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Bellano Bartolomeo
San Gerolamo
- “F. Rossi, La collezione Mario Scaglia: placchette, (Bergamo: Lubrina 2011)” pp. 109-110, n. III.6
Descrizione dell'opera
L’elevata qualità di questa scultura è evidente sia nella longilinea figura del santo dalla lunga barba colto di scorcio, mentre con una mano si tiene pudicamente il perizoma e con l’altra tiene il sasso con il quale si flagellerà, sia anche per la straordinaria resa del paesaggio che lo circonda. La natura cede il passo ad un paesaggio trasformato dall’uomo, dove spicca la facciata di una grande chiesa con tanto di portale decorato e alto campanile, e perfino la grotta dove appare il crocifisso sembra un’edicola costruita con la roccia. Non mancano alberi, cespugli ed erbe, tutti minuziosamente modellati. Grazie al confronto con altri suoi bronzi, la placca è stata attribuita a Bartolomeo Bellano, allievo padovano di Donatello.