Giulia Teresa Marenzi bambina

Torna ai risultati

inizio sec. XX

Panzeri Luigi

Tipo di oggetto
busto
Soggetto
Giulia Teresa Marenzi bambina
Materia e tecnica
pietra arenaria (scultura)
Misure
altezza 37 cm; larghezza 29 cm; profonditu00e0 36 cm
Acquisizione
legato, Marenzi Giovanni, 1921
Collocazione
Non esposto
Numero di inventario
58SC00025
Bibliografia
Comune di Bergamo, Immissione del Comune di Bergamo nella titolarietà della Accademia Carrara, (Bergamo: 1958), p. 21 n. 25; Rossi F., Accademia Carrara. 4. Catalogo dei dipinti sec. XIX, (Bergamo: 1995), pp. 86-87; Accademia Carrara di Bergamo. I dipinti dell'Ottocento, (Milano: 2005), p. 21

Il manufatto, che fa parte del lascito Giovanni Marenzi del 1921 composto da più di trenta opera tra pitture e sculture, raffigura Giulia Marenzi bambina, più piccola rispetto a quella scolpita da Luigi Secchi nel 1902 e da quella ritratta da Pietro Bouvier nel 1904, opere anch’esse conservate in Accademia Carrara. Il busto poggia su un alto basamento decorato con tralci di rose dove sono riportati versi di Lamartine (“C’etait/ Le charme ou/ le sous/ de mes jeux/ de mes heures/ Mon matin/ non soir et ma nuit/ Maiuteuant/ tout est mort/ dans ma maison/ aride./ Lemartine”). È opera dello scultore lombardo Luigi Panzeri, che con ogni probabilità la realizzò all’inizio del Novecento.

Giulia Teresa Marenzi bambina | Panzeri Luigi, 1856-1939 | 58SC00025

Condividi

Note storiche

Il manufatto, che fa parte del lascito Giovanni Marenzi del 1921 composto da più di trenta opera tra pitture e sculture, raffigura Giulia Marenzi bambina, più piccola rispetto a quella scolpita da Luigi Secchi nel 1902 e da quella ritratta da Pietro Bouvier nel 1904, opere anch'esse conservate in Accademia Carrara. Il busto poggia su un alto basamento decorato con tralci di rose dove sono riportati versi di Lamartine ("C'etait/ Le charme ou/ le sous/ de mes jeux/ de mes heures/ Mon matin/ non soir et ma nuit/ Maiuteuant/ tout est mort/ dans ma maison/ aride./ Lemartine"). È opera dello scultore lombardo Luigi Panzeri, che con ogni probabilità la realizzò all'inizio del Novecento.