- Tipo di oggetto
- medaglia
- Soggetto
- Giovanni II Bentivoglio; Putti reggistemma
- Materia e tecnica
- lega di rame (fusione)
- Misure
- diametro 111,2 mm; peso 515 gr
- Acquisizione
- donazione, Scaglia Mario, 2022
- Dipartimento/Sezione
- Scultura e arti decorative
- Collezione
- Collezione Mario Scaglia
- Edificio
- Accademia Carrara
- Settore/Area
- Esposizione permanente
- Piano
- 2
- Sala
- 5
- Numero di inventario
- 22SCM0405
- Bibliografia
- G. Zaccariotto, La collezione di medaglie Mario Scaglia. Catalogo., (Bologna/Cinisello Balsamo: Fondazione Zeri/Silvana editoriale 2020), pp. 54-55, n. 33
- Mostre
- 28/6/2024-6/10/2024, National Museum in Krakow, Winged. Putti in the art of the Renaissance
Questa medaglia di grande modulo raffigura il busto del signore di Bologna, Giovanni II Bentivoglio, raffigurato con un copricapo a zuccotto e una veste completata da una lunga collana a catena (la stessa che indossa nel suo ritratto firmato da Lorenzo Costa, conservato alle Gallerie degli Uffizi di Firenze). Al rovescio due putti alati reggono il suo stemma di famiglia, con il campo bipartito dalla sega a sette denti, e sotto di essi di legge la firma dell’artista, il metallurgo e coroplasta (modellatore di terracotta) Sperandio Savelli da Mantova, che negli anni sessanta del Quattrocento si trovava a Bologna, dove divenne presto il più quotato medaglista.
Giovanni II Bentivoglio / Putti reggistemma | Sperandio Savelli, Mantova, 1426/1428-Venezia, post 1504 | 22SCM0405
Note storiche
Questa medaglia di grande modulo raffigura il busto del signore di Bologna, Giovanni II Bentivoglio, raffigurato con un copricapo a zuccotto e una veste completata da una lunga collana a catena (la stessa che indossa nel suo ritratto firmato da Lorenzo Costa, conservato alle Gallerie degli Uffizi di Firenze). Al rovescio due putti alati reggono il suo stemma di famiglia, con il campo bipartito dalla sega a sette denti, e sotto di essi di legge la firma dell’artista, il metallurgo e coroplasta (modellatore di terracotta) Sperandio Savelli da Mantova, che negli anni sessanta del Quattrocento si trovava a Bologna, dove divenne presto il più quotato medaglista.