Lanterna bruciaprofumi

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inizio sec. XVI

Ambito veneziano

Tipo di oggetto
lanterna
Materia e tecnica
bronzo (doratura)
Misure
altezza 16,9 cm; diametro 14,7 cm; altezza 9 cm; diametro 12,4 cm
Acquisizione
donazione, Scaglia Stefano, 1984
Dipartimento/Sezione
Scultura e arti decorative
Edificio
Accademia Carrara
Settore/Area
Esposizione permanente
Piano
2
Sala
4
Numero di inventario
06SP00218
Bibliografia
Rossi F., Accademia Carrara 3. Sculture, bronzi, porcellane e ceramiche, (Bergamo: 1992), p. 71; Piero Pazzi, Introduzione al collezionismo di argenteria civile e metalli veneti antichi, o sia Repertorio iconografico di argenteria civile veneta con brevi cenni su altre manifatture metalliche considerate lungo sei secoli di produzione e piu specificamente dalla fine del sec. XIII al volgere del sec. XVIII, (Pola: In Pietas Julia Pola 1993), p. 520; Jeremy Warren, The Wallace Collection. Catalogue of Italian Sculpture. Volume One, (London: The Trustees of the Wallace Collection 2016), p. 314

La lanterna bruciaprofumi è un oggetto di uso quotidiano che si trovava abitualmente nelle case del Rinascimento. Il suo scopo era di profumare gli ambienti, ma anche quello di scacciare le malattie e gli spiriti maligni attraverso le “essenze salutari” che venivano bruciate. Al suo interno presentava una piccola coppa, sotto la cupola, dove venivano adagiate le essenze da bruciare e al di sotto, nella parte cilindrica, si inserivano braci o una candela per scaldare tali essenze.

Questa lanterna, dal corpo cilindrico e probabilmente realizzata a Venezia, presenta un interessante intreccio di decorazioni islamiche, grazie alle influenze arabe che interessavano la città lagunare nel Cinquecento, e classicheggianti.

Lanterna bruciaprofumi | Ambito veneziano | 06SP00218

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Note storiche

La lanterna bruciaprofumi è un oggetto di uso quotidiano che si trovava abitualmente nelle case del Rinascimento. Il suo scopo era di profumare gli ambienti, ma anche quello di scacciare le malattie e gli spiriti maligni attraverso le “essenze salutari” che venivano bruciate. Al suo interno presentava una piccola coppa, sotto la cupola, dove venivano adagiate le essenze da bruciare e al di sotto, nella parte cilindrica, si inserivano braci o una candela per scaldare tali essenze.

Questa lanterna, dal corpo cilindrico e probabilmente realizzata a Venezia, presenta un interessante intreccio di decorazioni islamiche, grazie alle influenze arabe che interessavano la città lagunare nel Cinquecento, e classicheggianti.