- Tipo di oggetto
- medaglia
- Soggetto
- Busto di Matteo Barresi di Pietraperzia
- Materia e tecnica
- lega di rame (fusione)
- Misure
- diametro 99,5 mm; peso 520 gr
- Acquisizione
- donazione, Scaglia Mario, 2022
- Dipartimento/Sezione
- Scultura e arti decorative
- Collezione
- Collezione Mario Scaglia
- Edificio
- Accademia Carrara
- Settore/Area
- Esposizione permanente
- Piano
- 2
- Sala
- 5
- Numero di inventario
- 22SCM0407
- Bibliografia
- G. Zaccariotto, La collezione di medaglie Mario Scaglia. Catalogo., (Bologna/Cinisello Balsamo: Fondazione Zeri/Silvana editoriale 2020), p. 139 n. 113
Il siciliano Matteo Barresi era il marchese del feudo di Pietraperzia, in provincia di Enna, che con lui, tra Quattro e Cinquecento, divenne una raffinata corte al cui centro si trovava un castello abbellito da opere d’arte. Questo piccolo busto ritrae il marchese frontalmente, abbigliato secondo la moda del tempo, fu modellato dal più importante scultore allora attivo in Sicilia, Antonello Gagini, del quale resta solo un’altra opera in bronzo. Più che di una vera e propria medaglia, per questo ritratto metallico di Matteo Barresi, è appropriato parlare di scultura, perché busto e disco bronzei furono fusi come due parti separate e autonome, poi unite nell’opera che ci troviamo di fronte.
Il medaglione, infine, vanta anche una provenienza illustre, perché prima di entrare nella collezione Scaglia era stato in quella del senese Agostino Chigi e compare nell’inventario del suo Palazzetto di Ariccia, un manoscritto conservato presso la Biblioteca Apostolica Vaticana e datato 1647.
Busto di Matteo Barresi di Pietraperzia | Antonello Gagini, Palermi, 1478-1536 | 22SCM0407
Note storiche
Il siciliano Matteo Barresi era il marchese del feudo di Pietraperzia, in provincia di Enna, che con lui, tra Quattro e Cinquecento, divenne una raffinata corte al cui centro si trovava un castello abbellito da opere d’arte. Questo piccolo busto ritrae il marchese frontalmente, abbigliato secondo la moda del tempo, fu modellato dal più importante scultore allora attivo in Sicilia, Antonello Gagini, del quale resta solo un’altra opera in bronzo. Più che di una vera e propria medaglia, per questo ritratto metallico di Matteo Barresi, è appropriato parlare di scultura, perché busto e disco bronzei furono fusi come due parti separate e autonome, poi unite nell’opera che ci troviamo di fronte.
Il medaglione, infine, vanta anche una provenienza illustre, perché prima di entrare nella collezione Scaglia era stato in quella del senese Agostino Chigi e compare nell’inventario del suo Palazzetto di Ariccia, un manoscritto conservato presso la Biblioteca Apostolica Vaticana e datato 1647.