- Tipo di oggetto
- medaglia
- Soggetto
- Filippo Maria Visconti; Visconti in armi con scudieri
- Materia e tecnica
- lega di rame (fusione)
- Misure
- diametro 102,2 mm; peso 403 gr
- Acquisizione
- donazione, Scaglia Mario, 2022
- Dipartimento/Sezione
- Scultura e arti decorative
- Collezione
- Collezione Mario Scaglia
- Edificio
- Accademia Carrara
- Settore/Area
- Esposizione permanente
- Piano
- 2 piano
- Sala
- Sala 02
- Numero di inventario
- 22SCM0424
- Bibliografia
- G. Zaccariotto, La collezione di medaglie Mario Scaglia. Catalogo., (Bologna/Cinisello Balsamo: Fondazione Zeri/Silvana editoriale 2020), p. 24, n. 3
La medaglia fu probabilmente fusa per celebrare la Pace di Cremona, un patto sancito il 20 novembre del 1441 tra la Serenissima Repubblica di Venezia e il Ducato di Milano per la spartizione del nord Italia. Filippo Maria Visconti era il signore di Milano e Pisanello lo aveva già raffigurato in un minuzioso disegno (Louvre), forse preparatorio per la medaglia. Il duca è rappresentato al diritto con una singolare berretta all’italiana, rigida sulla fronte, poi floscia nella parte superiore, e con una raffinata veste damascata, sulla quale spicca, l’emblema della colombina entro una ghirlanda sormontata dalla corona ducale.
Al rovescio, entro un brullo paesaggio roccioso, Visconti è riconoscibile nel cavaliere in armi sul cavallo rivolto verso sinistra, perché il suo cimiero termina con il biscione visconteo che mangia il saraceno, presente sul suo stemma di famiglia. Sulla destra si vedono due scudieri, anch’essi a cavallo, e in fondo, in secondo piano una figura femminile nuda che brandisce una spada, è in piedi su una cupola che pare essere quella del battistero di Cremona, dietro il quale si staglia anche il campanile, detto il Torrazzo.
Filippo Maria Visconti / Visconti in armi con scudieri | Pisanello (Antonio di Puccio Pisano), Pisa (?), ante 1394 – Roma, 1455 | 22SCM0424
Note storiche
La medaglia fu probabilmente fusa per celebrare la Pace di Cremona, un patto sancito il 20 novembre del 1441 tra la Serenissima Repubblica di Venezia e il Ducato di Milano per la spartizione del nord Italia. Filippo Maria Visconti era il signore di Milano e Pisanello lo aveva già raffigurato in un minuzioso disegno (Louvre), forse preparatorio per la medaglia. Il duca è rappresentato al diritto con una singolare berretta all’italiana, rigida sulla fronte, poi floscia nella parte superiore, e con una raffinata veste damascata, sulla quale spicca, l’emblema della colombina entro una ghirlanda sormontata dalla corona ducale.
Al rovescio, entro un brullo paesaggio roccioso, Visconti è riconoscibile nel cavaliere in armi sul cavallo rivolto verso sinistra, perché il suo cimiero termina con il biscione visconteo che mangia il saraceno, presente sul suo stemma di famiglia. Sulla destra si vedono due scudieri, anch’essi a cavallo, e in fondo, in secondo piano una figura femminile nuda che brandisce una spada, è in piedi su una cupola che pare essere quella del battistero di Cremona, dietro il quale si staglia anche il campanile, detto il Torrazzo.