- Tipo di oggetto
- reliquiario
- Soggetto
- Santa Palazia
- Materia e tecnica
- rame (a sbalzo, doratura), argento (a sbalzo), legno, diaspro giallo
- Misure
- altezza 105 cm; larghezza 53 cm; profonditu00e0 47 cm
- Acquisizione
- legato, Zeri Federico, 1998
- Collezione
- Collezione Federico Zeri
- Edificio
- Accademia Carrara
- Settore/Area
- Esposizione permanente
- Piano
- 2
- Sala
- Pianerottolo
- Numero di inventario
- 98ZR00016
- Bibliografia
- Catello A., in Il conoscitore d'arte: Sculture dal XV al XIX secolo della collezione di Federico Zeri, (Milano: Electa 1989), pp. 50-51, n. 18; Zeri F., Confesso che ho sbagliato. Ricordi autobiografici, (Milano: Longanesi 1995), p. 149; Bacchi A., in La donazione Federico Zeri. Cinquanta sculture per Bergamo, (Bergamo: Accademia Carrara di Belle Arti 2000), pp. 19, 50-51; Rossi F., La collezione di sculture di Federico Zeri: Donazione Accademia Carrara, (Milano: Civica Biblioteca d'Arte 2001), pp. 9-10; Montagu J., in Il Settecento a Roma, (Cinisello Balsamo: Silvana Editoriale 2005), p. 144, n. 26; Montagu J., in Ori e Argenti: Capolavori del '700 da Arrighi a Valadier, (Milano: Skira 2007), pp. 217-218, n. 3; Montagu J., Antonio Arrighi. A silversmith and bronze founder in Baroque Rome, (Todi: Tau editrice 2009), pp. 14, 17-18, 19 (ill. 21), 397; Il capolavoro non esiste. L'universo Zeri dall'Accademia Carrara di Bergamo al presente, (Torino: Allemandi 2011), pp. 18, 92, n. 49; Rodeschini M.C., in Riscoprire la Carrara: Mantegna, Bellini, Raffaello e Moroni. Restauri e capolavori in dialogo, (Cinisello Balsamo: Silvana Editoriale 2014), pp. 58-61; Barucca G., La connoisseurship nello studio degli argenti romani del Settecento: limiti di un metodo d'indagine, Il metodo del conoscitore. Approcci, limiti, prospettive, 2016, p. 310; Plebani P., in Arte e natura. Pittura su pietra tra Cinque e Seicento, (Roma: Officina Libraria 2025), pp. 188-189, n. V.16; Plebani P., in Catalogo scientifico digitale delle sculture della collezione Zeri, (2026), n. 17
- Mostre
- 10/3/1989-14/5/1989, Milano, Museo Poldi Pezzoli, Il conoscitore d'arte. Sculture dal XV al XIX secolo della collezione di Federico Zeri; 3/6/1989-23/7/1989, Bergamo, Accademia Carrara, Il conoscitore d'arte. Sculture dal XV al XIX secolo della collezione di Federico Zeri; 30/3/2000-25/6/2000, Bergamo, Palazzo della Ragione, La donazione Federico Zeri. Cinquanta sculture per Bergamo; 10/11/2005-26/2/2006, Roma, Palazzo Venezia, Il Settecento a Roma; 4/4/2007-14/10/2007, Urbino, Galleria Nazionale delle Marche, Ori e Argenti: Capolavori del '700 da Arrighi a Valadier; 13/5/2011-28/8/2011, Bressanone, Museo diocesano, Il capolavoro non esiste. L'universo Zeri dall'Accademia Carrara di Bergamo al presente; 14/5/2014-27/7/2014, Bergamo, Accademia Carrara / GAMeC, Riscoprire la Carrara: Mantegna, Bellini, Raffaello e Moroni. Restauri e capolavori in dialogo; 10/10/2025-6/1/2026, Bergamo, Accademia Carrara, ARTE E NATURA. Pittura su pietra tra Cinque e Seicento
Questa grande scultura in argento e bronzo dorato non è altro che un reliquiario raffiguante Santa Palazia, realizzato da Giovanni Francesco Arrighi, orafo e argentiere romano, come indicano le sue iniziali presenti sul punzone posto sul collo della santa. Commissionata dall’abate romano Benedetto Bussi fu pagata nel 1726 e, sempre dalle fonti, sappiamo che reggeva nella mano un turibolo, nel quale bruciava dell’incenso. La statua metalica è impreziosita dal grande piedistallo sul quale è inginocchiata, realizzato in metallo dorato, con un grande inserto in ornice nei toni dell’arancio.
Statua reliquiario di Santa Palazia | Arrighi Giovanni Francesco, 1646/ 1730 | 98ZR00016
Note storiche
Questa grande scultura in argento e bronzo dorato non è altro che un reliquiario raffiguante Santa Palazia, realizzato da Giovanni Francesco Arrighi, orafo e argentiere romano, come indicano le sue iniziali presenti sul punzone posto sul collo della santa. Commissionata dall'abate romano Benedetto Bussi fu pagata nel 1726 e, sempre dalle fonti, sappiamo che reggeva nella mano un turibolo, nel quale bruciava dell'incenso. La statua metalica è impreziosita dal grande piedistallo sul quale è inginocchiata, realizzato in metallo dorato, con un grande inserto in ornice nei toni dell'arancio.