Satiro bevente

I satiri sono delle figure mitologiche create nel mondo greco e romano e sono il risultato della fusione di una figura umana con quella di un caprone. Hanno busto, volto e braccia umane, ma zampe anteriori da capro, dotate di zoccoli, orecchie appuntite e, spesso, corna ritorte sul capo. Proprio per il loro rappresentare il mondo antico nella sua forma più animalesca, questi abitanti dei boschi ebbero grandissima fortuna nel Rinascimento e popolarono dipinti e sculture. I bronzetti furono tra le opere che li videro più raffigurati e venivano collezionati negli studioli degli eruditi. Questo satiro, opera della bottega di Severo Calzetta, è immortalato mentre si ubriaca bevendo da una patera, una scodella antica usata per i sacrifici.

Satiro bevente | bottega di Severo Calzetta, 1465-1475/ ante 1538 | 58SP00085

Calamaio in forma di Atlante

Negli studioli degli eruditi del Rinascimento erano molti i piccoli oggetti in bronzo che avevano specifiche funzioni nell’attività di scrittura. Questo forzuto uomo inginocchiato che sostiene il mondo è Atlante, il titano condannato a sostenere la Terra per l’eternità, e in origine all’interno della sfera, divisa a metà, veniva contenuta una coppetta riempita di inchiostro, adoperato per scrivere. Oggetti come questo erano largamente prodotti dalla bottega di Severo Calzetta, un artista originario di Ravenna, che lavoro a Ferrara, ma soprattutto a Padova, specializzandosi nella lavorazione di piccole opere seriali in bronzo.

La parte superiore della sfera è un elemento moderno, creato per sostituire l’originale andato perduto.

Calamaio in forma di Atlante | bottega di Severo Calzetta, 1465-1475/ ante 1538 | 58SP00028