografico degli Italiani, 1987, v. XXXIII pp. 315-316; Rossi F., Catalogo dei dipinti sec. 15.-16., (Bergamo: 1988), pp. 160-161; Giannini C., Accademia Carrara Restauri 1835 - 1838, Osservatorio delle Arti, 1988, pp. 86, 90; Pugliatti T., Iacobello d'Antonio, filius non humani pictoris, Quaderni dell'Istituto di Storia dell'Arte Medioevale e Moderna, 1989, pp. 5-8; Rossi F., Accademia Carrara, 1824: la 'Guida' di Gerolamo Marenzi, Osservatorio delle Arti, 1989, pp. 91-92, 107-108; Campagna Cicala F., Jacobello di Antonello, La pittura nel Veneto. Il Quattrocento, 1990, v. II p. 751; Rossi F., Accademia Carrara di Belle Arti. Guida della Pinacoteca, (Bergamo: 1991), p, 16; Arbace L., Antonello da Messina. Catalogo completo dei dipinti, (Firenze: 1993), pp. 126-127; Barbera G., Antonello da Messina, (Milano: 1998), p. 29; Rossi F., Accademia Carrara. Itinerario didattico, (Bergamo: 1998), p. 6v; Savettieri C., Antonello da Messina, (Palermo: 1998), p. 72; Paccanelli R., Appendice documentaria, Giacomo Carrara (1714-1796) e il collezionismo d'arte a Bergamo. Saggi, fo nti, documenti, 1999, p. 285; La donazione Federico Zeri: cinquanta sculture per Bergamo, (Bergamo: 2000); The age of Van Eyck. The mediterranean World and Early Netherlandish Paint ing, (2002), p. 260; Italian paintings of the fiftheenth century. National Gallery of Art, Wash ington, (New York: 2003), p. 37; Antonello da Messina. L'opera completa, (Cinisello Balsamo: 2006), pp. 292-293; La peinture italienne de la Renaissance au XVIII siècle. Trésors de l'Acca demia Carrara de Bergame, (Cinisello Balsamo: 2008), pp. 82-83; I grandi veneti. Da Pisanello a Tiziano, da Tintoretto a Tiepolo. Capolavo ri dall'Accademia Carrara di Bergamo, (Cinisello Balsamo: 2010), pp. 54-55 n. 12; AA VV, Accademia Carrara Bergamo. Dipinti italiani del Trecento e del Quattrocento., (Milano: Officina Libraria 2018), pp. 291-294, n. III.18 (scheda di S. Baiocco); Stefano de Carolis, Ciliegie. Arte devozione benessere, (Turi: Edizioni Carta Bianca 2025), p. 139, fig. 75
Mostre
1953, Messina, Palazzo Comunale, Antonello da Messina e la pittura del '400 in Sicilia; 1982, Roma, Antonello da Messina; 2000, Bergamo, Palazzo della Ragione, La Donazione Federico Zeri. Cinquanta sculture per Bergamo; 15/3/2002-30/6/2002, Bruges, Stedelijke Musea, The Age of van Eyck. The Mediterraneam World and Early Netherlandish Paintings, 1430-1530; 18/3/2006-25/6/2006, Roma, Scuderie del Quirinale, Antonello da Messina; 27/6/2008-26/10/2008, Losanna, Fondation de l'Hermitage, La peinture italienne de la Renaissance au XVIII siècle. Trésors de l'Accademia Carrara de Bergame; 14/10/2010-30/1/2011, Roma, Chiostro del Bramante, I grandi veneti. Da Pisanello a Tiziano, da Tintoretto a Tiepolo. Capolavori dall'Accademia Carrara di Bergamo; 13/12/2018-10/2/2019, Palermo, Palazzo Abatellis, Antonello da Messina. Dentro la pittura; 21/2/2019-2/6/2019, Milano, Palazzo Reale, Antonello da Messina. Dentro la pittura

Il dipinto è l’unica opera firmata e datata del figlio di Antonello da Messina e anche il solo lavoro che gli si possa assegnare con certezza. Alla morte del padre, nel febbraio del 1479, Jacobello ne ereditò la bottega impegnandosi a terminare le opere rimaste incompiute: tra queste va probabilmente annoverata la Madonna dell’Accademia Carrara, acquistata dal conte Giacomo Carrara prima del 1780. Nella costruzione potentemente tridimensionale dei volti, nello scorcio virtuosistico della mano che regge il bacile di vetro trasparente e nel paesaggio costiero, descritto con una minuzia che rammenta la pittura fiamminga, Jacobello riprende infatti alcune idee del padre, artista “non umano”, ossia inimitabile, come si afferma nel cartiglio appoggiato in bilico sul parapetto.

Madonna col Bambino | Jacopo (o Jacobello) di Antonello, 1455 ca./ ante 1488 | 58AC00184

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Note storiche

Il dipinto è l’unica opera firmata e datata del figlio di Antonello da Messina e anche il solo lavoro che gli si possa assegnare con certezza. Alla morte del padre, nel febbraio del 1479, Jacobello ne ereditò la bottega impegnandosi a terminare le opere rimaste incompiute: tra queste va probabilmente annoverata la Madonna dell’Accademia Carrara, acquistata dal conte Giacomo Carrara prima del 1780. Nella costruzione potentemente tridimensionale dei volti, nello scorcio virtuosistico della mano che regge il bacile di vetro trasparente e nel paesaggio costiero, descritto con una minuzia che rammenta la pittura fiamminga, Jacobello riprende infatti alcune idee del padre, artista “non umano”, ossia inimitabile, come si afferma nel cartiglio appoggiato in bilico sul parapetto.