- Tipo di oggetto
- scultura
- Soggetto
- allegoria della Virtù vittoriosa sul Vizio
- Materia e tecnica
- marmo bianco (scultura)
- Misure
- altezza 42 cm; larghezza 21 cm; profonditu00e0 18,5 cm; altezza 10 cm; larghezza 25 cm; profonditu00e0 26 cm
- Acquisizione
- legato, Zeri Federico, 1998
- Collezione
- Collezione Federico Zeri
- Edificio
- Accademia Carrara
- Settore/Area
- Esposizione permanente
- Piano
- 2
- Sala
- 6
- Numero di inventario
- 98ZR00009
- Bibliografia
- Bacchi A., in Il conoscitore d'arte: Sculture dal XV al XIX secolo della collezione di Federico Zeri, (Milano: Electa 1989), pp. 30-31, n. 8; Faldi I., In famiglia. Le statue di Zeri, FMR, 1989, XIV, 70, p. 78; Tozzi S., Gli anni romani di Pietro Bernini: ascesa di un maestro, Pietro Bernini: un preludio al barocco, 1989, p. 45, ill. 1; Zeri F., Confesso che ho sbagliato. Ricordi autobiografici, (Milano: Longanesi 1995), p. 152; Zanuso S., Pietro Bernini, Scultura del '600 a Roma, 1996, p. 785, ill. 200; D'Agostino P., Pietro Bernini tra Manierismo e Barocco. Considerazioni su uno scultore "di transizione", Rendiconti della Accademia di Archeologia Lettere e Belle Arti, 1997-1998, 67, p. 166; Bacchi A., Del conciliare l'inconciliabile. Da Pietro a Gian Lorenzo Bernini: commissioni, maturazioni stilistiche e pratiche di bottega, Gian Lorenzo Bernini. Regista del barocco, 1999, p. 83, ill. 30; Fagiolo dell'Arco M., Bernini 'regista' del Barocco. Ragioni e percorso di una mostra, Gian Lorenzo Bernini. Regista del barocco, 1999, p. 21; Zanuso S., in Gian Lorenzo Bernini. Regista del Barocco, (Milano: Skira 1999), pp. 316-317, n. 30; Bacchi A., Rossi F., in La donazione Federico Zeri. Cinquanta sculture per Bergamo, (Bergamo: Accademia Carrara di Belle Arti 2000), pp. 18-19, 38-39; Mottola Molfino A., Ricordi personali dedicati a Federico Zeri, La donazione Federico Zeri. Cinquanta sculture per Bergamo, 2000, p. 90; Bacchi A., Federico Zeri collezionista, Venti modi di essere Zeri, 2001, pp. 48-50, ill. 28; Rossi F., La collezione di sculture di Federico Zeri: Donazione Accademia Carrara, (Milano: Civica Biblioteca d'Arte 2001), p. 8; Accademia Carrara di Belle Arti. Guida alla visita e catalogo delle opere esposte, (Bergamo: Bolis 2003), p. 103; Il museo in dono: 10 anni di doni, legati, depositi alla Accademia Carrara di Bergamo, (Bergamo: Bolis Edizioni 2004), p. 23; Kessler H.U., Pietro Bernini (1562-1629), (München: Hirmer Verlag 2005), pp. 339-340, n. A31, ill. 138-141; Migliorato A., Ipotesi sulla formazione di Pietro Bernini e sul rapporto con l'antico, La scultura meridionale in età moderna nei suoi rapporti con la circolazione mediterranea, 2007, vol. II, p. 41; Bacchi A., Bernini contro Bernini, Federico Zeri: dietro l'immagine; opere d'arte e fotografia, 2009, pp. 98, 102, n. XVIII; Il capolavoro non esiste. L'universo Zeri dall'Accademia Carrara di Bergamo al presente, (Torino: Allemandi 2011), pp. 18, 76, n. 8; La Bella C., in Sculture dalle collezioni Santarelli e Zeri, (Milano: Skira 2012), pp. 66 (ill.), 134, n. I.31; Lochman T., in Roma Eterna. 2000 Jahre Skulptur aus den Sammlungen Santarelli und Zeri, (Milano: Skira 2014), pp. 110-111, n. VII.29; Migliorato A., Esempi di ispirazione all'antico nella produzione scultorea di Ippolito Buzzi, Nicolas Cordier, Pietro Bernini, Mneme. Quaderni dei corsi di beni culturali e archeologia, I. Antico e moderno: Laboratorio di ricerche trasversali II, 2016, p. 207; Bacchi A., in Bernini, (Milano: Officina Libraria 2017), pp. 34-35, n. I.2; Bacchi A., Vita di Pietro Bernini, Giovanni Baglione, Le vite de' pittori, scultori et architetti, Roma 1642, 2022, pp. 597 nota 1742, 598 nota 1750; Moscariello G., in Catalogo scientifico digitale delle sculture della collezione Zeri, (2026), n. 10
- Mostre
- 10/3/1989-14/5/1989, Milano, Museo Poldi Pezzoli, Il conoscitore d'arte. Sculture dal XV al XIX secolo della collezione di Federico Zeri; 3/6/1989-23/7/1989, Bergamo, Accademia Carrara, Il conoscitore d'arte. Sculture dal XV al XIX secolo della collezione di Federico Zeri; 21/5/1999-16/9/1999, Roma, Palazzo Venezia, Gian Lorenzo Bernini. Regista del Barocco; 30/3/2000-25/6/2000, Bergamo, Palazzo della Ragione, La donazione Federico Zeri. Cinquanta sculture per Bergamo; 20/6/2004-29/8/2004, Bergamo, Accademia Carrara, Il museo in dono: 10 anni di doni, legati, depositi alla Accademia Carrara di Bergamo; 10/10/2009-10/1/2010, Bologna, Museo Civico Archeologico, Federico Zeri: dietro l'immagine; opere d'arte e fotografia; 13/5/2011-28/8/2011, Bressanone, Museo Diocesano / Palazzo Vescovile, Il capolavoro non esiste. L'universo Zeri dall'Accademia Carrara di Bergamo al presente; 14/4/2012-1/7/2012, Roma, Palazzo Sciarra, Sculture dalle collezioni Santarelli e Zeri; 5/6/2014-19/1/2015, Basilea, Antikenmuseum Basel und Sammlung Ludwig, Roma Eterna. 2000 Jahre Skulptur aus den Sammlungen Santarelli und Zeri; 21/10/2017-4/2/2018, Roma,Galleria Borghese, Bernini
Questo piccolo gruppo marmoreo animato da vivaci puttini, disposti agli angoli della base quadrata a cavallo di aquile e draghi, emblemi araldici della famiglia Borghese quasi sicuramente committente dell’opera, è sovrastato da una figura femminile che lotta vittoriosamente contro un Centauro, tradizionale simbolo del Vizio. Proveniente dalla collezione Aprosio di Montecarlo e acquistato da Federico Zeri intorno al 1960, il manufatto venne subito restituito a Pietro Bernini, il cui rapporto con casa Borghese era conosciuto a partire dall’inizio del Seicento. Considerando le dimensioni ridotte e il carattere non rifinito della composizione, si ipotizza fosse un modello preparatorio o dimostrativo per un gruppo plastico di grandi dimensioni da destinare alla decorazione di una fontana, forse ambientata all’interno di una grotta naturalistica o di una nicchia, i cui zampilli dovevano sgorgare dalle bocche degli animali araldici posizionati alla base del gruppo.
La Virtù sottomette il Vizio | Bernini Pietro, 1562/ 1629 | 98ZR00009
Note storiche
Questo piccolo gruppo marmoreo animato da vivaci puttini, disposti agli angoli della base quadrata a cavallo di aquile e draghi, emblemi araldici della famiglia Borghese quasi sicuramente committente dell'opera, è sovrastato da una figura femminile che lotta vittoriosamente contro un Centauro, tradizionale simbolo del Vizio. Proveniente dalla collezione Aprosio di Montecarlo e acquistato da Federico Zeri intorno al 1960, il manufatto venne subito restituito a Pietro Bernini, il cui rapporto con casa Borghese era conosciuto a partire dall'inizio del Seicento. Considerando le dimensioni ridotte e il carattere non rifinito della composizione, si ipotizza fosse un modello preparatorio o dimostrativo per un gruppo plastico di grandi dimensioni da destinare alla decorazione di una fontana, forse ambientata all'interno di una grotta naturalistica o di una nicchia, i cui zampilli dovevano sgorgare dalle bocche degli animali araldici posizionati alla base del gruppo.