Episodi della storia di Griselda: Gualtieri e i cittadini di Saluzzo

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ca. 1450

Francesco di Stefano detto Pesellino (1422 ca./ 1457)

Tipo di oggetto
pannello dipinto
Soggetto
Gualtieri e i cittadini di Saluzzo
Materia e tecnica
tavola (pittura a tempera)
Misure
altezza 43,6 cm; larghezza 49 cm; spessore 3 cm
Acquisizione
immissione, Comune di Bergamo, 1958
Collezione
Collezione Giovanni Morelli
Edificio
Accademia Carrara
Settore/Area
Esposizione permanente
Piano
2
Sala
1
Numero di inventario
58MR00009
Bibliografia
Lermolieff I. [Morelli G.], Kunstkritische Studien über italienische Malerei, 1. Die Galerien Borghese und Doria Panfili in Rom, (Leipzig: 1890), pp. 335, 337; Catalogo delle opere d'arte del senatore dottor Giovanni Morelli, legate a questa Accademia e costituenti la Galleria Morelli, (Bergamo: 1892), p. 9, n. 9; Frizzoni G., La Galleria Morelli in Bergamo, (Bergamo: Bolis 1892), pp. 6-8, tav. III; Frizzoni G., La raccolta del senatore Giovanni Morelli in Bergamo, in Archivio Storico dell'Arte, 1892, S. I, V, pp. 220, 222; Lermolieff I. [Morelli G.], Italian painters. Critical studies of their works, 1. The Borghese and Doria-Pamfili Galleries in Rome, (London: 1892), pp. 255 e nota 6, 257 e nota 8; A.M., Recensione a G. Frizzoni, "La Galleria Morelli in Bergamo", Archivio Storico dell'Arte, 1893, S. I, VI, p. 148; Cavalcaselle G.B., Crowe J.A., Storia della pittura in Italia. Dal secolo II al secolo XVI, VI, (Firenze: 1894), pp. 33-34; Frizzoni G., Le gallerie dell'Accademia di Carrara in Bergamo. La Galleria Carrara; la Galleria Lochis; la Galleria Morelli, in L'arte in Bergamo e l'Accademia Carrara. Pubblicazione fatta a cura del Circolo Artistico di Bergamo e col concorso dell'Accademia nel 1° centenario della sua fondazione, 1897, pp. 82-83; Weisbach W., Francesco Pesellino und die Romantik der Renaissance, (Berlin: 1901), pp. 93-94, tav. 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LXI, cat. 268; Van Marle R., The development of the Italian schools of painting, X, (Den Haag: 1928), pp. 491, 520; Ricci C., Accademia Carrara in Bergamo. Elenco dei quadri, (Bergamo: 1930), p. 86, nn. 511-512; Berenson B., Italian Pictures of the Renaissance. A list of the principal artists and their works with an index of places, (Oxford: 1932), p. 442; Gronau G., Pesellino, in Allgemeines Lexikon der bildenden Künstler von der Antike bis zur Gegenwart, 1932, p. 463; Morassi A., La Galleria dell'Accademia Carrara in Bergamo, (Roma: 1934), pp. 16, 42, nn. 511-512; Berenson B., Pitture italiane del Rinascimento. Catalogo dei principali artisti e delle loro opere con un indice dei luoghi, (Milano: 1936), p. 380, nn. 511-512; D'Ancona P., Gengaro M.L., Umanesimo e Rinascimento, (Torino: 1948), p. 176; Kunstschätze der Lombardei. 500 vor Christus - 1800 nach Christus, (Zürich: 1948), p. 8, cat. 613; Lorenzo il Magnifico e le arti, (Firenze: 1949), p. 32, cat. 16; Baroni C., Dell'Acqua G.A., Tesori d'arte in Lombardia, (Milano: 1952), p. 44, cat. 83; Elenco delle opere esposte, (Bergamo: 1954), p. 3, nn. 511-512, catt. 22-23; Zucchelli N., Capolavori d'arte in Bergamo, (Bergamo: 1954), tav. III; Elenco delle opere esposte, (Bergamo: 1955), p. 5, nn. 511-512, catt. 22-23; Ottino Della Chiesa A., Accademia Carrara, (Bergamo: 1955), pp. 17, 19, 217; Angelini L., Il nuovo ordinamento della pinacoteca dell'Accademia Carrara di Belle Arti in Bergamo, in Musei e gallerie d'Italia, 1957, 2, p. 29 [p. 10 dell'estratto]; Wittgens F., Dipinti celebri della Accademia Carrara, (Milano: 1957), p. 12, tav. 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I, p. 167; Ferrari M.L., Cassoni rinascimentali, (Milano: 1964), pp. 114-115; Ottino Della Chiesa A., La Galleria dell'Accademia Carrara in Bergamo, con l'elenco delle opere, (Milano: 1964), pp. 4, 26-27, 78, 84, nn. 511-512; Dalli Regoli G., Pesellino, Francesco di Stefano detto, Le Muse. Enciclopedia di tutte le arti, IX, 1967, p. 120; Ottino Della Chiesa A., Accademia Carrara, (Bergamo: 1967), pp. 8, 17-19, 209-210, tav. II; Russoli F., Accademia Carrara. Galleria di Belle Arti in Bergamo. Catalogo ufficiale, (Bergamo: 1967), p. 25, nn. 511-512; Callmann E., Apollonio di Giovanni, (Oxford: 1974), p. 86; Russoli F., Accademia Carrara. Catalogo provvisorio della Pinacoteca, (Bergamo: 1976), p. 25, nn. 511-512; Lazzari L., Visitiamo assieme la «Carrara», I, (Bergamo: 1979), pp. 170, 172; Rossi F., Accademia Carrara, Bergamo. Catalogo dei dipinti, (Bergamo: 1979), p. 36, nn. 921-922; Wohl H., The paintings of Domenico Veneziano ca. 1410-1461. A study in Florentine art of the early Renaissance, (Oxford: 1980), p. 155, tav. 187; Szabó G., I grandi disegni italiani della collezione Lehman al Metropolitan Museum di New York, (Milano: 1982), p. s.n., cat. 7; Panzeri M., La Raccolta Morelli nell'Accademia Carrara di Bergamo: un'ipotesi ricostruttiva del primo allestimento, in Archivio Storico Bergamasco, 1985, V, pp. 65, 68; Rossi F., Accademia Carrara: duecento anni, in I grandi disegni italiani della Accademia Carrara in Bergamo, 1985, pp. 46-47 fig. 36; Zeri F., Rossi F., La raccolta Morelli nell'Accademia Carrara, (Cinisello Balsamo: 1986), pp. 72-74, catt. 8-9, pp. 276-277 [ed. tascabile pp. 34-36, catt. 8-9]; Panzeri M., Il visitatore, volgendo lo sguardo all'intorno... Note sul primo allestimento della raccolta Morelli presso l'Accademia Carrara, Giovanni Morelli da collezionista a conoscitore, 1987, p. 18; Rossi F., Giovanni Morelli collezionista, Giovanni Morelli da collezionista a conoscitore, 1987, p. 13; Rossi F., La Galleria dell'Accademia Carrara in Bergamo, (Roma: 1987), pp. 13, 81, nn. 921-922; Rossi F., Accademia Carrara. I. Catalogo dei dipinti sec. XV-XVI, (Cinisello Balsamo: 1988), p. 244, nn. 921-922, tav. XXVIII; Angelini A., in Pittura di luce. Giovanni di Francesco e l'arte fiorentina di metà Quattrocento, (Milano: 1990), p. 125, fig. 81, p. 126; Morelli G., Della pittura italiana. Studii storico critici. Le Gallerie Borghese e Doria Pamphili in Roma [1897], (Milano: 1991), pp. 270-271, 469 nota 7; Recanati M.G., Rossi F., Accademia Carrara. Le raccolte, I, (Bergamo: 1996), pp. 26-27, fig. ; Rossi M., I dipinti, in Boccaccio visualizzato. Narrare per parole e per immagini fra Medioevo e Rinascimento, II. Opere d'arte d'origine italiana, 1999, pp. 206-207, cat. 70; Boskovits M., in Italian Paintings of the Fifteenth Century. The collections of the National Gallery of Art, (New York: 2003), p. 569; Francesco di Stefano detto il Pesellino. Storia di Gualtieri e Griselda, (Treviglio: 2009), p. s.n.; Staderini A., in Virtù d'amore. Pittura nuziale nel Quattrocento fiorentino, (Firenze: 2010), pp. 190-191, cat. 11; Caldera M., Griselda dipinta, in Griselda. Metamorfosi di un mito nella società europea, 2011, pp. 265-267; Charles C., in Hay máy en ti. Imágenes de la mujer en la Edad Media (siglos XIII-XV), (Bilbao: 2011), pp. 405-408, cat. 45; Valagussa G., in Grandi pittori del Rinascimento dall'Accademia Carrara di Bergamo, (Moskva: 2014), pp. 54-61, catt. 6-7; Valagussa G., in 100 capolavori dell'Accademia Carrara, (Milano: Officina Libraria 2015), pp. 66-67, cat. 24; Locatelli V., in Accademia Carrara Bergamo. Dipinti italiani del Trecento e del Quattrocento. Catalogo completo, (Milano: Officina Libraria 2018), pp. 35-38, n. I.9
Mostre
1948, Zurich, Kunsthaus Zurich, Kunstschätze der Lombardei; 18/10/2018-3/2/2019, Monaco, Alte Pinakothek, Florence And Its Painters: From Giotto to Leonardo da Vinci

Il foro per la chiave (ancora visibile sul pannello più grande benché celato da un ritocco) indica che le tavole in origine erano unite e costituivano il fronte di un cassone, un arredo comune nelle case dell’epoca, spesso utilizzato per custodire la dote nuziale. La storia di Griselda è coerente con questa funzione, essendo la vicenda di una donna sottoposta dal marito alle prove più crudeli per saggiarne la fedeltà, come racconta Giovanni Boccaccio in una celebre novella del Decameron.

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Note storiche

Il foro per la chiave (ancora visibile sul pannello più grande benché celato da un ritocco) indica che le tavole in origine erano unite e costituivano il fronte di un cassone, un arredo comune nelle case dell’epoca, spesso utilizzato per custodire la dote nuziale. La storia di Griselda è coerente con questa funzione, essendo la vicenda di una donna sottoposta dal marito alle prove più crudeli per saggiarne la fedeltà, come racconta Giovanni Boccaccio in una celebre novella del Decameron.