Madonna col Bambino

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1430 - 1435

Scultore toscano (da Donatello)

Tipo di oggetto
scultura
Soggetto
Madonna col Bambino
Materia e tecnica
terracotta (modellatura)
Misure
altezza 75,3 cm; larghezza 62,2 cm
Acquisizione
immissione, Comune di Bergamo, 1958
Collezione
Collezione Giovanni Morelli
Collocazione
Non esposto
Numero di inventario
58MR00118
Bibliografia
Elenco dei quadri legati all'Accademia Carrara dal compianto senatore Giovanni Morelli, Immissione del Comune di Bergamo nella titolarietà della Accademia Carrara . Atti e documenti, 1958, p. 3
Mostre
1979, Washington, Berenson and the Connoisseurship of italian Painting; 1987, Bergamo, Accademia Carrara, Giovanni Morelli da collezionista a conoscitore; 1988, Bergamo, Credito Bergamasco, Presentazione volume disegni Morelli; 12/11/2026-4/7/2027, Bergamo, Accademia Carrara, Federico Zeri. Un diario personale

Entro una cornice architettonica centinata la Madonna tiene stretto il Bambino con la mano destra, mentre entrambi guardano la delicata rosa che lei tiene nella mano sinistra. Il rilievo in terracotta, con leggere tracce di doratura sulle aureole e sulla veste della Vergine, si può stilisticamente collocare nell’ambito della produzione dello scultore Donatello e, più precisamente, in quel momento nel quale aveva bottega con Michelozzo a Prato (1425-1438). La qualità del modellato, però, non consente un’attribuzione al maestro, ma solo una più cauta derivazione da un originale di Donatello, replicato da un plasticatore toscano attivo in quegli stessi anni.

Madonna col Bambino | Scultore toscano (da Donatello) | 58MR00118

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Note storiche

Entro una cornice architettonica centinata la Madonna tiene stretto il Bambino con la mano destra, mentre entrambi guardano la delicata rosa che lei tiene nella mano sinistra. Il rilievo in terracotta, con leggere tracce di doratura sulle aureole e sulla veste della Vergine, si può stilisticamente collocare nell’ambito della produzione dello scultore Donatello e, più precisamente, in quel momento nel quale aveva bottega con Michelozzo a Prato (1425-1438). La qualità del modellato, però, non consente un’attribuzione al maestro, ma solo una più cauta derivazione da un originale di Donatello, replicato da un plasticatore toscano attivo in quegli stessi anni.