- Tipo di oggetto
- dipinto
- Soggetto
- Cristo crocifisso con devoto
- Materia e tecnica
- tela (pittura a olio)
- Misure
- altezza 135.7 cm; larghezza 90.7 cm
- Acquisizione
- legato, Lochis Guglielmo, 1866
- Collezione
- Collezione Guglielmo Lochis
- Edificio
- Accademia Carrara
- Settore/Area
- Esposizione permanente
- Piano
- 2
- Sala
- 4
- Numero di inventario
- 81LC00180
- Bibliografia
- Lochis G., La Pinacoteca e la Villa Lochis alla Crocetta di Mozzo presso Bergamo con notizie biografiche degli autori dei quadri, (Bergamo: 1858), n. A/19; Crowe J. A./ Cavalcaselle G. B., A history of Painting in north Italy : Venice, Padua, Vicenza, Verona, Fer rara, Milan, Friuli, Brescia, from the fourteenth to the sixteenth century, (London: 1871), p. 420; [Lochis C./ Baglioni F.], Catalogo dei quadri esistenti nelle Gallerie della Accademia Carrara di Be lle Arti in Bergamo, (Bergamo: 1881), p. 87; Ricci C., Elenco dei quadri dell'Accademia Carrara in Bergamo, (Bergamo: 1912), p. 82; Venturi A., La pittura del Quattrocento, Storia dell'Arte italiana, 1915, v. VII/4 p. 622; Ricci C., Accademia Carrara in Bergamo. Elenco dei quadri, (Bergamo: 1930), p. 79; Morassi A., Itinerari dei Musei e Monumenti d'Italia. La Galleria dell'Accademia Carra ra in Bergamo, (Roma: 1934), p. 29; Ottino Della Chiesa A., La Galleria dell'Accademia Carrara in Bergamo: con l'elenco delle opere, (Milano: 1964), p. 70; Russoli F., Accademia Carrara. Catalogo, (Bergamo: 1967), p. 36; Russoli F., Accademia Carrara. Catalogo provvisorio della Pinacoteca, (Bergamo: 1976), p. 36; Proposte di restauro. Dipinti nel primo Cinquecento nel Veneto, (Castelfranco Veneto: 1978), p. 93; Rossi F., Accademia Carrara. Catalogo generale dei dipinti, (Bergamo: 1979), p. 165; Rossi F., Guida della Pinacoteca. Accademia Carrara di belle arti, (Bergamo: 1981), p. 19; Rossi F., Accademia Carrara di Belle Arti. Guida della Pinacoteca, (Bergamo: 1984), p. 24; Fossaluzza G., Vittore Belliniano, Fra' Marco Pensaben e Giovanni Girolamo Savoldo: la "S acra Conversazione" in San Niccolò a Treviso, Studi trevisani, 1985; Rossi F., La Galleria dell'Accademia Carrara in Bergamo, (Roma: 1987), p. 91; Rossi F., Catalogo dei dipinti sec. 15.-16., (Bergamo: 1988), p. 51; Rossi F., Accademia Carrara di Belle Arti. Guida della Pinacoteca, (Bergamo: 1991), p. 24; Lucco M., Venezia 1500-1540, La pittura nel Veneto. Il Cinquecento, 1996, p. 127; Rossi F., Accademia Carrara. Itinerario didattico, (Bergamo: 1998), p. 8v; La pittura nel Veneto. Il Cinquecento, (Milano: 1999), p. 1272; Brambilla Ranise G., La raccolta dimezzata. Storia della dispersione della pinacoteca di Guglie lmo Lochis (1789-1859), (Bergamo: 2007), p. 358; I grandi veneti. Da Pisanello a Tiziano, da Tintoretto a Tiepolo. Capolavo ri dall'Accademia Carrara di Bergamo, (Cinisello Balsamo: 2010), pp. 102-103;
- Mostre
- 2010, Roma, Chiostri del Bramante, I grandi veneti. Da Pisanello a Tiziano, da Tintoretto a Tiepolo. Capolavori dell'Accademia Carrara di Bergamo; 21/3/2018-1/7/2018, Brescia, Musei di Santa Giulia, Tiziano e la pittura del Cinquecento tra Venezia e Brescia
Allievo di Gentile Bellini, Vittore Belliiniano lavorò a lungo nella bottega dei più famosi pittori allora attivi a Venezia e nel primo decennio del Cinquecento faceva parte degli artisti che con loro dipinsero i saloni di Palazzo Ducale. Questo dipinto, già di proprietà del conte Guglielmo Lochis, reca non solo la firma del pittore, ma anche la data puntuale del 20 maggio 1518. In un paesaggio diviso equamente tra il cielo azzurro percorso da nuvole bianche, e una brulla collina nei toni del marrone, in primissimo piano vediamo un uomo ammantato di una veste scura, ritratto in preghiera, mentre rivolge lo sguardo verso un grande crocifisso di fronte a lui. Ai piedi della croce, davanti all’uomo in preghiera, si stagliano candidi un teschio e un osso umano: un chiaro richiamo al destino dell”uomo.
Devoto che prega davanti al Crocefisso | Vittore di Matteo detto Vittore Belliniano (notizie 1505/ ante 1529) | 81LC00180
Note storiche
Allievo di Gentile Bellini, Vittore Belliiniano lavorò a lungo nella bottega dei più famosi pittori allora attivi a Venezia e nel primo decennio del Cinquecento faceva parte degli artisti che con loro dipinsero i saloni di Palazzo Ducale. Questo dipinto, già di proprietà del conte Guglielmo Lochis, reca non solo la firma del pittore, ma anche la data puntuale del 20 maggio 1518. In un paesaggio diviso equamente tra il cielo azzurro percorso da nuvole bianche, e una brulla collina nei toni del marrone, in primissimo piano vediamo un uomo ammantato di una veste scura, ritratto in preghiera, mentre rivolge lo sguardo verso un grande crocifisso di fronte a lui. Ai piedi della croce, davanti all'uomo in preghiera, si stagliano candidi un teschio e un osso umano: un chiaro richiamo al destino dell''uomo.