- Tipo di oggetto
- medaglia
- Soggetto
- Carlo V d’Asburgo
- Materia e tecnica
- lega di rame (fusione)
- Misure
- diametro 52,4 mm; peso 31,4 gr
- Acquisizione
- donazione, Scaglia Mario, 2022
- Dipartimento/Sezione
- Scultura e arti decorative
- Collezione
- Collezione Mario Scaglia
- Collocazione
- Non esposto
- Numero di inventario
- 22SCM0511
- Bibliografia
- G. Zaccariotto, La collezione di medaglie Mario Scaglia. Catalogo., (Bologna/Cinisello Balsamo: Fondazione Zeri/Silvana editoriale 2020), p. 216, n. 200
Leone Leoni fu per diversi decenni lo scultore della corte imperiale e i primi lavori che fece per Carlo V furono proprio delle medaglie. Questa medaglia, in particolare, non fu un’invenzione solo di Leoni, ma lo scultore modellò il ritratto dell’imperatore partendo da un dipinto di Tiziano Vecellio. Il dipinto, oggi perduto a causa di un incendio, ritraeva Carlo con la moglie, Isabella d’Aviz di Portogallo e siamo fortunatamente in grado di conoscerlo grazie a una copia che di questo dipinto fece Peter Paul Rubens (oggi conservata al Palacio de Liria di Madrid). L’atmosfera privata del dipinto, e quindi della medaglia, mostra Carlo non in armatura, ma in abiti civili, con una berretta piatta e una veste, che lascia comunque intravvedere il collare dell’ordine del Toson d’oro.
Carlo V d’Asburgo | Leone Leoni, Arezzo, 1509-Milano, 1590; Vecellio Tiziano | 22SCM0511
Note storiche
Leone Leoni fu per diversi decenni lo scultore della corte imperiale e i primi lavori che fece per Carlo V furono proprio delle medaglie. Questa medaglia, in particolare, non fu un’invenzione solo di Leoni, ma lo scultore modellò il ritratto dell’imperatore partendo da un dipinto di Tiziano Vecellio. Il dipinto, oggi perduto a causa di un incendio, ritraeva Carlo con la moglie, Isabella d’Aviz di Portogallo e siamo fortunatamente in grado di conoscerlo grazie a una copia che di questo dipinto fece Peter Paul Rubens (oggi conservata al Palacio de Liria di Madrid). L’atmosfera privata del dipinto, e quindi della medaglia, mostra Carlo non in armatura, ma in abiti civili, con una berretta piatta e una veste, che lascia comunque intravvedere il collare dell’ordine del Toson d’oro.