- Tipo di oggetto
- dipinto
- Soggetto
- Autoritratto di Giovanni Carnovali detto Piccio
- Materia e tecnica
- tela (pittura a olio)
- Misure
- altezza 78 cm; larghezza 58 cm
- Acquisizione
- immissione, Accademia Carrara, 1958
- Collocazione
- Non esposto
- Numero di inventario
- 58AC00571
- Bibliografia
- Caversazzi C., Notizia di Giovanni Carnovali, L'arte in Bergamo e l'Accademia Carrara, 1897, p. 195; Angelini L., La mostra retrospettiva del Piccio alla Permanente di Milano, Emporium, 1909, p. 476; Mostra del ritratto italiano dalla fine del sec. 16. all'anno 1861, (Firenze: 1911), p. 66; Ricci C., Elenco dei quadri dell'Accademia Carrara in Bergamo, (Bergamo: 1912), p. 33 n. 643; Natali G., Carnovali Giovanni detto il Piccio, Allgemeines Lexikon der bildenden Kunstler, 1912, v. VI p. 21; Pinetti A., Vicende e glorie della scuola di pittura dell'Accademia Carrara di Bergamo, L'Accademia Carrara in Bergamo, 1912, tavole/figure: tav. 6; Papini R., Nuovi Autoritratti agli Uffizi, Emporium, 1914, p. 474; Bergamo A., Giovanni Carnovali (detto il Piccio), Rivista di Bergamo, 1925, p. 2147; Ricci C., Accademia Carrara in Bergamo. Elenco dei quadri, (Bergamo: 1930), p. 157 n. 643; Caversazzi C., Giovanni Carnovali detto il Piccio, (Bergamo: 1933), pp. 43, 114; Morassi A., Itinerari dei Musei e Monumenti d'Italia. La Galleria dell'Accademia Carra ra in Bergamo, (Roma: 1934), p. 32 n. 643; Caversazzi C., Giovanni Carnovali detto il Piccio, (Bergamo: 1946), p. 56; Salmi M., L'arte italiana. Dall'Arte del primo Rinascimento ai tempi moderni, (Firenze: 1956), p. 1027; Comune di Bergamo, Immissione del Comune di Bergamo nella titolarietà della Accademia Carrara, (Bergamo: 1958), p. 13 n. 571; Belotti B., Storia di Bergamo e dei bergamaschi, (Bergamo: 1959), v. V p. 560; Piceni E./ Cinotti M., La pittura a Milano dal 1815 al 1915, Storia di Milano, 1962, v. XV p. 490; Ottino Della Chiesa A., La Galleria dell'Accademia Carrara in Bergamo: con l'elenco delle opere, (Milano: 1964), p. 72 n. 643; Passamani B., Chiaroscuri italiani dei secoli XVI-XVII-XVIII (Museo Civico di Bassano de l Grappa), (Bassano: 1967), p. 99 n. 643; Giovanni Carnovali detto il Piccio. Tra Romanticismo e realtà, (Bergamo: 1973), p. 6; De Vecchi P. L., Giovanni Carnovali detto il Piccio. Formazione ed esordi, (Bergamo: 1973), p. 1; Il Piccio e artisti bergamaschi del suo tempo, (Milano: 1974), p. 59; Rossi F., Giovanni Carnovali detto il Piccio. Ritratto dal vero, (Bergamo: 1974), p. 7; Il Piccio e artisti bergamaschi del suo tempo, (Milano: 1974); Russoli F., Accademia Carrara. Catalogo provvisorio della Pinacoteca, (Bergamo: 1976), p. 20 n. 643; Rossi F., Accademia Carrara. Catalogo generale dei dipinti, (Bergamo: 1979), p. 403 n. 896; Conti A., L'evoluzione dell'artista, Storia dell'arte italiana. L'artista e il pubblico, 1979, tavole/figure: fig. 168; Rossi F., Guida della Pinacoteca. Accademia Carrara di belle arti, (Bergamo: 1981), p. 56; Rossi F., Accademia Carrara di Belle Arti. Guida della Pinacoteca, (Bergamo: 1984), p. 71 n. 896; Per una galleria d'arte moderna, (Bergamo: 1985), p. 69; Rossi F., La Galleria dell'Accademia Carrara in Bergamo, (Roma: 1987), p. 81 n. 896; Il secondo Ottocento Italiano: le poetiche del vero, (Milano: 1988); Rossi F., Prestiti, Osservatorio delle Arti, 1989, p. 120; Rossi F., Accademia Carrara di Belle Arti. Guida della Pinacoteca, (Bergamo: 1991), p. 71 n. 896; Rossi F., Giovanni Carnovali detto il Piccio, I pittori bergamaschi dell'Ottocento, 1992, v. I pp. 60, 66; Il primo '800 italiano: la pittura tra passato e futuro, (Milano: 1992), pp. 226, 464-465; Rossi F., 4. Catalogo dei dipinti sec. XIX, (Bergamo: 1995), p. 104 n. 896; Maestri e artisti: 200 anni dell'Accademia Carrara, (Milano: 1996), pp. 245-246; Piccio. L'ultimo romantico, (Milano: 2007)
- Mostre
- 1911, Firenze, Palazzo Vecchio, Mostra del ritratto italiano dalla fine del sec. XVI all'anno 1861; 1973, Bergamo, Accademia Carrara, Giovanni Carnovali detto il Piccio. Formazione ed esodi; 1973, Bergamo, Accademia Carrara, Giovanni Carnovali detto il Piccio. Tra Romanticismo e realtà; 1974, Bergamo, Accademia Carrara, Giovanni Carnovali detto il Piccio. Ritratto dal vero; 1974, Bergamo, Palazzo della Ragione, Il Piccio e Artisti bergamaschi del suo tempo; 9/11/1985-31/3/1986, Bergamo, Accademia Carrara, Per una Galleria d'Arte Moderna; 1988, Milano, Palazzo Reale, Le poetiche dal vero; 1992, Milano, Palazzo Reale, La pittura italiana del primo Ottocento; 1996, Bergamo, Ex Monastero di Sant'Agostino, Maestri e Artisti. 200 anni della Accademia Carrara; 1997, Bergamo, Teatro Donizetti, Gaetano Donizetti: Itinerari di un operista europeo; 1997, Bergamo, Palazzo della Ragione, Gaetano Donizetti: Itinerari di un operista europeo; 24/2/2007-10/6/2007, Cremona, Centro culturale di S. Maria della Pietà, Il Piccio. Un pittore romantico nell'Europa dell'Ottocento; 21/2/2025-29/6/2025, Forlì, Museo Civico San Domenico, Il ritratto dell’artista. Nello specchio di Narciso. Il volto, la maschera, il selfie
Piccio si è conquistato una posizione di solitaria grandezza nella storia dell’arte italiana dell’Ottocento. La sua pittura recupera la lezione del naturalismo lombardo e la grazia di Correggio, adottando con il passare degli anni una stesura sempre più vaporosa e spesso volutamente non finita. Questa evoluzione dello stile è leggibile anche attraverso i numerosi autoritratti che punteggiano l’intero arco della sua esistenza, diventando una sorta di autobiografia d’artista. Nella tela della Carrara, che risale alla fine degli anni Quaranta, Piccio si raffigura a mezzo busto, con gli strumenti di lavoro, la tavolozza e i pennelli. L’intenso scavo psicologico si accompagna al progressivo ammorbidirsi e sfumare dei contorni in una ricerca espressiva sempre più personale e appartata.
Autoritratto con tavolozza | Carnovali Giovanni detto Piccio, 1804/ 1873 | 58AC00571
Note storiche
Piccio si è conquistato una posizione di solitaria grandezza nella storia dell’arte italiana dell’Ottocento. La sua pittura recupera la lezione del naturalismo lombardo e la grazia di Correggio, adottando con il passare degli anni una stesura sempre più vaporosa e spesso volutamente non finita. Questa evoluzione dello stile è leggibile anche attraverso i numerosi autoritratti che punteggiano l’intero arco della sua esistenza, diventando una sorta di autobiografia d’artista. Nella tela della Carrara, che risale alla fine degli anni Quaranta, Piccio si raffigura a mezzo busto, con gli strumenti di lavoro, la tavolozza e i pennelli. L’intenso scavo psicologico si accompagna al progressivo ammorbidirsi e sfumare dei contorni in una ricerca espressiva sempre più personale e appartata.