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D'Este Antonio

Busto di Antonio Canova

1810 - 1812
N. Inventario
58SC00007
Tipo di oggetto
busto
Tecnica
scultura
Dimensioni
65 x 34 cm
Posizione
Sala 14
Stato
Esposto
Bibliografia
  • “Guattani G. A., Memorie Enciclopediche Romane sulle Belle Arti, Antichità, etc., (Roma: 1806>1810)” v. III p. 139
  • “Ricci C., Accademia Carrara in Bergamo. Elenco dei quadri, (Bergamo: 1930)” p. 4
  • “Comune di Bergamo, Immissione del Comune di Bergamo nella titolarietà della Accademia Carrara, (Bergamo: 1958)” p. 21 n. 7
  • “Per una galleria d'arte moderna, (Bergamo: 1985)” p. 79
  • “Rossi F., 4. Catalogo dei dipinti sec. XIX, (Bergamo: 1995)” n. 32
  • “Rossi F., Accademia Carrara. 4. Catalogo dei dipinti sec. XIX, (Bergamo: 1995)” pp. 30-31
  • “Canova l'ideale classico tra scultura e pittura, (Cinisello Balsamo: 2009)” pp. 175-176 n. III.5
Mostre
  • “Per una galleria d'arte moderna”
    Bergamo, Accademia Carrara
    09.11.1985 - 31.03.1986
  • “Canova l'ideale classico tra scultura e pittura”
    Forlì, Musei San Domenico
    25.01.2009 - 21.06.2009

Descrizione dell'opera

Giunto nelle raccolte dell'Accademia Carrara nel 1900 per legato della contessa Emilia Woyna Piazzoni, questo ritratto marmoreo di Antonio Canova va probabilmente identificato con il busto richiesto nel 1808 dal nobile bergamasco Antonio Pezzoli ad Antonio d'Este. Si tratta del quarto busto dedicato dallo scultore veneziano al Canova, cui era legato non solo da una profonda amicizia, che risaliva agli anni della giovinezza, ma anche da rapporti lavorativi. Infatti, nonostante avesse un proprio studio dove svolgeva soprattutto attività di copista dall'antico e di restauratore, dal 1799 D'Este assunse la direzione dello studio del Canova. Nel busto in Accademia Carrara, che presenta strettissime analogie con il busto firmato e datato 1810 eseguito da D'Este per Gioacchino Murat (Napoli, Museo Nazionale di San Martino), Canova è ritratto in una dimensione più intima e quotidiana: il volto ha un atteggiamento naturale, l'espressione è intensa e la bocca è semiaperta, quasi in atto di proferire parola.